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Rolex 6239 “ROLE X”

 

 

Il Rolex 6239 è il primo orologio a portare il nome di una pista di automobili: “DAYTONA “.
Siamo negli anni ‘60, quando la casa Omega riesce ad avere la meglio su Rolex per la fornitura di segnatempo a servizio dell’impresa spaziale. Il marchio pentastellato cerca, in questo periodo, un nome nel campo automobilistico da associare al proprio orologio.

La scelta inizialmente s’indirizza verso l’autodromo di Le Mans in Francia, ma purtroppo non si riesce a trovare un accordo, a causa dell’estremo costo richiesto. Dunque la casa madre prova a contattare l’autodromo americano di Le Mans. Il primo 6239 riporta sul quadrante la dicitura “Rolex Cosmograph” e sugli opuscoli pubblicitari leggiamo “This is the new Rolex Chronograph. It’s called Le Mans”. Purtroppo anche questo autodromo viene scartato da Rolex in quanto non ritenuto all’altezza. Infine si trova finalmente l’accordo con Daytona: sarà questo splendido autodromo a dare il nome ai prossimi cronografi Rolex.

Nei precedenti articoli abbiamo ampiamente parlato di questo meraviglioso orologio, sottolineando le eccezionali caratteristiche e il grande l’investimento che rappresenta. Ora siamo qui a mostrarvi quanto di più raro possiate trovare: il ROLE X.
Come vedete dalla scritta, l’orologio in questione ha una grafica con la “X” staccata, che ritroviamo nei Rolex cronografi pulsometrici e nei Rolex cronografi albini. Sono due orologi molto rari e di enorme valore. Il nostro orologio, grazie a questa particolare scritta, ad oggi risulta l’unico esemplare conosciuto al mondo.

 

 

Precedentemente abbiamo già evidenziato i fattori che fanno di un orologio un grande investimento: marchio, modello e rarità. Con il 6239 riuniamo tutto ciò, dando la possibilità a chi lo possiede di godere dei vantaggi dati dell’enorme investimento che questo orologio rappresenta.

Alleghiamo la foto dell’orologio e, com’è nostro solito, illustriamo con un grafico l’andamento del valore nei vari anni, riportando il costo che l’oggetto aveva all’origine e il corrispettivo odierno, e facendo notare notare quanto negli anni si sia rivalutato.
Un modello standard dell’orologio in questione aveva con un costo di circa 123.921 Lire nel 1966, corrispondenti al potere di acquisto odierno di €1255,38. Ad oggi ha raggiunto un valore di €20.000, cifra superiore di circa 16 volte rispetto a quello iniziale: una rivalutazione che sta a dimostrare il grande investimento che questo orologio ha reso.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex 6241 oro Paul Newman

Il Rolex 6241 oro Paul Newman è uno degli esemplari più ricercati nel mondo collezionistico. L’orologio ha preso il nome dell’attore che lo ha indossato, e con il suo splendido quadrante esotico è diventato uno dei migliori investimenti in assoluto.

Il meccanismo, come già evidenziato in altri articoli, è sempre stato oggetto di studio da parte del marchio pentastellato, alla continua ricerca di quanto di meglio il mercato possa offrire.
Questo calibro Valjoux è tra i migliori che in quegli anni fossero disponibili, mentre la cassa dell’orologio, resa impermeabile dal grande lavoro della casa madre, ha permesso di assicurare ai componenti un’ottima conservazione nel tempo.
È proprio quest’ultima la caratteristica più ambita dai collezionisti, tanto più attirati da questi oggetti quanto più sono perfette le loro condizioni, e dunque estremo il loro valore.

Com’è noto il prezzo di mercato viene determinato da molti fattori: affidabilità del marchio, numero di orologi prodotti, componente estetica. Più si combinano questi fattori, più aumentano la rarità ed il valore dell’oggetto.
Il Rolex 6241 Paul Newman racchiude tutti queste caratteristiche, potendo vantare il nome della casa madre più solida al mondo, una tiratura degli orologi in oro estremamente esigua rispetto a quelli in acciaio, e un quadrante di estrema leggibilità e bellezza, un quadro d’artista di enorme rarità.

Per quanto riguarda l’associazione con Paul Newman, l’aneddoto racconta che un giorno questi chiese l’ora al ragazzo di una delle sue figlie. Lui rispose di non avere l’orologio, così l’attore gli donò il suo Rolex cronografo acciaio con quadrante esotico.
L’oggetto venne messo da parte, ma negli anni ebbe grandi rivalutazioni. In seguito, resosi conto dell’estremo valore del suo “Paul Newman”, il ragazzo chiamò l’ex fidanzata e restituì l’orologio. Successivamente fu contattato da un importante collezionista. Aurel Bacs, venuto a conoscenza del fatto, andò a visionare l’oggetto, e si decise di metterlo all’asta di New York in autunno, dando la metà dei proventi in beneficenza.
L’orologio realizzerà da 5 a 10 milioni di Dollari, e si pensa che questo evento valorizzerà tutti i Paul Newman e anche gli altri orologi.

Ora sta a voi valutare il nostro esemplare di Rolex 6241 in oro con quadrante esotico (Paul Newman), uno degli orologi più belli in circolazione.
Alleghiamo le foto e, com’è nostro solito, illustriamo con un grafico l’andamento del valore nei vari anni, riportando il costo che l’oggetto aveva all’origine e il prezzo corrispondente al giorno d’oggi, e facendo notare quanto negli anni si sia rivalutato.
In questo caso un modello standard aveva un costo di circa 300.000 Lire nel 1969/70, corrispondenti al potere di acquisto odierno di €2723,24. Ad oggi ha raggiunto un valore di €300.000, circa 110 volte in più rispetto al costo iniziale. Questo dimostra la grande rivalutazione, e quindi il grande investimento che questo orologio rappresenta.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex Submariner 5510

Com’è risaputo, l’affidabilità e la qualità della Rolex ha fatto sì che, negli anni, il marchio pentastellato sia stato scelto da molti personaggi noti, i cui nomi sono stati associati ai prodotti indossati, conferendo a questi orologi ulteriore valore in termini di esclusività.

Vi presentiamo oggi il Submariner Coroncione 5510.
“Coroncione” è sinonimo di James Bond. L’attore Sean Connery, nei panni dell’agente 007, indossava infatti proprio questo modello nel film “Licenza Di Uccidere”. Ian Fleming, creatore della famosa spia inglese, possedeva a sua volta un orologio Rolex ed è verosimile credere che questo lo abbia influenzato nella scelta del segnatempo per il suo mitico personaggio.

Si pensa che l’orologio in questione fosse un Rolex 6538, anche questo chiamato “coroncione” e quindi con la stessa caratteristica distintiva del nostro Rolex 5510: la grande dimensione della corona di carica e della rimessa a ora.
Nel nostro caso, tuttavia, differenze come il meccanismo calibro 1530 (1030 nel caso del modello 6538) e il fatto che l’orologio sia stato prodotto per un solo anno (per l’esattezza il 1959), lo rendono il più raro coroncione mai realizzato.

Alleghiamo la foto dell’orologio ed un grafico con l’andamento del valore nei vari anni, riportando il costo originario, evidenziando il corrispettivo odierno e la notevole rivalutazione.

Il modello standard dell’orologio in questione, partendo da un costo di circa 100.000 Lire del 1959, corrispondenti al potere di acquisto odierno di €1.363,62, ha raggiunto ad oggi un valore di €100.000, cifra superiore di circa 73 volte rispetto a quella iniziale. Questo dimostra la grande rivalutazione e quindi il grande investimento che questo orologio ha reso.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex 6263

Il Rolex 6263, già difficile da reperire nella variante in acciaio, risulta estremamente raro nella sua versione in oro.
In quest’ultimo caso il meccanismo, che in entrambe le configurazioni utilizza un calibro Valjoux, riporta un numero come garanzia di affidabilità, certificazione che nel modello in acciaio è stata apposta solo negli ultimi anni.

Il marchio pentastellato, da sempre proiettato verso una continua ricerca per offrire il meglio a tutti coloro che scelgono di acquistare un Rolex, è notoriamente simbolo di sicurezza e stabilità d’investimento. Ricordo che, ormai molti anni fa (intono al 1985), acquistai un Rolex 6263 in acciaio per un valore di 1.780.000 Lire.

Successivamente il negozio mi propose di acquistare un Rolex 6265 in oro, con il cinturino in pelle, al prezzo di 6.700.000 Lire. Inizialmente fui tentato di comprarlo ma in un secondo momento mi convinsi diversamente.

In breve tempo l’orologio in questione arrivò al valore di 30.000.000 di Lire, ed io non potei far altro che rimanere ad osservare questa eccezionale rivalutazione.

Alleghiamo la foto del Rolex 6263 e, com’è nostro solito, rappresentiamo graficamente l’andamento del valore nel corso del tempo, riportando il costo originario dell’oggetto in relazione al suo corrispettivo odierno, ed illustrandone la rivalutazione nei vari anni.

 

 

Nel 1985 l’orologio in questione (modello standard) presentava un costo di circa 6.700.000 Lire, corrispondente al potere di acquisto odierno di € 8.581,10.

Ad oggi ha raggiunto un valore di € 80.000, con un aumento del 823,28% rispetto al prezzo originario. Tutto ciò a dimostrazione della sua importante rivalutazione, e quindi del grande investimento reso.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex 16528

In questo articolo descriveremo uno degli ultimi Daytona in oro prodotto prima di utilizzare un meccanismo fatto interamente dalla casa madre.

Ormai da molti anni Rolex è un’azienda ai vertici nel settore dell’orologeria, e i suoi prodotti regalano ad ogni utente grandi soddisfazioni: c’è chi lo acquista per passione, chi per investimento…chi per entrambi i motivi.

Tutto nasce nel 1908, quando Hans Wilsdorf voleva che i suoi segnatempo portassero un nome corto, facile da ricordare e da pronunciare in tutte le lingue, e che potesse essere inserito armoniosamente sui quadranti e sui movimenti.

A proposito della scelta del nome, raccontava:

“Ho provato a combinare tutte le lettere dell’alfabeto, in ogni modo possibile. Avevo così a disposizione qualche centinaio di nomi, ma nessuno mi piaceva. Fino a quando una mattina, mentre viaggiavo sul piano superiore di un omnibus trainato da cavalli, lungo la via Cheapside nella City di Londra, uno spiritello mi ha sussurrato all’orecchio: Rolex”.

La casa madre a sempre cercato di offrire il massimo della qualità, utilizzando quanto di meglio il mercato potesse offrire. Parliamo, ad esempio, del 16520, il primo cronografo automatico. La maison sceglie come calibro (meccanismo) lo “Zenith 400 El Primero”, con 36000 alternanze ed una frequenza di 5 HZ, e utilizza uno speciale lubrificante a secco a base di Bisolfuro di Molibdeno applicato mediante un procedimento di vaporizzazione, che richiedeva attrezzature specifiche ed una manutenzione circa ogni due anni. Decide quindi di elaborare profondamente il calibro base Zenith El Primero, apportando ben 200 modifiche affinché potesse essere all’altezza dei propri standard qualitativi.

I primi necessari interventi vennero eseguiti per ridurre il numero di alternanze (da 36000 a 28000) e diminuire la frequenza da 5 a 4 HZ. Montarono sul movimento un bilanciere più grande che oscillava ad una frequenza più bassa, comune a tutti i calibri Rolex di quel periodo, semplificando e migliorandone così l’affidabilità.

Il bilanciere Rolex ha quattro razze in glucydur con spirale Breguet e sistema di regolazione a microstella. I lubrificanti usati per il calibro 4030 erano quelli fluidi tradizionali, tali modifiche consentano a Rolex di consigliare una revisione ogni 4 anni, tempo quasi doppio rispetto al calibro d’origine. Qual è la conseguenza? La fornitura di meccanismi Zenith per la Rolex, in relazione con la maggiore richiesta di Daytona Zenith, rende questo orologio un oggetto raro e, come già detto per molti prodotti della casa, una vera opera d’arte di grande valore.

 

Unico per le sue particolarità ed estremamente raro per la richiesta, in poco tempo fa schizzare il valore di mercato a cifre ben più alte del valore originario. Ormai sono molti anni che tutto questo ne fa una garanzia di stabilità, un bellissimo oggetto nonché uno dei migliori investimenti che il mercato possa offrire.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Richard Mille

Fondata nel 1999 dall’uomo d’affari francese Richard Mille, l’azienda rappresenta una perfetta fusione di tecnica estrema, innovazione e materiali inediti.

Richard Mille, nato il 13 febbraio 1951 a Draguignan (Francia) ha iniziato a lavorare a Finhor, una società orologiera locale, nel 1974. Quando questa viene acquistata da Matra, nel 1981, Mille viene promosso per gestire l’attività orologiera della nuova società, che allora comprendeva i marchi YEMA e Cupillard Rieme.
Le attività di orologeria di Matra sono poi state vendute a Seiko, che Mille ha lasciato nel 1992 per avviare un business di orologeria per la ditta di gioielli Mauboussin. Negli anni seguenti ha maturato una lunga esperienza nel settore lavorando, tra gli altri, per Audemars Piguet, Repossi e Baccarat.

Nel 1999, in collaborazione con Audemars Piguet, nasce la Richard Mille SA con sede a Les Breuleux, nel cuore dell’alta orologeria: il Canton Giura, in Svizzera.
Il primo orologio è stato messo in vendita nel 2001. Si tratta di un cronometro con tourbillon dalle straordinarie prestazioni, seguito poi dal modello tourbillon RM001, il primo ad essere prodotto su scala industriale.

Continuando la produzione, forte anche della collaborazione con grandi campioni dello sport, Mille lancia sul mercato orologi altamente innovativi come l’RM027, tourbillon rinomato per la sua estrema leggerezza (peso di soli 18 grammi) e dedicato al fuoriclasse del tennis Rafael Nadal, o come l’RM038, un tourbillon in lega ultra-leggera di magnesio-alluminio pensato per il golfista Bubba Watson.

Una delle novità più interessanti degli ultimi anni è senza dubbio l’RM030 del 2011, che prevede un dispositivo ad ingranaggi in grado di eliminare i rischi dovuti alla sovratensione della molla del bariletto, disinnestando automaticamente il rotore del sistema di carica quando la molla ha raggiunto la tensione ideale (ossia le 50 ore di autonomia, indicate sul quadrante) ed effettuando il reinnesto quando la riserva di carica raggiunge le 40 ore.

Altro capolavoro è l’RM 056 Felipe Massa Sapphire: completamente trasparente e con la prima cassa d’orologio ad essere interamente costruita in zaffiro. Si tratta di un’edizione limitata di 5 esemplari al prezzo di US $ 1,7 milioni, ed è stato dichiarato miglior orologio del 2012 alla mostra del “Salon Internacional de Alta Relojeria” a Città del Messico.

L’RM 11 è invece un cronografo in titanio, leggerissimo e anatomico come tutti gli orologi della maison, sempre all’altezza degli standard qualitativi che la casa assicura ormai da tempo.


Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex 4313: una garanzia

Com’è noto la ricerca da parte di Rolex è sempre stata volta a trovare il meglio che si potesse offrire, e in questo articolo descriveremo in poche righe la storia che ha portato a fare del marchio pentastellato una garanzia, parlando dei cronografi ed in particolare del Rolex 4313 oro rosa.

 

 

Fino alla fine degli anni ‘90 la scelta del meccanismo impiegato nei cronografi vede il trionfo del Valijoux, della nota casa svizzera. Questa preferenza è frutto di attente valutazioni e continue modifiche, volte ad un costante miglioramento a livello qualitativo e funzionale. Nei primi orologi si trovano infatti movimenti con alternanze (oscillazioni del bilanciere) più basse, che aumentano nel corso degli anni per dare la possibilità di leggere un tempo più frazionato e quindi più vicino a quello reale, avvicinandosi alla precisione dei cronografi al quarzo attuali.

 

 

Il primo cronografo Rolex è il 2021, mono pulsante con cassa di importanti dimensioni e fondello con apertura a cerniera, di cui ho potuto apprezzare in prima persona le splendide lavorazioni tipiche del marchio pentastellato.
La casa ha poi prodotto molti cronografi, a volte con piccole differenze, riuscendo a mantenere negli anni lo stesso standard qualitativo di estrema affidabilità.

 

 

Il Rolex cronografo 4313 oro rosa del 1954 (seriale 999 mila) è un meraviglioso orologio mosso, come tutti i primi cronografi, da uno splendido Valijoux 23 con 18000 alternanze.
Le caratteristiche forme delle anse a ragno rendono questo oggetto una vera e propria opera d’arte che, grazie alle rivalutazioni nel corso degli anni vanta un notevole valore aggiunto.

 

Alleghiamo la foto dell’orologio e, com’è nostro solito, illustriamo con un grafico l’andamento del valore nei vari anni.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Patek Philippe: un nome due persone.

Tutto ha inizio nel 1838 con la fondazione di “Patek, Czapek & Cie” a Ginevra da parte dell’imprenditore Antoni Norbert de Patek, immigrato dalla Polonia, e dell’orologiaio François Czapek, immigrato dalla Czekia.
Nel 1844 Antoni Patek, fondatore della Maison, conosce l’orologiaio francese Jean-Adrien Philippe a Parigi, dove quest’ultimo ha presentato il suo avveniristico e comodo sistema di messa all’ora e carica dell’orologio tramite la corona, che sostituirà l’utilizzo di una chiave separata.
Nel 1845 François Czapek decide di lasciare l’azienda per continuare per conto proprio, e il nome dell’azienda viene cambiato in “Patek & Cie”.

Viene prodotto il primo orologio da tasca per signora: il segnatempo è decorato con la miniatura di una rosa. L’azienda fabbrica il suo primo orologio da tasca con ripetizione minuti e viene conferito il brevetto per l’orologio Patek con meccanismo di carica e messa all’ora mediante la corona.
Nel 1851 Jean-Adrien Philippe entra ufficialmente a far parte dell’azienda, che cambia il nome in “Patek Philippe & Cie.”

Alla Grande Esposizione di Londra, la regina Vittoria è tra le ammiratrici dei primi segnatempo al mondo senza chiave, il cui primo esemplare era stato brevettato da Jean-Adrien Philippe nel 1845. La regina di Gran Bretagna e Irlanda investe in un orologio da tasca in smalto blu polvere con decorazione floreale in diamanti tagliati a rosa.
L’orologio pendente con quadrante a vista e spilla pare fosse appartenuto alla regina Vittoria.

Patek Philippe è tra le prime maison orologiaie ad esportare negli Stati Uniti e stringe una collaborazione, tuttora fiorente, con Tiffany & Co. di New York.
Nel 1881 viene conferito il brevetto per il sistema regolatore di precisione, e nel 1889 Patek Philippe & Co si aggiudica il brevetto per il meccanismo del calendario perpetuo per gli orologi da tasca.
Nel 1932 La “Ancienne Manufacture d’Horlogerie Patek Philippe & Cie, S.A.” viene acquistata dai fratelli Charles e Jean Stern, già proprietari di un’azienda produttrice di quadranti a Ginevra. Da allora “Patek Philippe S.A.” è rimasta un’azienda di proprietà familiare.
Proprio con tale stile di conduzione, “a carattere familiare”, la casa madre continua ad impegnarsi per garantire agli acquirenti un prodotto estremamente affidabile e con una produzione contenuta rivalutabile negli anni.
Un Patek Philippe è per sempre e noi ci troviamo ad esserne custodi e tramandarlo ai nostri posteri.

Oggi vogliamo approfondire su un orologio estremamente bello e complicato, il Patek Philippe 5004.
Nel 1995 abbiamo il lancio della Ref. 5004 col calibro 27-70. Il movimento base Lémania con cronografo a rattrapante e calendario perpetuo CHR 27-70 Q viene introdotto nella Ref. 5004 che resta nella collezione per 16 anni, fino al 2011.
A Patek Philippe viene rilasciato un brevetto svizzero per il meccanismo di isolamento del cronografo a rattrapante.

 

 

Le forme semplici, della giusta misura, le estreme complicazioni raccolte in uno spazio così piccolo e così ben diviso, fanno di questo splendido oggetto un laboratorio ingegneristico, un’opera d’arte.
Tante le persone che si accingono a ricercarlo: chi lo fa per investimento, chi per il piacere di averlo, oppure per entrambi i motivi. Riesce ad accontentare tutti e, con una certa difficoltà di reperibilità, continuare a regalarci tutto questo.

Alleghiamo la foto di un Patek Philippe 5004 G e un grafico che mostra l’andamento del valore nell’arco degli anni.

 

Il prezzo di vendita espresso in euro nel 1995 su 5004standard , è riferito al potere di acquisto dei giorni nostri.
Fonte: Istat

Articolo di Fabio Michetti

 

Gioielleria Bonanno

Rolex 6263 Brown

Siamo agli inizi degli anni ‘70 , alla continua ricerca di un miglioramento dal punto di vista dell’impermeabilità.

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La casa con il marchio pentastellato “ROLEX” introduce alcune modifiche rispetto alle precedenti versioni con pulsanti a pompa, ripristinando l’utilizzo dei pulsanti a vite e di una corona di dimensioni maggiori, già sperimentati sulla precedente ref. 6240 prodotta solo in acciaio.

 

Impermeabilità dichiarata: – 50 mt (165 piedi) fino ai primi anni ’80 c.a.; – 100 mt. (330 piedi) fino a termine produzione, movimento Valjoux, calibro 727.

La ref. sopra citata “6263”, viene prodotta in acciaio, oro 14 k e oro 18 k, con quadrante standard bicolore, caratterizzato dalla presenza della scritta OYSTER a garanzia di impermeabilità. Modelli con quadrante Newman vengono prodotti soltanto nei primi anni. La scritta DAYTONA, introdotta solo sui modelli in acciaio a partire dalla metà degli anni ’70 circa, viene sempre stampata in rosso e posizionata lungo la curvatura del contatore ore.

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Come voi tutti sapete , ROLEX ci ha sempre regalato, e continua a regalare, tutto questo, avvolto da un mistero che fa sognare.

Ad aggiungersi a quanto descritto, come se la realtà si avvicinasse alla favola in un mondo pieno di colori, appare il quadrante virato brown del 6263 sopra in visione . Non sappiamo cosa sia avvenuto negli anni, possiamo solo contemplare questo esemplare di estrema bellezza e rarità. Alleghiamo un grafico che mostra il valore di un orologio standard ref. 6263 in acciaio , tornando indietro nella storia fino a i giorni nostri.

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Il prezzo di vendita espresso in euro nel 1974 su modello 6263 standard, è riferito al potere di acquisto dei giorni nostri.
Fonte: Istat.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex Daytona ref.6241

SIAMO NEGLI ANNI 60, DA SEMPRE ROLEX RISERVA GRANDE ATTENZIONE ALLA PROPRIA STRATEGIA PUBBLICITARIA, SAPENDO SCEGLIERE I TESTIMONIALS PIÙ ADATTI PER PROMUOVERE ADEGUATAMENTE I NUOVI MODELLI. 
TUTTAVIA SONO ALCUNI PERSONAGGI FAMOSI COMPARSI IN PUBBLICO INDOSSANDO UN OROLOGIO ROLEX AD AVERE INDIRETTAMENTE GARANTITO UN RITORNO PUBBLICITARIO ANCORA MAGGIORE, PUR NON AVENDO NESSUN LEGAME UFFICIALE CON LA CASA CORONATA.

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Certamente il binomio più famoso è quello costituito da Paul Newman e dal Rolex Cosmograph Daytona. Tutto ha inizio nel 1969, quando il film Winning, una pellicola dedicata al mondo delle corse automobilistiche, viene proposto anche in Italia con il titolo Indianapolis, pista infernale. 

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Le specifiche locandine pubblicitarie per il mercato italiano mostrano il famoso attore con al polso un cronografo Rolex ref. 6239 con quadrante exotic, che da lì a poco verrà conseguentemente ribattezzato “Paul Newman” dagli appassionati.  Il Rolex Daytona della foto, ref. 6241 del 1968, rappresenta un’innovazione doppia per la casa pentastellata.

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Con questo orologio si riscontrano duplici funzionalità: lunetta con scala tachimetrica per la misurazione della velocità su un chilometro e pista circolare nell’estremita’ del quadrante, con un colore differente a quest’ultimo, per la visualizzazione del tempo. Questi particolari lo rendono estremamente utile in quegli anni, dove gli strumenti erano ancora non troppo evoluti e così viene utilizzato da molte persone.  Il meccanismo che viene utilizzato dalla casa pentastellata, è Valjoux 722-1, un movimento “calibro ” affidabile, tra i migliori che il mercato proponeva, che viene modificato da Rolex per renderlo consono ai propri canoni.    Questo splendido orologio, sta’ regalando ormai da tanti anni, un crescita del proprio valore, una rivalutazione stabile.
Alleghiamo un grafico che mostra il valore di un orologio standard ref. 6241 in acciaio, tornando indietro nella storia fino a i giorni nostri.

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Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Audemars Piguet REF. 15707CB

AUDEMARS PIGUET ROYAL OAK OFF SHORE DIVER
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Un abbagliante esemplare, bianco incandescente, con un materiale composito ultra-hard e ultra leggero, anche nelle profondità dell’oceano.

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CASSA
Cassa in ceramica bianca, vetro zaffiro anti riflessi e fondello, lunetta in ceramica bianca e corona a vite bloccata, collegamenti in titanio.

QUADRANTE
Quadrante argentato con motivo a “Mega Tapisserie”, indici d’ora in oro bianco e lancette Royal Oak con rivestimento luminescente (lancetta dei minuti blu). Lunetta girevole interna argentata, con scala d’immersione e la zona da 60 a 15 minuti in blu.

BRACCIALETTO
Cinturino in caucciù bianco con fibbia ad ardiglione in titanio.

MECCANISMO
Alimentato dai movimenti naturali del polso.

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Gioielleria Bonanno

Rolex GMT Master “I Gilt dial”

Verso la metà degli anni ’50 i vertici della “PAN AMERICAN” , allora leader del trasporto aereo mondiale, invitarono la ROLEX S.A. a studiare un modello di orologio adatto a piloti e al personale in volo così da alleviare gli effetti del “jat-lag” e dotarli di uno strumento adatto ad indicare un secondo fuso orario. Da questo studio congiunto nacque il “GMT MASTER”, primo orologio della maison svizzera che riusciva a centrare ,con la semplicità di una sfera fatta a “freccina”, l’obbiettivo preposto.

Era il 1956, il modello aveva referenza 6542, si riconosceva immediatamente per la ghiera rosso blu in ba-chelite ( resina plastica molto fragile) tarata con le 24 ore, e da allora , passando svariate forme di cassa, di quadrante e di sfere, non ha mai più lasciato i listini rolex , lo troviamo infatti ancora ai giorni nostri sempre con la sua solida ghiera graduata, con la sua freccia e col suo fascino immutabile dopo oltre 50 anni.

La freccia con lo stelo rosso è pur cambiata nel tempo, la punta è diventata più grande e alla fine lo stelo è diventato verde; i movimenti si sono via via sempre più affinati e perfezionati; l’inserto ghiera prima
in bachelite è diventato poi in alluminio poi in ceramica; i quadranti che all’inizio erano belli lucidi sono diventati opachi per poi tornare lucidi; casse che prima non avevano protezione della corona di carica e poi l’avevano a punta e alla fine l’avevano stondata; tutto alla fine porta a decine di modelli tutti diversi per piccoli particolari an volte apprezzabili solo dai più esperti.

I più affascinanti, ad esclusione del capostipite 6542 che per forza di cose è il “top” dei gmt rolex, sono i 1675 che nascono nel 1959, lo sostituiscono, e ci accompagnano al polso fino agli inizi degli anni ’80.
Il 1675 è il GMT per eccellenza, e specialmente bellissimo nei primi anni di produzione quando era dotato di quadranti “gilt” (fondo lucido) con scritte oro: pochi fronzoli e molta sostanza, calibri robusti e precisi, cassa in acciaio con gradevolissime spallette di protezione a punta fino alla metà degli anni ’60, freccia GMT con punta piccola (freccino) , una sportività così sobria da poter essere indossato in tutte le occasioni, ed ancora oggi molto fascinoso come vintage da intenditore.

Parlavamo dei quadranti gilt: il sistema di fabbricazione era molto elaborato, la base veniva immersa in un bagno galvanico dorato, poi venivano applicate delle matrici a tampone dove dovevano rimanere le scritte e indici, successivamente altro bagno galvanico per dare il nero poi eliminazione dei tamponi (per questo le scritte e tutti i particolari dorati dei quadranti gilt sembrano tutti infossati) e finale trattamento con vernici lucide e applicazione del materiale luminescente sugli indici. Risultato finale estremamente gradevole e di una profondità ed effetto che difficilmente possono raggiungere addirittura i quadranti odierni. La totale lucentezza dello “zapon” (la vernice lucida di finitura) accostato allo stacco delle scritte dorate quasi incise, e al rilievo degli indici trattati con abbondante trizio, in certe angolazioni di luce, crea un effetto magico ed estremamente raffinato, che specialmente se accostato dalla patina che il tempo ha creato sulla superficie, da’ al collezionista, e non solo a lui, un emozione unica.

Molto varie le tipologie di quadranti gilt che si sono susseguite nei 1675 GMT : all’uscita ,nel 1959-60, troviamo poche centinaia di esemplari con minuteria continua ( così denominati perchè avevano un cerchio a bordo quadrante che congiungeva tutte le estremità degli indici dei secondi) con scritta ad ore 6 , Officialy Certified Chronometer (OCC), praticamente lo stesso tipo che “indossava” il loro “babbo” 6542; seguiran-no fino a circa il 1964 sempre i minuteria continua con diverse grafiche ma con scritta ad ore 6 Superlative Chronometer Officially Certified (SCOC), poi da fine ‘64 a fine produzione gilt ( circa 1967) scompare il cerchio che univa gli indici dei secondi ed appaiono nella produzione Rolex i quadranti detti a “minuteria aperta”. Gradevoli intermezzi si hanno nel ‘63 e ‘64 con quadranti gilt minuteria aperta con una piccola linea (underline o underlined) sotto la scritta SCOC a ore 6, specialmente molto rara ed apprezzata la gra-fica del 1963 underline minuteria aperta indici dei secondi lunghi, che in certi casi aveva la doppia scritta swiss sotto l’indice ad ore 6, queste ultime sembra siano state prodotte per la sola commercializzazione nel mercato d’oltre oceano. Esistono comunque anche underline con minuteria chiusa, anch’essi molto rari. I quadranti underline a detta di molti sembra fossero delle “prove” per vedere l’effetto della futura definitiva eliminazione della minuteria continua dai quadranti gilt , ma col tempo abbiamo imparato che era il segno di uso del trizio in luogo del radio per le parti luminescenti.

La rarità dei GMT con quadranti gilt in ottimo stato è risaputa da tutti: come reperibilità i più difficili sono gli OCC seguiti dagli underline per non parlare poi di quelli personalizzati con scritte o loghi particolari.

l’anno 1964 è la svolta della produzione del 1675; infatti in quell’anno la cassa perde i caratteristici “corni-ni” per fare posto a spallette di protezione più stondate, inoltre a causa della normativa americana sull’uso di materiali radioattivi viene aggiunta alla scritta “swiss” sotto l’indice ad ore 6 la dicitura “T>25” ad indicare l’emissione di radiazione delle parti luminescenti del quadrante. Lo stesso diventerà come detto prima a “mi-nuteria aperta” sempre a finitura lucida e scritte oro fino quasi al 1968, quando farà posto ai classici quadran-ti “matt” (nero opaco) con scritte bianche, ma questo, come direbbero gli scrittori inglesi, è un altro discorso.

capostipite 6542, qui nell’ultima versione del 1958/59
di questo orologio esistono 2 tipi di quadranti preserie (scritte rosse) e 4 tipi normali

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Qui un 1675 con una pubblicità del 1961.

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qui il primo modello 1675 OCC del 1960…. ricordate che solo entro i 600.000 di cassa possiamo rientrare in questa tipologia di quadrante…

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ecco il primo modello SCOC, sempre primi anni ‘60… riconducibile alla produzione 1960/’61

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nel 1962 molti quadranti avevano il cosiddetto “punto esclamativo” sotto l’indice rettangolare ad ore 6…..

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i quadranti minuteria continua continuano fino alla fine produzione cornini nel 1964, ma nel 1963 vengono affiancati dai transizionale con quadrante senza min continua e doppia swiss (esistono anche singola swiss) con underline ( e senza)…. si tratta delle prime prove del successivo definitivo abbandono delle minuterie chiuse nel ‘65 e caratterizzato dal posizionamento degli indici (pallettoni) più vicini al rehaut. io amo chiamare questi quadranti “indici lunghi”….

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anche esempi di minuterie chiuse con underline sempre nel 1963 circa….

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e ora una piccola carrellata di quadranti del 61/62/63/64…
un doppia swiss indici lunghi underline del 1964 personalizzato Serpico y Laino… sembra comunque che questi quadranti ad indici lunghi siano stati prodotti esclusivamente per il mercato americano.

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indici lunghi underline swiss singola…

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altro swiss singola underline

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bellissimo esempio di minuteria chiusa del 1961

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quadrante swiss underline alto

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Ricordate che sia i min continua che i min aperta swiss sono convissuti negli anni 1963-’64 fino all’entra-ta in vigore delle leggi sulle radiazioni… quindi potete trovare tutte le tipologie di quadrante fino al seriale 1.100.000 circa. altro discorso vale per le casse cornino, che a mio modesto parere sono durate fino a circa 1,2 milioni.
Il freccino comunque e sempre di sicuro su tutti i 6542 e su tutti i 1675 cassa cornino.

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dal 1965 circa cambia tipo di cassa…. ed i quadranti si unificano tutti con indici corti insieme alla scritta T>25….. tali quadranti saranno montati fino al 1967 sicuro, è possibile anche qualche esemplare del ‘68. quanto al freccino, io tenderei a renderlo “obbligatorio” fino al 1967, ma è una mia ipotesi. praticamente questo modello non ha differenze evidenti negli anni di produzione (1965-1968 circa). qui modello del ‘65 tropicale con freccia grande ( sostituita negli anni) come l’inserto che è notoriamente più recente (inserto nero solo con l’avvento dei 16750 IMHO).

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e un classico esemplare gilt del 1965/66

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raro esemplare di quadrante gilt radiale t<25

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Articolo di:  Marco Di Falco

Gioielleria Bonanno

Rolex 6239 the “Priest”

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L’evoluzione della referenza 6238 prende il nome di COSMOGRAPH per evocare le imprese spaziali degli anni ‘60, e rappresenta la nuova generazione di cronografi con tasti a pompa, simile ai precedenti modelli, ma con la differenza che per la prima volta viene utilizzata una lunetta graduata per misurare la velocità.
La prima serie di COSMOGRAPH nasce con la referenza 6239, e con numeri di matricola intorno ai 900.000 (1963); per la seconda, invece, questi partono da circa 1 milione (1964 circa).

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Quest’ultima ha, nella maggior parte delle produzioni, una lunetta seconda serie che presenta, come la precedente, una scala a 300 unità per ora, ma con misurazione di intervalli di un’unità fino a 100 e intermedi a 225 e 250.

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Il quadrante mantiene le scritte ROLEX COSMOGRAPH in alto, sotto la corona Rolex; in basso il quadrante ha la nuova scritta T SWISS T, che rimarrà in uso anche su tutte le successive produzioni di quadranti per DAYTONA fino ad oltre metà degli anni ‘90. Il movimento meccanico viene utilizzato un calibro 722 Valjoux personalizzato.

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Questo orologio ormai storico per la sua primogenita caratteristica, già di estrema rarità, viene presentato a voi con un inedito quadrante con grafiche bianche: THE PRIEST.
È proprio questo il nome riportato sul libro di Pucci Papaleo, per via della scritta COSMOGRAPH bianca, ed al momento se ne conosco solo due esemplari.

Il nostro è proprio quello presente nel libro, ha una certificazione dell’autore ed è in condizioni praticamente eccezionali.

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Alleghiamo un grafico dell’andamento ormai consolidato di un modello standard 6239, dove potete vedere la grande rivalutazione negli anni, e cercheremo di continuare a regalarvi nuove notizie, per dare ad ognuno la possibilità di trovarne l’interesse voluto.

chart_base2Il prezzo di vendita espresso in euro nel 1967 , è riferito al potere di acquisto dei giorni nostri.
Fonte : Istat .

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Daytona 1987 FLOATING

Nascita del primo Rolex cronografo automatico.
Sarà una data da ricordare come scintilla che dà al marchio pentastellato una grande rivalutazione di tutta la sua produzione. Questo deriva dal fatto che l’ormai consolidata casa, non riuscendo a soddisfare la richiesta del mercato, si trova a dover dare lunghi tempi di attesa con conseguente rialzo del valore, cosa che continua anche nei nostri giorni.
Questo è il motivo che spinge ormai le persone a investire su qualcosa di molto remunerativo, che è ormai consolidato da molti anni.

Parliamo del 16520 (primo cronografo automatico).
La casa madre dopo aver scelto il calibro (meccanismo) da utilizzare, per la precisione lo “Zenith 400 El Primero”, con 36000 alternanze ed una frequenza di 5 HZ, utilizzando uno speciale lubrificante a secco a base di Bisolfuro di Molibdeno applicato mediante un procedimento di vaporizazione, che richiedeva attrezzature specifiche ed una manutenzione ogni circa due anni, decide di elaborare profondamente il calibro base Zenith El Primero, tant’è che necessitarono 200 modifiche affinchè potesse essere equiparato ai propri standard qualitativi.
I primi necessari interventi vennero eseguiti per ridurre il numero di alternanze (da 36000 a 28000) e diminuire la frequenza da 5 a 4 HZ. Montarono sul movimento un bilanciere più grande che oscillava ad una frequenza più bassa, comune a tutti i calibri Rolex del momento. Rolex così ha semplificato e migliorato l’affidabilità di tale movimento.

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Il bilanciere Rolex ha quattro razze in glucydur con spirale Breguet e sistema di regolazione a microstella. I lubrificanti usati per il 4030 erano quelli fluidi tradizionali, tali modifiche consentano a Rolex di consigliare una revisione ogni 4 anni, tempo quasi doppio rispetto al calibro d’origine.
I movimenti 4030 montati sui Daytona prima serie seriale R ref.16520/3/8 hanno una numerazione compresa tra 10000 e 20000 (numerazione random che tiene conto anche del seriale successivo L). Le prime ghiere (per effettuare misurazioni di velocità) erano a 200 .
Un progettista di questo orologio, recandosi spesso a Parigi con un treno ad alta velocità, passava il tempo divertendosi a misurare la velocità con il suo Daytona 16520 (divertente il fatto che il suo essendo uno dei prototipi, non aveva il seriale e montava quadranti di prova). Il treno viaggiava a molto di più di 200km/h, quindi si rese conto che per il mondo moderno un misuratore con scala a 200 era insufficiente e propose di ridisegnare la scala con un limite più alto (400 uph la prima venne realizzata con intermedio a 225).
Un’altra interessante caratteristica è il quadrante Floating, si pensa prodotto in cento esemplari per ogni versione (oro, acciaio e oro, e acciaio; questa ultima più rara rispetto alle tipologie acciaio e acciaio e oro uguali come quadranti). Questo procedimento di lavorazione era assai lungo e complesso, con esposizione a forni ad alte temperature e poi l’applicazione delle scritte. Quest’ultima a seconda del livello di essiccazione del quadrante, a quando sono state poste le scritte, ha creato i vari livelli di floating (porcellanati 1/2/3 livello).

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Oggi questa tipologia di orologio da un valore all’origine di circa €1713 è arriva a circa €50000. Viene chiamato il nuovo Newman e con un numero di pezzi prodotti, ripeto circa 100 per l’acciaio contro i circa 300 di un 6263 Newman acciaio (valore attuale 300000), forse avrà un futuro di grande aumento di valore. Vi invito a riflettere sui vostri investimenti futuri è saremo sempre a massima disposizione per accompagnarvi in questo cammino, con la garanzia della nostra ormai storica serietà.

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Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Perché investire in orologi

Siamo sempre stati abituati ad investire in mattoni o in titoli azionari perché più familiari alle nostre orecchie e più sponsorizzati sul mercato. In realtà un’altra fonte d’investimento poco conosciuta ed in continua espansione è il mercato degli orologi di lusso e dei diamanti.
Questo fenomeno è cresciuto di anno in anno superando addirittura come rendita appunto il mattone e gli investimenti bancari per molteplici motivi, tra i quali uno fondamentale i costi di gestione che rispetto ad esempio ad una casa non esistono.

Essere amanti degli orologi è una passione, ma essere appassionati di orologi di lusso come per la Rolex è una passione anche fruttuosa.

Oggi possedere un orologio Rolex è desiderio comune, non solo perché rappresenta uno status symbol, ma perché nessuno come la casa pentastellata è in grado di offrire materiali di prima qualità, accuratezza dei dettagli coniugati ad ottime prestazioni tecniche, da sempre sinonimi di raffinatezza e di lusso ma soprattutto di ricercatezza. Proprio per queste sue caratteristiche ha conquistato chi è solito distinguersi, farsi notare ed ammirare; non per niente ancora oggi veste i polsi dei più famosi leader al mondo e di altre personalità di spicco.

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Quello che è certo è che l’investimento nell’acquisto di un Rolex rappresenta un doppio affare, poiché l’acquirente avrà la sicurezza di indossare l’accessorio più affidabile e di qualità che sia stato prodotto.
Che si parli di un Rolex nuovo e di primo polso, o un secondo polso ma ben conservato, si sa che avrà vita lunga, proprio perché la casa ginevrina è solita garantire il meglio alla propria clientela.
Ed ecco spiegato perché comprare Rolex è un investimento conveniente sotto tutti i punti di vista. Proprio per questi motivi il Rolex è l’oggetto del desiderio, sia di uomini che di donne, giovani o adulti.

Di seguito troverete dei grafici esemplificativi, che illustrano l’incremento di valore di diversi modelli. Nel caso del Rolex 6263 si evidenzia un incremento del 3.400% tra i 1.000,00 € stimati nel 1980 e i 35.000,00 € del 2016; in soli 6 anni il modello 116520 vede un aumento del 33,33%, mentre la versione 16520 Floating passa dal valore di 8.000 € del 1998 ai 50.000,00 € del 2016, con un picco crescente a partire dal 2008 e un’aumento totale del 525%.

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Ma perché un Rolex usato? Proprio per soddisfare questo desiderio da un po’ di tempo a questa parte è andato crescendo il mercato degli orologi Rolex di “secondo polso”.
Il prodotto che questa vetrina offre è generalmente rivolto a due tipi di acquirenti: il primo, solitamente neofita in materia, è colui che vuole un orologio di marca, di ottima fattura e che richiami alla mente una certa idea di status ed eleganza. Il secondo invece è rappresentato dal collezionista o appassionato, alla ricerca di un articolo unico con un suo stile riconoscibile e distintivo, in grado, perché no, di riportare alla memoria un momento storico o un evento ben preciso.
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IL FILO CONDUTTORE CHE LEGA QUESTI DUE TIPI DI ACQUIRENTI È LA RICERCA DI UN RIVENDITORE CHE INCARNI AFFIDABILITÀ NELLA VENDITA, PARLANDO DI GARANZIA E ATTESTATO DI ORIGINALITÀ, E NEL POST VENDITA OVVERO NELLA REVISIONE, IN MODO TALE DA NON RIMANERE SPIAZZATI DA UN EVENTUALE PROBLEMA.

Un Rolex sarà sempre uno di quelli oggetti evergreen che esprime avanguardia, classe ed eleganza senza seguire la moda ma dettandola. Perché aspettare e non soddisfare il vostro desiderio?

 

Articolo di Giovanni Bonannno

Gioielleria Bonanno

Rolex – CINQUE 
LETTERE GENIALI

1908, Hans Wilsdorf voleva che i suoi segnatempo portassero un nome corto, facile da ricordare e da pronunciare in tutte le lingue, e che potesse essere inserito armoniosamente sui quadranti e sui movimenti.
A proposito della scelta del nome, raccontava: 
”Ho provato a combinare tutte le lettere dell’alfabeto, 
in ogni modo possibile. Avevo così a disposizione qualche centinaio di nomi, ma nessuno mi piaceva. Fino a quando una mattina, mentre viaggiavo sul piano superiore di un omnibus trainato da cavalli, lungo la via Cheapside nella City di Londra, uno spiritello mi ha sussurrato all’orecchio: Rolex”.
Quattro anni più tardi, nel 1914, fu la volta del britannico Kew Observatory, che conferì a un orologio da polso Rolex il certificato di precisione di classe “A”, un privilegio che fino ad allora era rimasto appannaggio esclusivo dei cronometri marini. Da quel momento in poi, gli orologi da polso Rolex divennero sinonimo di precisione.

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Rolex si concentrò innanzitutto sulla qualità del movimento. E l’inesorabile ricerca della precisione cronometrica lo portò in breve tempo al successo. Nel 1910, fu un Rolex il primo orologio da polso a ricevere il certificato svizzero di precisione cronometrica, rilasciato dall’Official Watch Rating Centre di Bienna.
La storia di Rolex è indissolubilmente legata allo spirito pionieristico del suo fondatore, Hans Wilsdorf. Nel 1905, a soli 24 anni, Wilsdorf creò a Londra un’azienda specializzata nella commercializzazione di orologi. Iniziò così ad immaginare un segnatempo che potesse essere portato al polso.
Pur non garantendo gli orologi da polso una precisione molto accurata, Hans Wilsdorf riuscì a renderli non solo eleganti, ma anche affidabili. E per convincere il pubblico che segnatempo tanto innovativi erano anche affidabili, li dotò di movimenti piccoli ma estremamente precisi, prodotti da una ditta orologiera della città svizzera di Bienna.

Successivamente, Rolex si spostò a Ginevra, città internazionalmente nota per la sua tradizione orologiera. La società Montres Rolex S.A. venne registrata a Ginevra nel 1920.
Nel 1926 Rolex creò il primo orologio resistente all’acqua e alla polvere, segnando così un punto di svolta nella storia dell’orologeria. Chiamato Oyster, questo segnatempo era dotato di una cassa sigillata ermeticamente, in grado di offrire una protezione ottimale al movimento.

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Dire che un orologio è impermeabile è una cosa. Dimostrare che lo è davvero è tutta un’altra storia. Nel 1927 un Rolex Oyster attraversò incolume il Canale della Manica al polso di una giovane nuotatrice inglese, Mercedes Gleitze.
La traversata durò oltre 10 ore, durante le quali l’orologio rimase in ottime condizioni. Per celebrare l’impresa dell’attraversamento della Manica, Rolex fece pubblicare sulla prima pagina del quotidiano britannico Daily Mail un’inserzione a tutta pagina che annunciava il successo del suo orologio impermeabile. Nacque così il concetto di testimonial.

Nel 1931 Rolex introdusse e brevettò il primo meccanismo a carica automatica al mondo con rotore Perpetual. Vera e propria opera d’arte, questo dispositivo è il progenitore di tutti gli orologi automatici moderni. Rolex partecipa alla prima spedizione di sorvolo dell’Everest con i suoi orologi Oyster, che fanno parte della dotazione di bordo.
I membri dell’equipaggio si dichiarano altamente soddisfatti delle prestazioni dei segnatempo Rolex.

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Rolex ha saputo individuare in una varietà di contesti un’opportunità unica per testare, perfezionare e mettere in mostra l’Oyster. Il mondo dello sport, l’aviazione, le gare automobilistiche e le spedizioni costituiscono, infatti, veri e propri laboratori a cielo aperto in cui mettere alla prova la ricca gamma di caratteristiche tecniche di ciascun orologio.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

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