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Orologi moderni Orologi vintage

L’Audemars Piguet 25829 ST scheletrico acciaio

Se state cercando un orologio moderno che possa essere un antesignano della voglia di stupire da parte delle grandi maison orologiere, per tanti anni ingessate in una produzione forse troppo conservativa nello stile del singolo quadrante e quindi del design della cassa, Noi della Gioielleria Bonanno Vi presentiamo oggi l’Audemars Piguet 25829 ST (ST sta per steel, acciaio), un orologio che accomuna in se tutto il meglio dell’evoluzione in termini di stile ed innovazione.

Per capire al meglio questo Audemars Piguet 25829 ST occorre però fare una piccola digressione, partendo dagli anni ‘90. Un decennio molto stimolante per il modo in cui acquirenti, studiosi, collezionisti ma anche produttori lentamente riscoprono il fascino e la bellezza della meccanica dei movimenti complessi per i segnatempo, dopo la crisi dell’innovativo quarzo.

Una tendenza che sarebbe pienamente fiorita negli anni 2000. E le grandi maison logicamente iniziano a reagire a questi segnali. Dopo il ventennio degli anni ’70 e ’80 molto conservativo, in cui i quadranti sono lineari e belli ma semplici e poco innovativi ed i diversi design limitati al cambio magari della cassa, finalmente si cominciano a vedere quadranti più fantasiosi ed audaci che conquistano il favore della critica e del pubblico.

Perciò negli anni ‘90 questa avanguardia del nuovo lascia a bocca aperta con i primi quadranti che vengono subito ribattezzati scheletrici, frutto di questa nuova tendenza, praticamente inesistente negli anni ’80.

E si compiono tre passi importantissimi, tutto frutto della maison forse in quel momento anche più disposta a stupire ed a “sparigliare” le carte sul mercato, appunto l’Audemars Piguet.

Infatti negli anni ’90, tre modelli Audemars Piguet della famiglia Royal Oak presentano quindi un quadrante scheletrico. Ma, vi domanderete, perché questa scelta così audace? Perchè il Royal Oak, con la sua cassa ottagonale maschile, le viti a vista e il bracciale integrato è uno degli orologi più distintivi sul mercato!

Dunque i tre modelli di Royal Oak, che diverranno a dir poco iconici come i loro primi fratelli rilasciati nei ‘70, sono a questo punto la Referenza 14794, che è un orologio da polso solo tempo e la Referenza 25729, un orologio da tasca con calendario perpetuo e fasi lunari in perfetto stile AP.

Il terzo è il nostro Audemars Piguet 25829 ST il quale godendo anche di una sua controparte tascabile, è uno stupendo orologio con calendario perpetuo a ricarica automatica che indica il giorno, la data, le fasi lunari, il mese ed i bisestili.

Il nostro Audemars Piguet 25829 ST è tra l’altro alimentato dal calibro 2120/2802, ad oggi il più sottile movimento automatico perpetuo del calendario disponibile sul mercato!

La visione estetica del nostro Audemars Piguet 25829 ST ruba in maniera decisa l’occhio a chiunque l’osservi per la prima volta. Infatti parlando esteticamente, il nostro Audemars Piguet 25829 ST è immensamente carismatico.

Infatti, mentre a volte questi quadranti scheletrici possono risultare difficili da leggere, il design di questo modello Audemars Piguet 25829 ST grazie ai quattro quadranti ritagliati è perfettamente leggibile e perloppiù senza sacrificare la sensazione di openworks del quadrante scheletrico.

Inoltre questa elevatissima combinazione di esecuzione tecnica sublime e look inconfondibile ha portato nel tempo la comunità dei collezionisti a consacrare questo modello come una delle esecuzioni complicate più interessanti, attraenti e da collezione di Royal Oak.

Cassa in puro acciaio da 39 mm. e spessore da 9,3 mm., impermeabile sino a 20 m. di profondità e superbamente visibile grazie al vetro ed al fondello in vetro zaffiro, Noi della Gioielleria Bonanno Vi aspettiamo in sede per ammirarlo da vicino!

Gioielleria Bonanno

Lo Zenith El Primero Referenza 386

Quando si parla di grandi orologi, quelli che il tempo ma soprattutto le loro qualità intrinseche hanno reso immortali agli occhi di appassionati e cultori, vengono subito in mente gli orologi appartenenti al Gotha dei brand più importanti al mondo come quelli generati dalla triade Rolex, Patek Philippe ed Audemars Piguet.

Ma nella scala iconografica dei grandi orologi meritano un posto di riguardo anche  segnatempo prodotti da altre maison come Omega, IWC, Tudor o Panerai, solo per citarne altre in ordine sparso che, seppur non riscuotendo un successo planetario assoluto, hanno lasciato il segno con produzioni di assoluto e pari rilievo.

Ed oggi la Gioielleria Bonanno desidera presentarvene uno di questi orologi di deciso valore assoluto, prodotto da una azienda di livello come la Zenith e che ha avuto un enorme successo, frutto di un’intesa tra la stessa casa svizzera e la prestigiosa Casa d’Aste Phillips in associazione con la Bacs & Russo: parleremo dello Zenith El Primero Revival Referenza A386.

 

 

La nascita della storia.

La storia della Zenith è decisamente appassionante, frutto della capacità visionaria di Georges Favre-Jacot e di una sua intuizione che oggi forse definiremmo anche banale ma che all’epoca, nell’800, si rivelò rivoluzionaria e vincente.

Ci troviamo a Le Locle, un piccolo centro vicino a Neuchatel, dunque in Svizzera e proprio il nostro Georges Favre-Jacot cerca di comprendere come arrivare a produrre i migliori orologi del mondo.

Osservando la filiera di produzione nella sua cittadina ma anche nelle zone limitrofe, Georges Favre-Jacot si accorge che è quantomeno ardimentoso produrre il miglior meccanismo od orologio al mondo quando gli artigiani non lavorano nello stesso capannone.

Non solo. Osserva che gli artigiani sono sparsi nei diversi negozi o nelle proprie botteghe ma che soprattutto non dialogano tra di loro! Come si può migliorare un prodotto dotato di un meccanismo così complesso se chi lo produce, in toto od in parte, non si confronta con un suo collega per produrlo al meglio?

Siamo nel 1865[1] e, da autentico visionario, Georges Favre-Jacot s’impegna economicamente sia per costruire grandi edifici, spaziosi e luminosi, sia per riunirvi sotto lo stesso tetto tutti gli artigiani della zona, rendendo così possibile il controllo di ogni singolo pezzo e del meccanismo completo!

Inevitabilmente i risultati arrivano! La concentrazione produttiva in un sol luogo fa avanzare in maniera netta tutta la tecnica e la filiera di produzione, nasce così la maison Zenith. Ancora oggi quel luogo è ancora la sede principale della società.

Siamo a fine ‘800 ed è questo il periodo in cui Zenith presenta il suo primo movimento cronografico. Ma il nuovo secolo alle porte reca con se la crescita progressiva dell’industria e con essa sale vertiginosamente l’importanza della misurazione precisa del tempo, indispensabile nella diffusione di nuove tecniche produttive.

Sì, l’industria controlla al secondo i propri tempi di fabbricazione, l’automobile con il motore a scoppio è ormai in pieno sviluppo e, come se non bastasse, le forze armate dell’occidente aumentano sempre più la richiesta di cronografi tecnici.

Ecco dunque per gli orologi da polso, e non solo, sistemi antimagnetici ed antipolvere, anche scale telemetriche per stabilire la distanza del nemico oltre che funzione flyback per i piloti.

 

Nasce lo storico calibro El Primero!

Così, alla fine degli anni ‘60, mentre l’economia mondiale è in pieno boom, la Zenith spiazza il mondo della misurazione cronografica producendo un cronografo automatico integrato con ruota a colonna, e lui, è il mitico calibro El Primero: il primo calibro meccanico di serie ad alta frequenza in grado di misurare il decimo di secondo!

Il mondo della misurazione del tempo è stupito per la perfezione del meccanismo e la frequenza del suo bilanciere, il vero segreto di questo capolavoro. Infatti,  mentre tutti gli altri bilancieri oscillano, nel migliore dei casi, ad un ritmo di 8 alternanze al secondo, il calibro El Primero ne effettua 10, sempre in un secondo!

È talmente strabiliante che anche Rolex, una delle concorrenti storiche della Zenith, quando lancia sul mercato nel 1988 il suo nuovo, fiammante Rolex Oyster Perpetual Cosmograph Daytona strabiliando il mondo, ha sostituito lo storico calibro a carica manuale della Valjoux proprio con l’eccellente Movimento cronografo Zenith El Primero a carica automatica: è la consacrazione della qualità, indiscussa, di un cronografo che è di gran lunga il miglior Movimento cronografo industriale esistente sul mercato in quel periodo!

Ma come in un ogni grande storia che si rispetta, c’è sempre un risvolto che ha dell’insolitamente leggendario nelle proprie trame. Accade così che la Zenith, che grazie ad El Primero ha guadagnato intanto il rispetto del mondo orologiaio e quote di mercato anche come fornitore alle ditte concorrenti, decide comunque di passare ai movimenti cronografici al quarzo negli anni ‘70 in seguito ad un’acquisizione esterna che cambia il vecchio management e, la missione aziendale.

Così si decide di distruggere le parti e gli strumenti necessari per eseguire i movimenti meccanici di El Primero!

Ma un orologiaio specializzato in movimenti cronografici ed impegnato nella filiera produttiva dell’impareggiabile Movimento, Charles Vermot, si nega a questo atto a dir poco avventato, nascondendo così gli strumenti necessari alla fabbricazione, nonché dei componenti dello stesso cronografo prima che venga tutto distrutto per sempre: mai cosa fu più saggia!

Sì perché nel 1984 li restituisce alla Zenith affinché si potesse di nuovo riprodurre El Primero come si faceva 16 anni prima, consentendo perciò di restituire al mondo dell’orologio un prodotto che si temeva fosse estinto per come lo si era conosciuto!

 

Uno storico, esaltante anniversario!

Dunque un grande Movimento cronografo meccanico e, come abbiamo accennato prima, un Movimento così incredibilmente efficace, pulito, infallibile nel suo indicare l’incedere del tempo che meritava qualcosa d’importante con l’avvicinarsi del suo 50° Anniversario.

Ecco quindi che, quasi come un fulmine a ciel sereno, ad inizio dell’autunno 2019, la Zenith annuncia la presentazione di un orologio “One-Off”, un pezzo unico Zenith El Primero Referenza A386 revival in platino.

Un pezzo unico, il primo di tre modelli creati in collaborazione tra la prestigiosa Casa di Aste Phillips in associazione con la Bacs & Russo e con la stessa Zenith: una collaborazione storica tra una maison di produzione con una grande Casa d’Aste, mai successo prima!

È comunque il 9 novembre del 2019, durante un The Geneva Watch Auction X, che il prezioso monile in platino PT 95o, nonché primo del suo genere per avere un quadrante con dei Lapislazzuli mozzafiato[2], viene venduto per 250.000 Franchi Svizzeri![3]

Ma non finisce qui! Infatti, dopo la presentazione di questo impareggiabile One-Off, Zenith e Phillips (o meglio, la sezione Phillips Watch Department), hanno deciso di non interrompere la loro collaborazione bensì di  proseguire, creando addirittura altri due El Primero Referenza Cronografi A386 ma, attenzione, limitandosi a 69 pezzi in totale, sempre in onore dell’anno di nascita del calibro El Primero.

A questo punto però una domanda sorgeva logica: come riprodurre oggi in un solo orologio quanto di storico, bello e funzionale abbia espresso nel tempo in se El Primero?

Il management delle due aziende ha deciso quindi di fare un salto, all’indietro, nel tempo e d’immergersi nell’atmosfera di Le Locle nel 1969, immedesimandosi nell’ideatore grafico e designer della Zenith di quel tempo.

Ed il risultato è innanzitutto uno straordinario El Primero in oro giallo Referenza A386 con un superbo quadrante nero con contatori a contrasto oro: un contrasto così forte d’impatto, amato nella comunità dei collezionisti di orologi per il suo look magnifico, pulito ed incisivo e, sebbene non un qualcosa d’originale in se, diverso comunque da qualsiasi altro prodotto precedentemente da Zenith.

Gli viene affiancato una versione in acciaio inossidabile, con un look di combinazione cromatiche tipiche dei tessuti di alta moda nonchè del design degli interni casalinghi degli anni ’60. Ma c’è da notare anche la qualità dei contatori, sovrapposti come nel primo riferimento Zenith El Primero di sempre.

Dunque, essendo una serie limitata, ne vengono prodotti 20 in oro giallo e 48 in acciaio, oltre al One-Off battuto all’asta di cui abbiamo parlato sopra in platino.

Quindi, è con grande orgoglio che Noi della Gioielleria Bonanno vi presentiamo uno dei 20 pezzi prodotti in oro giallo.

Identifichiamo quindi i punti di forza di questo fantastico orologio.

Prima di tutto il fatto che questo pezzo di , come i suoi 19 fratelli sia perfetto nelle dimensioni della sua cassa come il primo prodotto del 1969, dunque con una cassa riprodotta in 38 mm. in oro 18 kt. e che, altro punto di forza, abbia al suo interno lo storico, autentico Movimento Cronografo automatico, meccanico El Primero 400 con ruota a colonna.

E poi ci sono i dettagli, e che dettagli!

Abbiamo una cassa in oro giallo dal diametro totale di 38 mm. impermeabile, con un diametro di apertura di 30,05 mm. e dallo spessore di 12,60 mm., in grado di resistere alla pressione di 5 atmosfere.

Il fondello ed il vetro che proteggono il nostro El Primero A386 Revival in Oro Giallo sono in vetro zaffiro trasparente, con trattamento antiriflesso su i due versanti ma, sul fondello, appare ben visibile il prestigioso logo della Phillips. Inoltre, a dare un tocco di elevatissimo stile, ecco un pregiato fregio, inciso circolarmente sulla cassa esterna, quella attigua al vetro zaffiro posteriore, ove è visibile, tra due stelle stilizzate, due date: 1969-2019.

Il quadrante, vero pezzo forte di questo gioiello, è laccato in nero con contatori di color oro mentre, al suo interno, gli indici sono placcati in oro, sfaccettati e rivestiti in Super Luminova SLN di color beige. Le lancette sono anch’esse placcate in oro e lavorate esattamente come gli indici sopra descritti.

Le funzioni sono ben visibili sul quadrante, puliti e chiarissimi. Il cronografo ha la lancetta dello stesso centralmente mentre il contatore delle ore è collocato ad ore 6 e quello dei 30 minuti ad ore 3. Presenza, nitida, della scala tachimetrica ed indicazione del calendario alle ore 4:30. Infine, scritta dorata su due livelli Zenith – El Primero, sotto le ore 12.

Il Movimento in se è di 30 mm. di diametro, calibro 13 ¼ e dallo spessore di 6,6 mm. per un totale di ben 278 componenti, tra cui ben 31 zaffiri. La frequenza è la strabiliante misura del bilanciere da 36.000 VpH a 5 Hz mentre la riserva di carica è di minimo 50 ore.

Infine, il cinturino è in pelle di vitello marrone con una protezione in gomma che ne garantisce la durata mentre la fibbia ad ardiglione è in oro giallo.

Fonti esterne:
[1] http://signoridegliorologi.tgcom24.it/2013/01/11/la-storia-delle-case-zenith/
[2] https://watchilove.com/phillips-in-association-with-bacs-russo-presents-two-exclusive-zenith-el-primero-limited-edition-chronographs-designed-by-phillips
[3] https://www.phillips.com/detail/zenith/CH080219/136

Gioielleria Bonanno

Il Mercato dell’orologeria vintage prosegue nonostante tutto

Quanto sta accadendo in riferimento all’emergenza scatenata dal Coronavirus, partita dalla Cina e diffusasi nel nostro paese dalla Germania e coinvolgendo inevitabilmente, com’era prevedibile, tutta l’Europa occidentale e gli Stati Uniti, ha cambiato o sta cambiando le nostre abitudini.

Ma in queste circostanze, parafrasando le parole di Albert Einstein all’indomani della Grande Depressione americana del ‘29, da un momento di grande crisi nascono grandi opportunità ed idee che, se incanalate per il giusto verso, possono spingere anche al miglioramento della nostra stessa vita.

Non deve perciò stupire se sabato 21 marzo scorso, la famosa casa d’aste orologiera Antiquorum, fondata nel 1974 a Ginevra e con decenni di successi alle spalle, abbia dato il via comunque alla prevista ed attesa “Vintage & Contemporary Watches” usufruendo della connessione internet tout court, in completa ottemperanza alle imposizioni da parte delle autorità elvetiche di limitare assembramenti in luoghi chiusi. 

Il risultato? Eccellente, dimostrando che oramai anche con le limitazioni vigenti per contenere la diffusione del Covid-19, internet è un validissimo e potente strumento di condivisione di questi eventi. Del resto, già da qualche anno le più famose aste del mondo sfruttano internet od anche la più comune linea telefonica, per battere i loro prestigiosi articoli. 

L’accesso all’asta ha seguito i canoni classici di questi casi. L’evento è partito alle ore 14:00 di sabato 21 marzo per ovvie ragioni di fuso orario, in particolar modo per i partecipanti che si trovavano agli estremi del pianeta. Il tutto è stato gestito da una stanza vuota nella sede della prestigiosa casa ginevrina e trasmesso in diretta dal sito. I partecipanti e gli invitati hanno avuto accesso al sito attraverso modalità di sicurezza d’accesso criptata ed al termine dell’asta il totale ha registrato ben oltre 3 milioni di franchi svizzeri sul totale dei 294 lotti disponibili.

Approfondendone poi il dettaglio, per gli amanti di questi eventi e soprattutto degli orologi vintage, all’inizio sono stati battuti orologi da tasca, tra i quali una selezione suggestiva di Vacheron Constantin. Il pezzo forte è stato però un raro Patek Philippe da tasca con calendario perpetuo e ripetizione dei minuti, aggiudicato per una cifra decisamente interessante! 

 

Ma come accade spesso nelle aste, i lotti più combattuti e di alto valore hanno avuto come protagonisti pure dei Rolex e dei Patek Philippe, sebbene anche qualche Audemars Piguet abbia fatto divertire ed appassionare tutti i partecipanti alla seduta.

Dunque nonostante l’emergenza Covid-19, la vita va e deve andare avanti con la tecnologia che supporta questa delicata fase della nostra vita. Semmai c’è da sottolineare che nonostante queste difficoltà, il mercato degli orologi vintage prosegue.

Altre prestigiose case d’asta infatti, come ad esempio la storica e celeberrima Sotheby’s, fondata nel 1744 dal leggendario Samuel Baker e con filiali in tutto il mondo, ha messo in piedi ormai da tempo una sezione dedicata interamente all’aggiudicazione dei lotti online, ma le modalità di proposizione sono differenti rispetto a quanto riportato prima. 

Sotheby’s infatti mutua il metodo eBay, esponendo quindi gli oggetti sul proprio sito per diversi giorni ed i partecipanti possono rilanciare per aggiudicarseli sino alla chiusura. L’ultima asta online è partita martedì 17 marzo scorso per concludersi giovedì 26, mettendo all’incanto 185 lotti con varietà di orologi da polso contemporanei molto richiesti, come sempre dai marchi di lusso più importanti del mondo.

Ma l’offerta di Sotheby’s in questo caso non era la solita mera, vendita online: partecipare significava avere un’opportunità per saltare la lista d’attesa ed acquisire un Patek Philippe Nautilus in acciaio inossidabile 5711 o 5712, nonché un Rolex Daytona Zenith del 1988 ed un Rolex Master Pepsi GMT del 1982, entrambi non più disponibili per l’acquisto ed in rapido aumento nella collezionabilità! 

La prossima? Da mercoledì 1 a mercoledì 8 aprile e sarà prelibata, con soli 19 lotti in rampa di lancio e composta soltanto da orologi vintage con Rolex Explorer, Daytona Paul Newman, Date Just, Cellini, Milgauss e Submariner con in più degli Audemars Piguet Royal Oak!!

Ma anche in Italia c’è chi si è attrezzato alla nuova logica. Ad esempio, le Aste Bolaffi possono vantare un buon risultato di lotti aggiudicati lo scorso 25 marzo con la prima asta online del nuovo anno, benché la vendita online non sia proprio il core business della prestigiosa casa, avendone lanciate due nel 2019, ed i lotti abbiano riguardato orologi di quotazione medio-basse con alcune eccezioni.

Dunque un mercato, questo della vendita online, che le nuove restrizioni imposte dalla maggior parte dei governi occidentali a salvaguardia della salute pubblica non solo non ha visto la diminuzione della mole degli affari, ma che ha confermato la consapevolezza, se non addirittura aumentato, che investire sugli orologi anche come bene rifugio, conviene eccome!! 

Noi della Gioielleria Bonanno lo avevamo scritto ad inizio 2020, acquistare un segnatempo vintage è e rimane un investimento di indubbio valore, in termini economici e non solo. Inoltre i recenti dati dell’esportazione dei preziosi manufatti svizzeri, che vedono la crescita numerica proprio da gennaio ‘20 in controtendenza rispetto alla caduta stabile del mercato di Hong Kong (in caduta per il quarto mese consecutivo a causa delle ben note tensioni politiche), confermano che il mercato degli orologi continua a segnare cifre interessati.

Gioielleria Bonanno

Patek Philippe 5004 vs Patek Philippe 5204

Entrati da pochi giorni nel nuovo decennio, per gli amanti e gli appassionati dell’arte orologiaia l’anno 2020 è l’anno che sancisce il 181° anniversario dalla nascita della prestigiosa casa svizzera Patek Philippe. Un numero impressionante di anni che però, secondo diversi estimatori, ben simboleggia questo brand che incarna o rappresenta maggiormente in se la massima convergenza dell’innovazione con la qualità, per arrivare ad un risultato finale assoluto di manufatto: in stile, in bellezza, in fascino ed in perenne evoluzione tecnologica in un grande unicum!

 

 

Abbiamo già raccontato nei giorni scorsi la storia della famiglia dei primi cronografi con calendario perpetuo mai prodotti al mondo dalla Patek Philippe, riscuotendo un buon successo di pubblico e di critica per averlo descritto quasi in un crescendo rossiniano, iniziando dal capostipite 1518 al 2499, per arrivare al 3970 chiudendo infine con il 5970.

E proprio sull’onda di questo consenso e delle richieste pervenuteci dal web e dai socials di ulteriori approfondimenti, il board della Gioielleria Bonanno ha deciso di mettere a confronto due orologi che scaturiscono da questa nobilissima progenia, provando a confrontarli: il Patek Philippe 5004 vs il Patek Philippe 5204.

Sia chiaro però: lo scopo non è quello di stabilire quale sia tra i due il migliore bensì mettere in risalto solo quali siano le differenze tra i due monili, evidenziando la qualità dell’evoluzione orologiaia, aiutando al tempo stesso collezionisti, semplici amanti od appassionati nella scelta del proprio gioiello ideale.

Nasce la Referenza 5004 

Dopo la relativa riuscita commerciale sul mercato del 5020, con la sua cassa a di televisore che tanto colpì l’immaginario collettivo ma che non suscitò il clamore atteso, la Patek Philippe decide di rilanciare il suo straordinario progetto del cronografo con calendario perpetuo lanciando sul mercato nel 1996 la referenza 5004, la quale diverrà ben presto uno degli orologi più desiderati, ambiti ed amati al mondo.

Definito dalla stessa Patek Philippe nel documento ufficiale di accompagnamento il cronografo “che spacca il secondo”, il Patek Philippe 5004 si caratterizza prima di tutto per le due lancette del cronografo che vengono avviate ed arrestate solo con il pulsante posto sul lato destro della cassa sopra la corona, in direzione delle ore 2 nel quadrante. Qualora poi si desiderasse misurare anche un tempo sul giro intermedio senza interrompere la misurazione del tempo totale, questo meccanismo eccellente per i suoi livelli di separazione lo permette, premendo il pulsante aggiunto sulla corona, denominato appunto “pulsante fly-back”: premendolo una prima volta, la lancetta del tempo intermedio si blocca mentre le altre continuano a girare. Ripremendolo, la lancetta si allinea alle altre due che stanno andando avanti: una vera e propria innovazione nel meccanismo dei cronografi da polso, mai realizzato prima, specialmente in quelle dimensioni!

 

 

Inoltre, come se non bastasse, vengono messi sulla cassa quattro nuovi piccoli pulsanti, tre sulla parte superiore ed uno su quella inferiore. Trattasi di pulsanti esterni di ripristino veloce: il primo del calendario per il giorno ad ore 10; il secondo per la data, collocato tra le ore 11 e 12; il terzo per il mese, tra le ore 12 e l’ 1 e l’ultimo, il quarto collocato nella parte inferiore della cassa, per il ripristino veloce della fase lunare inserito tra le ore 6 e 7.

Tutto questo in una cassa di 36,7 mm. per questo Patek Philippe 5004, fondamentale per accogliere il calibro della Lemania, una cassa dunque con una profondità maggiore per far spazio tra l’altro al meccanismo rattrapante dei secondi sdoppianti, il quale viene posizionato sopra il collaudato ed appunto efficiente calibro della Lemania.

A rendere poi il Patek Philippe 5004 quello che molti appassionati del mondo orologiaio definiscono da tempo un esemplare così raro e bello da equiparare, per importanza e soprattutto per la difficoltà del suo reperimento come ad un “Santo Graal” (e come accade anche per altri pochi altri orologi al mondo…), concorre molto la sua unicità: sul mercato del vintage infatti il numero di pezzi disponibili è limitato, a fronte di una stima approssimativamente vicina ai 12 esemplari prodotti all’anno dalla maison svizzera, dal ‘96 al 2014!!

Come se non bastasse, la domanda del Patek Philippe 5004 ha sempre superato l’offerta e con il passare degli anni i (pochi), numeri disponibili sul mercato aperto si sono via via ridotti, a mano a mano che i collezionisti più incalliti ed economicamente ben provvisti ci abbiano messo sopra le mani.

Aggiungeteci inoltre la rilevanza che sul mercato ha assunto in questi anni la sua versione in acciaio (sebbene il Patek Philippe 5004 in platino gli stia molto vicino), e che dopo sia stato prodotto in tutti i materiali pregiati disponibili, ed ecco che questo “Santo Graal” da polso è bello che fatto!!

A suffragare questo sentimento di unicità, secondo molti esperti del settore il Patek Philippe 5004 sarebbe la rappresentazione, quasi la summa della presidenza di Philippe Stern, figlio di Henri e quasi un personaggio mitologico per come abbia gestito e condotto nel pieno dei suoi anni la maison svizzera.

 

 

Appartenente alla terza generazione della famiglia che ha tenuto in mano le redini di uno dei più importanti marchi di orologi al mondo, molti credono che il più grande successo di Philippe Stern sia stato il Calibre 89, un orologio da tasca commemorativo creato nel 1989 per celebrare i 150 anni. Ma oggi in tanti concordano che i modelli ideati e prodotti sotto la sua presidenza, guarda caso proprio come il Patek Philippe 5004 (incluso un impianto di produzione all’avanguardia nel Cantone di Ginevra, a Plan-les-Ouates), siano realmente i “Graal Pateks” e che addirittura “Philippe” associato a “Patek” sia dovuto a lui!!

Date retta alla Gioielleria Bonanno, se vi capitasse mai d’incrociarne uno, compratelo subito perchè il suo valore salirà, salirà eccome! In queste foto inoltre potete ammirarne uno, un esclusivo 5004 in vendita da Noi, dal quadrante nero uscito così dalla maison svizzera ricordando che ci sono solo 8 pezzi mondo!!

 

 

Vediamo adesso le caratteristiche tecniche assolute del Movimento, direttamente estrapolate dal certificato originale Patek Philippe 5004:

 

Calibro: CHR 27-70 Q

Diametro complessivo: 30 mm.

Altezza complessiva: 8,8 mm.

Numero di componenti: 407

Numero di rubini: 28

Riserva di carica: al max tra le 50 e le 60 ore

Bilanciamento: Gyromax

Frequenza: 18.000 semi-oscillazioni per ora (2,5 hertz)

Bilancia a molla: Breguet

Marchio di garanzia: Ginevra

Quadrante: cronografo con scala calibrata ai quinti del secondo; tempo intermedio; contatore dei 30 minuti alle ore 3. Calendario del giorno della settimana e del mese; lancette dell’anno bisestile; fasi lunari alle ore 6. Calcolo delle ore, minuti e secondi sussidiari nonchè delle 24 ore alle ore 9.

Cronografo: costruzione classica della colonna base; avvio, stop e riavvio con i due pulsanti collocati alla destra della cassa in direzione delle ore 2 e 4; inizio ed arresto del tempo intermedio attraverso pulsante fly-back sulla corona;

Movimento: modello “Nuovo Lemania” esclusivo per Patek Philippe.

  

Ecco la Referenza 5204

 

Difficile pensare che dopo un capolavoro dell’orologeria com’è appunto il Patek Philippe 5004 si sarebbe potuto fare di meglio! Invece…Iniziamo con il dire che il Patek Philippe Referenza 5204 nasce nel 2012 anche lui come un cronografo da conteggio di secondi sdoppianti (rattrapante), e con calendario perpetuo ma che viene ben presto etichettato come “un gioiello assoluto di orologio”!

Il Patek Philippe 5204 è quindi l’evoluzione della specie, non una diretta emanazione del 5004 bensì il fratello maggiore di un’altra Referenza straordinaria come il 5270 (a sua volta definito come altro orologio appartenente al club del Graal Patek), ma con l’obiettivo addirittura di perfezionarne in modo ulteriore il design del Referenza 5004, creando perciò un capolavoro dell’orologeria moderna!

Passiamo quindi alla descrizione del 5204 come accennato prima, per esaltarne i pregi e mettendolo a confronto con il 5004 per evidenziarne la diretta evoluzione.

La cassa.

Prodotto inizialmente solo in platino ma poi forgiato anche in oro rosa come quello attualmente in possesso della Gioielleria Bonanno, osservando subito il Patek Philippe 5204, esso viene fornito di una cassa da 40,2 mm. rispetto ai 36,7 mm. della Referenza 5004, con resistenza sino a 30 m. di profondità marina.

Come è facile da intuire, l’upgrade ad una cassa da 40,2 mm. in seno ad una maison che ama la tradizione come Patek non è altro che in linea con i tempi ma pure un passo obbligato per un orologio così complicato. Infatti secondo molti intenditori nel 5004 si potrebbe dire, estremizzando il concetto, che il movimento sia quasi compresso nella cassa da 36,7 mm. al punto tale che i suoi pulsanti ad innesto rapido sembrano quasi spuntino da essa!!

Diciamo che questa critica fu posta in maniera soft ma era pur sempre un modo per evidenziare come il 5004 avesse questa leggera, minore attrattiva visiva. Perciò il Patek Philippe 5204 risolve questo dilemma estetico, conferendo alla cassa ed all’orologio intero un aspetto più elegante.

Il Quadrante.

Andiamo sul quadrante, qui dove si nota immediatamente la differenza tra i due orologi. Le novità scatenano nell’appassionato un sentimento simile a quello che Catullo rappresentò magistralmente nell’immortale e bellissima ode rivolta a Lesbia, il più grande, tormentato amore della sua vita ed intitolata “Odi et amo”, cioè “Ti odio e ti amo”. Ma perchè? Semplice, perchè le informazioni basilari di un orologio da polso sono adesso più pulite e chiare nel quadrante del Patek Philippe 5204 ma meno tradizionali, allontanandosi perciò in modo deciso dalla storica ed inconfondibile manifattura Patek Philippe!?!?

 

 

Dunque il quadrante del Patek Philippe 5204 è  di “rottura” quasi con il passato ed è invece molto in linea con lo styling del 5270. Infatti, oltre alle già citate due finestre a ridosso delle ore 12 (che mostrano il mese ed il giorno della settimana), il contatore dei minuti per il cronografo tarato a 30 minuti è ad ore 3; il registro della data e fase lunare sono ad ore 6 ed i secondi in esecuzione sono ad ore 9. Tra le ore 4 e le ore 5 c’è l’indicatore dell’anno bisestile ed infine tra le ore 7 e le ore 8 c’è la finestra giorno-notte, un must per un calendario perpetuo a carica manuale.

Il Patek Philippe 5204 di solito ha lancette a spada ed indici a bastone al posto dei numeri arabi e degli indici a mò di foglia che ritroviamo sul 5004 ma si ponga attenzione ad un particolare non secondario. Il “di solito” significa che gli acquirenti di questo gioiello hanno richiesto configurazioni personalizzate sul quadrante direttamente alla Patek Philippe.

Pertanto si tenga in considerazione che le variazioni di cui sopra sono quelle apparse più sovente sui quadranti dei Patek Philippe 5204, o quantomeno quelli che si hanno avuto la possibilità di visionare da parte di esperti ed appassionati, oltre che da parte dei fortunati proprietari.

I primi furono prodotti in platino ma Noi della Gioielleria Bonanno possiamo orgogliosamente esibirne uno, pregiatissimo ed in oro rosa! Sì, il ricercatissimo Patek Philippe 5204R con il suo straordinario fondello in cristallo di zaffiro che consente di vedere il Movimento in azione senza doverlo aprire. Impermeabile fino a 30 m. di profondità, in squisito oro rosa a 18kt. e dallo spessore di 14,3 mm.: un autentico gioiello! Il suo quadrante è opalescente argentato, con gli indici applicati in oro con rivestimento luminescente. La placca del quadrante è ovviamente in oro 18kt. ed è quindi sbalorditivo come sia luminescente, attrattivo, strabiliante!

Ma dicevamo dei diversi tipi di quadrante. In effetti questo dettaglio, che potrebbe sembrare banale, pone tuttavia in particolare risalto il contrasto tra la tradizione del brand, nel voler produrre grandi complicazioni ed orologi di pregio storico seguendo un originalissimo e proprio modus operandi (ricordate il concetto di Santo Graal?), e l’aprirsi contestualmente alle richieste dei propri clienti, che mette la Patek Philippe al passo con i tempi ma di fatto ne cambiano radicalmente la strategia sul mercato!

Quindi ecco la grande novità che introduce il Patek Philippe 5204 in se: sono i cambi nella cassa e nel quadrante di cui abbiamo accennato sopra (a proposito: preferite un quadrante classico, con le lancette a foglia ed i numeri arabi oppure il “moderno” che abbiamo già descritto?), ma soprattutto la possibilità da parte del cliente di richiedere delle personalizzazioni, un fascino del tutto nuovo e dal sapore insolito che ai fanatici della tradizione forse può anche far passare lo choc delle nuove finestre collocate ad ore 5 e ad ore 7.

Sul lato estetico dunque il dibattito è acceso ed ancora in corso, sebbene la Patek Philippe abbia deciso di non personalizzare più i quadranti sulle referenze future. Semmai tutti concordano su di un tema: con il Patek Philippe 5204 resta ineguagliabile il modo di porre sul quadrante tutte le informazioni in un modo sempre pulito, chiaro e leggibile, con una qualità che la concorrenza da sempre molto attiva su questo versante, difficilmente (se non quasi mai), riesce a superare, forse ad equiparare ma solo in parte.

Proprio guardando le cose in questa prospettiva, ecco che le famose finestre poste ad ore 5 e ad ore 7 alle quali si accennava prima, appaiono come la logica, naturale prosecuzione della proverbiale capacità della Patek Philippe di rinnovarsi rimanendo sempre il Numero Uno!

 

Il Movimento.

Il Movimento del Patek Philippe 5204 è probabilmente il più grande cambiamento rispetto alla Referenza 5004. Il Movimento del 5004 si basava su di un movimento Lemania fortemente modificato, bello e impeccabilmente rifinito ma senza dubbio non tecnicamente così rivoluzionario: un solidissimo ed efficiente “usato” sicuro!?!!?

Nel Patek Philippe 5204 invece viene lasciato questo calibro interno come base, aggiungendoci poi il nuovo meccanismo brevettato descritto prima di divisione dei secondi. Viene classificato con la dicitura Calibro CHR 29‑535 PS Q ove il CHR 29-535 è l’architettura classica del calibro a carica manuale mentre il Movimento PS Q incorpora una frizione orizzontale e due ruote a colonna.

 

 

Il rotore funziona con un bilanciamento Gyromax che batte a 28.800 bph (4Hz), che è un cambiamento sostanziale rispetto ai 18.000 bph del CHR 27-70 Q del 5004.  Inoltre, nonostante le sue 182 parti, il calendario perpetuo del Patek Philippe 5204 ha un modulo dell’altezza di soli 1,65 mm., a dimostrazione della competenza senza pari di Patek Philippe nel realizzare grandi complicazioni per ottenere alla fine orologi eccezionali.

La carica manuale, con una riserva di carica di 65 ore (abbastanza lungo da far passare il nostro Patek Philippe 5204 un fine settimana intero sul comodino!), può essere visto attraverso un raffinatissimo fondello in vetro zaffiro! Questo è l’ottavo cronografo nella storia della Patek Philippe ed è assolutamente meraviglioso oltre che pieno di nuove tecnologie brevettate.

Dicevamo delle innovazione di questo movimento interno al Patek Philippe 5204. Il primo è il sistema cronografo. Si passa da un sistema di isolamento a “ruota di polpo” per il 5004 ad un nuovo sistema di isolamento a “collo di cigno” per il controllo della lancetta dei secondi divisa. Il polpo poteva ruotare solo unidirezionalmente e richiedeva una molla per ruota isolante più voluminosa, mentre ora nel Patek Philippe 5204 il collo di cigno (nota 1) è molto sottile e può muoversi rapidamente in entrambe le direzioni. Il risultato è un sistema split molto più affidabile, più durevole e più facile da riparare quando necessario.

La seconda innovazione nel Patek Philippe 5204 è un meccanismo per ridurre l’offset tra le due lancette del cronografo. Poiché il movimento della lancetta dei secondi divisa è collegato al movimento della lancetta del cronografo principale, a volte può esserci una leggera differenza tra i due. Invece di coprirlo con una lancetta del cronografo leggermente più ampia (cosa che molti produttori fanno, e che per il 5004 viene fatto), Patek Philippe ha rimodellato la loro camma ed il sistema a rulli per essere perfettamente precisi. La geometria è relativamente complicata, ma l’idea è semplice: un contatto più coerente e prevedibile tra le parti mobili ottengono interazioni più precise.

Infine, c’è la forte attrazione che in un vero appassionato emoziona sempre: la carica manuale di questo capolavoro. E questo fattore, assolutamente dirompente, un fortunato possessore lo potrà verificare usandolo per riallineare completamente, ad esempio, un calendario perpetuo come questo del Patek Philippe 5204 ma sfasato rispetto alla data che si desidera impostare. L’efficienza dei pulsanti di ripristino rapido ne esaltano funzionalità e rapidità d’esecuzione, in una sola parola diremmo sbalorditivo!

Pertanto, provando a tirare la classica riga finale sottolineando però che quando si affronta il tema “cronografi con calendario perpetuo” con la produzione della Patek Philippe ci si avvicina di molto all’optimum per i collezionisti e gli amanti di questo universo spettacolare, possiamo affermare che il Patek Philippe 5204 sia molto vicino dall’essere come una gustosissima ciliegina su di una bella torta!

Un orologio completo dunque questo Patek Philippe 5204, chiaro da leggere nonostante il livello elevato di complicazione, robusto ma al tempo stesso leggero da mettere al polso nonostante la cassa da 40,2 mm. possa indurre a qualche dubbio sotto questo aspetto. Un orologio quindi elegante e che regala delle grandi soddisfazioni in se, confermando la fama di cui gode la Patek Philippe da diversi decenni e che lo pone anch’esso nell’élite dell’arte orologiaia, uno dei pochi Graal in giro per il mondo.

Dire che un nuovo riferimento di Patek Philippe è impressionante è una specie di ridondante in sé. Ma il 5204 è davvero impressionante . È un nuovo calendario perpetuo con cronografo in secondi per Patek, che sostituisce la 5004 nella lineup e offre numerosi miglioramenti significativi. Abbiamo messo le mani su uno a Basilea 2012 e abbiamo tutti i dettagli.

Inizieremo con le differenze più elementari. In primo luogo, Patek ha scelto di aumentare le dimensioni della cassa da 36,7 a persino 40 millimetri, in linea con la tendenza moderna per gli orologi più grandi. È un salto enorme, ma 40mm è ancora una dimensione più che ragionevole e qui sembra abbastanza buono.

Attualmente il 5204 è prodotto in varie leghe, mentre il 5004p è stato visto più spesso con numeri arabi, il 5204p presenta invece marcatori a bastoncino in oro applicati con riempimenti luminescenti. Il quadrante stesso è in oro bianco 18 carati opalescente e le lancette sono in oro ossidato nero con inserti Super Luminova. I sottoregistratori sono stati inoltre resi un po ‘più minimamente, con le indicazioni di giorno/notte e anno bisestile che si spostano dai sottoregistratori e diventano piccole finestre.

Un breve tour del nuovo quadrante: finestre del giorno e del mese alle 12, registro cronografo di 30 minuti alle 3 (che ora salta istantaneamente), finestra dell’anno bisestile tra le 4 e le 5, registro della data e fase lunare alle 6, la finestra giorno/notte tra le 7 e le 8, i secondi in esecuzione si registrano alle 9, e le lancette delle ore/minuti e due lancette dei secondi divise centrate sul quadrante. Il 5204p ha un aspetto più pulito, più essenziale rispetto al fratello più vecchio, e la leggibilità è sorprendente per un orologio così complicato.

Ma è quello che c’è sotto il cofano che fa davvero la differenza qui (ed è quasi una differenza di $ 75.000, comunque). Il 5204 è alimentato da un movimento calibro CHR 29-535 PS Q, con un bilanciamento Gyromax che batte a 28.800 bph (4Hz), che è un cambiamento sostanziale rispetto ai 18.000 bph del CHR 27-70 Q del 5004. Al di là del ritmo, il cronografo 27-70 Q era basato sull’eccellente movimento di Lemania, e poi pesantemente modificato internamente a Patek, mentre il 29-535 PS Q è un vero e proprio costruito dal movimento interno, altamente complicato, interno. Infine, carica manualmente, ha una riserva di carica di 65 ore e può essere visto attraverso il fondello in zaffiro (incluso anche il platino massiccio).

 

Gioielleria Bonanno

Audemars Piguet Royal Oak RD #2 Calendario perpetuo ultrasottile

Da sempre gli orologi prodotti dall’Audemars Piguet sono stati concepiti e realizzati con la stella polare rivolta sempre nella direzione della ricerca e dello sviluppo dell’arte orologiaia. E sulla scia di questa mission aziendale, preparatevi allora a vivere una nuova, esaltante esperienza di questo capitolo nonostante la prestigiosa maison svizzera avesse già stupito il mondo con il rivoluzionario Royal Oak Concept RD #1.

 

Un orologio che “conta”

Abbiamo accennato al Royal Oak Concept RD #1 come già l’emblema di un qualcosa di fantastico, un orologio cioè che primeggia con il suo nuovo sistema creato dall’Audemars Piguet completamente nuovo di zecca, che aumenta e migliora la cosiddetta udibilità del tichettìo del movimento al suo interno: se doveva essere una sfida, si può affermare che sia stata vinta, e con il nuovo Audemars Piguet Royal Oak Concept RD #2 si riesce addirittura a migliorare!

Presentato nell’edizione 2018 del Salon International de la Haute Horlogerie di Ginevra (meglio conosciuto come SIHH), come un prototipo, il primo dettaglio che stupisce a tutti gli effetti appassionati ed addetti ai lavori è che nell’Audemars Piguet Royal Oak Concept RD #2 abbiamo il calendario perpetuo automatico più sottile al mondo. Il nuovo movimento interno, categorizzato con il numero 5133 e che consta di ben 37 rubini (record assoluto!!), ha infatti uno spessore di soli 2,89 mm., una figura che visto dall’esterno ha dello stupefacente per una struttura così filiforme e per un meccanismo da cui derivano così tante funzioni.

 

 

L’orologio stesso ha infatti uno spessore totale di 6,30 mm. ed è stato studiato e perfezionato ben cinque anni prima del suo lancio sul mercato. Un progetto questo del Royal Oak Concept RD #2 iniziata nel 2013 e cioè nel periodo in cui il CEO dell’AP, Francois Henry Bennahmias, ha preso le redini dell’azienda.

Ma per chiarire bene di cosa stiamo parlando, proviamo a fare un piccolo confronto con i suoi simili? Il Royal Oak Extra-Thin, ad esempio, un orologio automatico con datario ed ora che misura solo 39 mm., è decisamente più spesso del Royal Oak Concept RD #2 con i suoi 8,1 mm. totali di movimento.

 

 

Ed il Royal Oak a carica automatica, è un segnatempo da 41 mm. con uno spessore di movimento di soli 9,8 mm. totali. Infine, c’è anche il classico calendario perpetuo Royal Oak, disponibile in una gamma di materiali (Noi della Gioielleria Bonanno vi abbiamo presentato il favoloso orologio in ceramica nei giorni scorsi), esemplare che ha uno spessore di 9,5 mm. di movimento, risultando essere persino più sottile del modello al quarzo Royal Oak da 33 mm.

Altro dettaglio che stupisce è che questo Royal Oak Concept RD #2 potrebbe non essere così appariscente ad uno sguardo non particolarmente accurato come invece risulta essere il RD #1, ma fidatevi, è altrettanto impressionante!

In conclusione…

Noi della Gioielleria Bonanno siamo concordi con la maggior parte della critica specializzata che definisce questo Royal Oak Concept RD #2 come uno sviluppo entusiasmante, per non dire esaltante per la produzione intera Audemars Piguet. È ovvio che questa corsa continua all’evoluzione o, se preferite, questa logica voglia di migliorarsi sempre e comunque potrebbe regalarci domani ulteriori complicazioni di movimento ultra-sottili inseriti in orologi da polso da parte dell’AP.

 

Caratteristiche tecniche

Marca: Audemars Piguet
Modello: Royal Oak RD #2 Calendario perpetuo

Numero di riferimento ultra sottile: 265861IP.00.1240IP.01

Diametro cassa: 41 millimetri

Spessore: 6,3 millimetri

Materiale cassa: titanio satinato con viti in platino 950

Fondello: vetro zaffiro antiriflesso

Vetro: vetro zaffiro

Quadrante platino Colore: blu satinato con lancette Royal Oak

Lunetta: platino 950 lucido

Corona: a vite in titanio di forma esagonale

Indici: indici applicati in oro bianco

Lume: applicato su lancette e indici

Resistenza all’acqua: 2o metri

Cinturino-bracciale: titanio satinato con inserti in platino 950

 

Il movimento

Calibro: Calibro interno 5133

Funzioni: ore, minuti, calendario perpetuo con indicazione di mese, giorno, data, giorno-notte, fasi lunari e anno bisestile

Diametro: 32 millimetri

Spessore: 2,89 millimetri

Riserva di carica: 40 ore

Winding: Automatico

Frequenza: 2,75 Hz (19.800 VPH)

Rubini: 37

 

Gioielleria Bonanno

Il primo calendario perpetuo Patek Philippe 1518, 2499, 3970 e 5970

Quante persone possono vantarsi di sapere a quando risale la produzione del primissimo calendario perpetuo con cronografo prodotto in serie? Se non lo sapete, niente paura. Ci si arriva con la logica, come insegnò al mondo Sir. Arthur Conan Doyle attraverso i suoi mirabili racconti ne “Le avventure di Sherlock Holmes” ove la deduzione ed il ragionamento conducevano sempre alla soluzione dell’enigma, difficile da risolvere per chiunque.

 

E proprio la logica ci porta a dedurre che questa produzione sia da ricondurre alla maison svizzera più prestigiosa secondo tanti estimatori, la Patek Philippe, la quale decise di accoppiare le proprie fortune commerciali alla realizzazione di un cronografo con calendario perpetuo quasi come fosse un vero e proprio biglietto da visita, da esibire nel tempo.

 

La Gioielleria Bonanno, da più di 30 anni sul mercato del vintage, desidera così offrire allo sterminato e crescente popolo di appassionati e collezionisti una ricostruzione dinamica, condita da qualche gustoso particolare, di come questa Referenza abbia caratterizzato non solo la storia dell’orologio da polso ma al tempo stesso la ricerca tecnologica e l’indirizzo stilistico ad esso strettamente dipendente.

 

Siamo nel lontano 1941 e la Patek Philippe, già in auge per l’elevato tasso di ricerca nella messa a punto dei suoi meccanismi così complessi ma perfettamente funzionanti, lancia sul mercato la Referenza 1518 con tali caratteristiche, inconsapevole forse che questo segnatempo sarebbe divenuto un unicum nella storia produttiva degli orologi prodotti in serie e ad alto tasso di complessità: il primo passo di un percorso storico non solo per il brand ma addirittura per tutta l’industria specifica in generale. In realtà era già stato prodotto e lanciato il 1526, il primo calendario perpetuo realizzato in serie al mondo. Ma il 1518 è più famoso in quanto è il primo cronografo con calendario perpetuo prodotto in serie al mondo.

Sempre secondo una ricostruzione abbastanza veritiera, ma mai confermata al 100% ed in contrasto con l’idea della Patek Philippe sempre alla ricerca di qualcosa di eccellente per distinguersi, nel 1941 un orologio dal livello così alto di complicazione non poteva che averlo ordinato un pezzo grosso dell’altissima borghesia od addirittura del mondo militare: in fin dei conti era appena iniziato il 2° conflitto mondiale!!

 

 

Oggi è davvero differente. La complicazione del movimento non è più o quasi un carattere distintivo tra i produttori di orologio da polso (la progettazione avviene al computer e non più con i calcoli ed i disegni a mano…), ma nel 1941 questo Patek Philippe Ref. 1518 fu veramente un gioiello dell’evoluzione orologiaia in appena 35 mm. di materia solida, quello che oggi potrebbe definirsi una sorta di killer application in informatica!

Ecco perché tale movimento della maison elvetica diventerà infatti lo schema di progettazione di tutta una produzione lunga almeno 70 anni, basandosi su di un quadrante con all’interno due doppie aperture alle ore 12, due registri cronografici alle ore 3 e 9, una fase lunare in basso ed alle ore 6 un datario circolare. Al suo interno si pregiava inoltre di un movimento a 23 rubini, sempre di altissimo livello Valjoux classificato 13 dalla suddetta azienda svizzera.

Inoltre, mentre il 1518 è davvero l’originale cronografo con calendario perpetuo nonché il fondamento assoluto di questa incredibile linea, non è necessariamente la referenza più desiderabile nel suo insieme. Ad osservarlo con attenzione, la cassa da 35 mm. ed i pulsanti quadrati tendono a renderlo più un cronografo da uomo che qualcosa di moderno e da indossare ogni giorno.

Ma a compensare questo aspetto c’è che di Patek Philippe 1518 ad oggi ce ne sono pochissimi funzionanti in giro per il mondo ed in prevalenza sono in oro giallo. Altri, ma in numero minore, sono in oro rosa ed una vera rarità sono quelli rimasti in acciaio. E sono solo quattro questi esemplari in acciaio inossidabile e sono considerati alcuni degli orologi più preziosi e più rari al mondo. Tutti sono stati realizzati durante gli anni della guerra e tutti e quattro possono essere visti in dettaglio nello storico libro di John Goldberger.

Questi orologi sono quindi a dir poco impossibili da quotare, se non fosse che la casa di aste Phillips ne ha battuto di recente uno per la cifra record di ben 11 Milioni di Franchi svizzeri!!

 

Il Patek Philippe Referenza 2499

Nel 1954 termina la produzione del Patek Philippe 1518 e dopo 13 anni arriva il 2499. In realtà il nuovo modello 2499 sembra sia stato lanciato un pò prima, nel 1951 per la precisione, il che spiegherebbe perché i primi esemplari del 2499 siano stati realizzati insieme agli ultimi pezzi del 1518, che hanno una data di fine produzione datata appunto 1954. Sarà uno degli orologi più longevi in assoluto al mondo, con i suoi quasi 35 anni di produzione totale, una vera icona nel settore perché verrà prodotto in pochi esemplari numerici.

 

 

Il Patek Philippe 2499 è considerato da molti esperti del settore l’ultimo Patek Philippe, cioè il segnatempo che cattura sia per il fascino del vecchio mondo in se unita ad una vestibilità già più moderna, proiettato nell’evoluzione di un tempo ormai libero dai conflitti bellici in occidente e che vuole assaporare la bellezza della vita vivendola con occhi diversi. Ma oltretutto, il Patek Philippe 2499 è probabilmente anche il più studiato ed analizzato dei cronografi perpetui in Patek Philippe.

 

Visivamente la prima serie del Patek Philippe 2499 colpisce di più perché ha una cassa dal diametro di 37,5 mm., ampliando la prospettiva dell’orologio in modo netto ed imponente rispetto al suo antenato (35 mm.), tra l’altro considerato da molti come la dimensione perfetta fino ai giorni nostri per una cassa da portare al polso. Inoltre ha pulsanti quadrati ed un quadrante con numeri arabi applicati ad una scala tachimetrica. In breve, se si osservano con attenzione anche le lancette, scopriamo che il Patek Philippe 2499 è parecchio somigliante al suo predecessore 1518. Il tutto è prodotto in oro giallo ma anche, in numero ridotto, in oro rosa. Esistenti anche due esemplari in platino.

 

Dopo questa prima serie, la Patek Philippe cambia i codici di progettazione in maniera netta nella seconda serie del 2499 (prodotta dalla metà degli anni ‘50), nella terza (all’incirca dal 1960 al 1978, quindi la più diffusa al mondo ed automaticamente la meno pregiata), ed anche nella quarta serie, indice di una costante evoluzione rivolta ai canoni di una modernità quasi volutamente accelerata più che desiderata. Un esempio? L’arrotondamento netto dei pulsanti nel cronografo della seconda serie. Oppure l’esclusione della scala tachimetrica sul quadrante con i numeri arabi nella terza e quarta serie. Oltre ad essere la più comune, la terza serie dunque non ha un tachimetro, utilizza marcatori a bastone per le ore, pulsanti rotondi ma conserva il cristallo acrilico dei suoi predecessori. Se si vuole identificare quindi a quale serie appartiene un Patek Philippe 2499, basta guardare il quadrante!

 

Volendo poi approfondire come è nello stile della Gioielleria Bonanno, la differenza tra un Patek Philippe 2499 della terza o quarta serie in realtà è minima. In tanti infatti considerano il 2499 di quarta serie quasi come una sorta di “middle of the road”, un orologio a metà cioè tra il sacro regno del vintage e quello moderno. Prodotto tra il 1978 ed il 1985, la quarta serie del Patek Philippe 2499 (che nel frattempo ha preso la referenza 2499/100), si differenzia dalla terza serie perché utilizza un raffinatissimo vetro zaffiro nel fondello.

 

 

Poco da dire quindi nel dettaglio tecnico di molto rilevante, semmai c’è da evidenziare come il valore economico del Patek Philippe 2499 sia rapidamente cresciuto. I valutatori professionisti quotano un orologio in oro rosa oltre un milione di dollari ma se ha, ad esempio, una firma Cartier sul quadrante, il valore va oltre un milione di dollari. Eppoi c’è il fattore “platino”.

Il Patek Philippe 2499 vanta infatti solo produzione in oro giallo e rosa e nulla in acciaio bensì in platino. In realtà stiamo parlando di due soli esemplari 2499/100 di platino nel mondo, entrambi realizzati su commissione diretta dal proprietario, Sig. Stern stesso nel 1985. Uno sarebbe in possesso dei proprietari, la famiglia Stern, che lo espone senza troppo clamore all’interno del loro museo di Ginevra. L’altro sarebbe stato venduto al grande pubblico durante l’asta che ha cambiato il corso della storia per il brand Patek Philippe: l’asta del 9 aprile 1989 intitolata “L’arte di Patek Philippe”. In questa storica asta, il Patek Philippe 2499 in platino è stato battuto per un totale di 418.000 franchi svizzeri, ripetiamo, nel 1989 non certo oggi, in cui il valore degli orologi è notoriamente salito!

 

 

Interessa sapere che poi questo esemplare finì nelle mani di Eric “Slow Hand” Clapton, famoso appassionato di orologi? E che finì di nuovo all’asta per 3.63 Milioni di $ definendo così il Patek Philippe 2499 come uno degli orologi più importanti del pianeta? Sì, ma probabilmente è molto più importante rimarcare che il Patek Philippe 2499 sia considerato l’apice del design Patek Philippe e con solo 349 esemplari/pezzi realizzati in 35 anni (meno di 10 orologi all’anno!).

Il Patek Philippe Referenza 3970

Il Patek Philippe 3970 da la stura all’era moderna del brand. Secondo gli esperti è un cronografo a calendario perpetuo a dir poco ben bilanciato, perfetto del resto nella sua concezione come solo chi ne ha concepito la sua nascita e realizzazione possa produrre.

 

Il Patek Philippe 3970 inizia la sua produzione nel 1986, all’indomani quasi della conclusione dei due esemplari in platino 2499/100 finali, con una promozione pubblicitaria introduttiva di vendita al dettaglio del nuovo prodotto. La novità? Facile a dirsi perché il Patek Philippe 3970 è il primo Patek Philippe ad utilizzare non un cronografo basato sullo storico movimento Valjoux, ma invece uno basato su un movimento Lemania denominato 2310.

 

 

Ed oggi il Lemania 2310 è considerato uno dei migliori movimenti al mondo, superando nel tempo qualsiasi altro calibro singolo ed utilizzato anche da diverse altre case produttrici, credete sia poco? Noi della Gioielleria Bonanno lo sappiamo bene!

 

Ma c’è ben altro. Considerato dagli intenditori un vero e proprio orologio snapback nel suo ambito (cioè “di svolta” a tutti gli effetti), prima di tutto il Patek Philippe 3970 compie un passo indietro nella dimensione della cassa, uscendo con un 36 mm. e non più con i 37,5 mm. del 2499, facendo quasi un passo indietro come se fosse un nuovo 1518. Inoltre la vera notizia è che le cassa viene prodotta in tutti e quattro i metalli più consistenti (oro, oro bianco, oro rosa e platino), incluso per il prima volta un cronografo perpetuo in oro bianco! Eppoi… Sì, avete capito, ci sarà anche per lui una serie, proprio come il suo diretto predecessore 2499.

 

La prima serie del Patek Philippe 3970 viene eseguita nel 1986 con una produzione di circa 100 orologi, tutti in oro giallo. E per rendere le cose ancora più confuse (od aumentare l’alea di mistero, fate voi…), il 3970 effettivamente lanciato sul mercato è affiancato ad una referenza sorella denominato 3971. Entrambi questi orologi presentano fondelli a scatto, invece dei più moderni fondelli a vite. Ma se il Patek Philippe 3970 presenta appunto un solido, classico fondello a scatto, il 3971 si equipaggia a sua volta di un fondello a scatto ma con un fantastico vetro zaffiro, che consente di vedere l’affascinante muoversi del movimento senza doverlo sollevare!

 

Inoltre il quadrante della prima serie presenta lancette a foglia ed indici a bastone, dandogli in questo modo un aspetto molto simile a quello di una seconda serie 2499.

 

Eccoci quindi alla seconda serie del Patek Philippe 3970. È una seconda serie molto, molto simile alla prima per la parte anteriore. Ci sono infatti le stesse lancette a foglie e gli stessi indici sul quadrante. La grande differenza sul davanti è che i registri ora corrispondono al quadrante: tutta la colorazione è compatta ed uniforme.

 

Ma è sul retro del prodotto che la seconda serie del Patek Philipp 3970 differisce dalla prima nel modo più significativo al punto tale che invece di un orologio snapback (cioè di svolta), ci si trova dinanzi ad un potenziale passo indietro, quantomeno ad una prima occhiata. Questo perché nei primi anni di produzione del 3970, la Patek Philippe era particolarmente attenta alle richieste della sua clientela e ci sono esemplari anche personalizzati in giro.

 

 

Come quindi è ben facile dedurre, questa seconda serie del Patek Philippe 3970 (prodotta tra il 1986 ed il 1991 ed immediatamente seguita dalla referenza sorella 3971 con la cassa zaffiro a vite), è altamente collezionabile e, sebbene non abbiano ad oggi un prezzo consistente sul mercato, è possibile che nel tempo la differenziazione tra gli orologi della prima e della seconda serie rispetto alla terza serie 3970 diventerà più pronunciata. Vogliamo scommettere?

 

Arriviamo così alla terza serie del Patek Philippe 3970, quelli della serie più diffusa e più reperibile sul mercato. La referenza ufficiale sarebbe 3970E con la “E” sta per “etanche” o se preferite “impermeabile” perché ora questi Patek 3970 sono sia con il fondello in vetro zaffiro, perciò a vista, che con il fondello in oro. Sulla parte anteriore dell’orologio ci sono le novità: lancette a bastone invece che a foglia e gli indici delle ore adesso a punta appuntita. La stampa del quadrante stesso è molto più scura rispetto alla prima od alla seconda serie e si può notare che il quadrante è ora di un colore argento brillante e chiaro che ne danno un aspetto molto, molto raffinato.

 

Ora il Patek Philippe 3970, con le sue dimensioni di 36 mm e questo look d’indubbia raffinatezza, è davvero qualcosa di speciale. Eppoi è realmente l’orologio che possa addirittura definire al meglio la missione aziendale della Patek Philippe, cioè la sua ricerca della perfezione unita all’eleganza ed al pregio. Ma il rovescio della medaglia è che le quotazioni del 3970 sul mercato del vintage sono basse perché ci sono così tanti 3970 terza serie sul mercato!?!?

 

 

Sì, stando alla stima basata sulla sua produzione in 18 anni (sempre approssimativa), il numero degli esemplari del 3970 prodotti sarebbe un numero compreso tra i 2.400 e 3.600 orologi. Quindi, è più di 10 volte il numero dei 1518 od addirittura dei 2499 realizzati. Di conseguenza, i prezzi saranno notevolmente inferiori rispetto ai 1518 e 2499, sebbene ci siano casi già verificatisi sul mercato che indicano cifre considerevoli per 3970 con quadranti speciali. In sostanza, è sempre la condizione in cui versa globalmente l’orologio a fare la differenza.

 

Ci sono stati casi inoltre di Patek Philippe 3970P (P sta per platino), ben quotati perché caratterizzati da un quadrante nero ed indici con diamanti. Ma sia chiaro, molti intenditori considerano molto più pregiati rispetto a questo modello, gli stessi 3970 in oro bianco con quadrante nero e senza brillanti, se non addirittura quelli in platino! La disputa è tutt’ora in corsa.

 

A questo punto però gli appassionati si pongono una domanda legittima, domanda diverse volte poste anche a Noi della Gioielleria Bonanno in tutti questi anni di attività: considerando i fattori in campo, quale dovrebbe essere considerato l’ultimo prodotto della famiglia dei 3970 che possa assumere un valore definito nella scala del pregio?

 

Molto difficile dare una risposta certa a questo quesito perché non ce n’è davvero uno!?!? Almeno non allo stesso modo in cui sono stati valutati sia i Patek Philippe 1518 in acciaio oppure i Patek Philippe 2499 in oro. Questi 3970 sono stati realizzati in platino ed in serie e non si conoscono esemplari prodotti in acciaio pur se non si può escludere totalmente che esistano. Quindi, sempre per deduzione logica, gli unici 3970 che possono divenire pregiati sono quelli con quadranti speciali, dei quali ce ne sono pochi in giro. Oppure quei 3970 con quadranti in colori speciali o con numeri in stile Breguet, questi dettagli possono realmente fare la differenza.

 

Comunque si ha certezza di un 3970 venduto per quasi 340.000 $ durante un’asta di Christie’s ad Hong Kong ma questo prezzo risulta essere sempre meno caro della media di un Patek Philippe 2499, qualunque serie sia. Tuttavia, la Referenza 3970 è sempre una produzione Patek Philippe di altissimo livello ed anche se potrebbe non essere considerato proprio come uno dei veri modelli vintage di questa famiglia, le sue qualità restano intatte.

Il Patek Philippe Referenza 5020

Successivamente la maison svizzera produce una nuova versione, denominato 5020. Il Patek Philippe 5020 viene prodotto con lo stesso calibro della Lemania usato per il 3970 e viene inserito in una cassa di grandi dimensioni, così grande da riservargli il nickname di “Televisore”. Il quadrante invece viene composto con lancette e numeri forniti dalla Breguet.

 

 

A differenza dei suoi pronipoti, il Patek Philippe 5020 è stato un totale fallimento di pubblico e di critica quando è stato lanciato all’inizio degli anni ’90 e, come tale, la produzione è stata interrotta dopo soli due anni. Per questo motivo, gli esperti stimano che siano stati realizzati meno di 300 esemplari e quindi ponendo il 5020 allo stesso livello in termini di rarità sia del 1518 che del 2499!!

 

Per molto tempo il Patek Philippe 5020 è stato preso in considerazione solo da quei collezionisti fan della casa svizzera sino a quando un 5020P, esattamente il quinto mai messo in vendita all’asta, è stato battuto a New York da Bonhams del 2011 per la cifra considerevole di 338.000 $.

 

Da quel momento il valore del 5020 è stato in costante aumento e la sua valutazione ha aperto gli occhi ai collezionisti di tutto il mondo, con il risultato che oggi un Patek Philippe 5020 in oro giallo viene valutato e venduto come un 5970P.

 

In comune con il suo predecessore 3970, il Patek Philippe 5020 non sembrerebbe avere una sua versione particolarmente appetibile in termini di pregio e quindi di valutazione economica sul mercato. Tuttavia, essendone stati prodotti approssimativamente solo 20 esemplari in platino, si può dire che un 5020P con quadrante nero ed indici in diamante (come il 3970 citato prima), ambisce a diventare un segnatempo di livello nell’ambito del collezionismo. Infine, tornando sul tema della qualità del cronografo con calendario perpetuo Patek Philippe, il 5020 resta comunque una produzione con minore successo sebbene sempre una produzione Patek.

Il Patek Philippe Referenza 5004

Come sovente capita, dopo un flop, arriva un top! Dopo la non riuscita commerciale immediata sul mercato del 5020, la Patek Philippe riprende vigore con un nuovo cronografo denominato 5004 con, al suo interno, addirittura il conteggio dei secondi sdoppianti. Sì, questa nuova serie 5004 colpisce al centro del bersaglio ed è assolutamente iconica ed amata dai collezionisti Patek. Mantenendo la cassa a 36 mm., il Patek Philippe 5004 viene realizzato con una profondità maggiore della stessa per far spazio al meccanismo rattrapante, posizionato sopra il collaudato ed efficiente calibro della Lemania.

 

 

Un orologio quindi unico nel suo genere, innovativo e sbalorditivo con un calendario perpetuo più cronografo in secondi, essendo considerato uno dei più importanti dell’era moderna. Il Patek Philippe 5004 è stato lanciato nel 1996 e le stime degli esperti indicano una produzione di circa 12 pezzi ogni anno, fino a quando il 5204 è stato introdotto nel 2012. Sebbene realizzato in tutti i metalli, il Patek Philippe 5004 oggi più ambito è la versione in acciaio ma anche quello in platino ha un grosso appeal.

 

 

Pertanto, rebus sic stantibus, Noi della Gioielleria Bonanno possiamo affermare che ogni Patek Philippe 5004 sia di per sé un orologio di grande valore. Inoltre si possono scegliere alcuni esemplari speciali che possiamo definire come i più pregiati tra i pregiati!!

 

 

E quali sono? Prima di tutto c’è il Patek Philippe 5004A dove ovviamente “A” sta per acciaio. Si diffuse sul mercato un logico stato di eccitazione che non si placò nemmeno quando si seppe che, sebbene ad un prezzo di più di 300.000 $ ad esemplare venduto al cliente finale dalla casa madre stessa, i 5004A avrebbero avuto incisi il nome dell’acquirente sul fondello dalla stessa Patek, proprio per scoraggiarne la vendita postuma sul mercato privato. Missione fallita, perché poco dopo questi Patek Philippe 5004A sono apparsi all’asta. Ad esempio, un esemplare è stato venduto da Christie’s Hong Kong per 409.000 $!

 

 

Una nota di colore? È in corso da diverso tempo un dialogo serrato tra i collezionisti più accaniti della produzione Patek Philippe, sia per aumentare la sete atavica di conoscenza ma anche per delineare una nota polemica degli ultimi tempi.

 

 

Tutto ha avuto origine nel momento in cui la Patek ha annunciato (direttamente lei od i suoi concessionari?), di aver prodotto una serie di nuovi esemplari 5004 esclusivamente in acciaio per esaltare l’unicità dello stesso.

 

 

Però ci sono altri 5004 speciali sul mercato, come quelli con quadranti speciali ed anche alcuni con bracciali di fabbrica Patek. Ma tutto questo discorso decade quando si parla del Patek Philippe 5004T. Sì, questo è veramente un pezzo unico perché in titanio che è stato venduto su Only Watch nel 2018 per la considerevole cifra di 3,98 $ milioni, più di un già citato prima Clapton 2499.

Il Patek Philippe Referenza 5970

Infine, arrivando ai giorni nostri, ecco il Patek Philippe Referenza 5970, un altro the best of nella storia dei successi della Patek Philippe. In effetti, secondo alcuni estimatori (ed ovviamente anche qui è iniziata una serrata polemica), stiamo parlando forse del miglior orologio che Patek Philippe abbia mai realizzato. Alcuni lo descrivono esaltandone la proporzione delle sue fattezze, altri lo chiamano addirittura “l’ultimo dei grandi Patek Philippes”.

 

 

Il Patek Philippe Referenza 5970 fu prodotto tra il 2004 ed il 2011 passando poi al 5270. A ben vedere è un ciclo di produzione di soli sette anni che la rende la produzione più breve di qualsiasi cronografo perpetuo Patek. Questo dato molto importante abbinato ad una nuova moderna cassa da 40 mm., ad un quadrante perfettamente bilanciato con l’inclusione di una scala tachimetrica e ad un aspetto totalmente diverso dai suoi antenati, rendono il Patek Philippe 5970 un vero e proprio orologio di rilievo! All’interno della cassa da 40 mm. c’è lo stesso movimento basato sul Lemania che abbiamo visto introdotto dal 3970 e confermato nel 5020.

Inoltre esteticamente le scale pulite e leggibili dei due quadranti secondari alle 9 e alle 3 ricordano il 3970.

Con il Patek Philippe Referenza 5970 abbiamo una produzione in quattro diversi metalli, con il modello in platino che spicca nella classifica dei più ambiti. Ma facendo la tara con questo ragionamento, molti credono invece che sia il 5970J (cioè in oro giallo), ad essere il più raro. In questa versione infatti non ci sono troppe variazioni nel quadrante sul 5970, sebbene qualche pezzo abbia la griffe Tiffany nonché occasionalmente ci sia qualcosa di speciale, ordinato ad hoc direttamente alla casa madre.

Il Patek Philippe 5970 rimane però e senza ogni dubbio, uno degli investimenti più sicuri in questo universo così multiforme ed affascinante. Un esempio? Il rotocalco New York ha pubblicato nel 2005 un articolo in cui ci si domandava se il 5970G valesse effettivamente il prezzo allora stimato di 89.600 $. Beh, oggi a quasi 15 anni da questo articolo, lo stesso orologio vale circa 145.000 $ sul mercato dell’usato!! Più di qualunque altro bene rifugio quindi!!

 

Come se non bastasse un Patek Philippe 5970J con quadrante color champagne è stato valutato 353.000 $ meno di 16 mesi fa e questo per questo raro colore del suo quadrante, non dimenticando il prezzo d’acquisto di 150.000 $ rispetto ad un normale 5970J. Per i modelli in oro rosa, bianco e giallo ci si aspetta di pagare circa 130.00 – 150.000 $ mentre lo stesso, cioè circa 175.000 $, per un esemplare di platino. Quindi sul mercato dell’usato tutti i 5970 sono in aumento, con un modello in platino che ha raggiunto i 217.000 $ qualche tempo fa!

 

 

A questo punto una domanda sorge spontanea: esiste un 5970 più pregiato di tutti gli altri?

Molto, molto difficile stabilirlo con certezza. Qualcuno ama sostenere che tutti i Patek Philippe 5970 siano degni in termini qualitativi e quindi di valutazione. Ma se proprio volessimo andare a cercarne uno, il più pregiato di tutti… Potremmo dare questo premio al Patek Philippe 5970 che appartiene sempre al nostro Eric “Slow Hand” Clapton, già come visto proprietario di un 2499. Ci sono infatti foto del grande chitarrista e cantante scattate al Gran Premio d’Italia 2011, indossando quello che ai più è sembrato essere proprio un Patek Philippe 5970 in metallo bianco con numeri Breguet!

 

Attenzione però: anche una variazione apparentemente più insignificante alla produzione normale può influire sul prezzo: ad esempio, le lancette bianche delle ore e dei minuti hanno quotato un 5970 con quadrante nero in platino a ben 225.000 franchi svizzeri a Sotheby’s Ginevra nel novembre 2016.

 

Concludendo ed indipendentemente da ciò, il Patek Philippe 5970 rimane sempre l’apice della moderna collezione di orologi.

Gioielleria Bonanno

Il 2019 è stato un anno record per l’Asta londinese Phillips

L’anno da pochi giorni conclusosi è stato un anno indimenticabile per la casa d’asta Phillips, perché ancora è vasta l’eco dei totali sbalorditivi messi a segno nel 2019. Le cifre arrivano direttamente dalla famosa casa londinese che negli ultimi dodici mesi è riuscita a battere la cifra record di ben 111 milioni di dollari americani.

 

 

Ma il dettaglio più importante è che a questo totale ci si arriva anche con una dozzina di orologi venduti per oltre 1 milione di dollari americani per singolo articolo (cinque dei quali erano Rolex), da acquirenti di tutto il mondo, da New York a Hong Kong, per un totale che nello specifico arriva grazie al rapporto annuale realizzato dalla stessa Phillips in associazione con Bacs & Russo, e che indica quanto ormai nelle case d’asta gli orologi di pregio abbiano un importante peso specifico.

Andando poi ad approfondire ulteriormente quest’interessante analisi, la Phillips si è dimostrata molto brava nel diversificare le sue scelte d’offerta per la sua clientela, in particolare aprendosi a nuovi canali merceologici e di settore rispetto a quelli tradizionali. In questo modo è riuscita ad attirare nuovi, potenziali offerenti come ad esempio gli orologiai indipendenti.

Un dato lo conferma: nel 2018 le iscrizioni online per le offerte di partecipazione sono aumentate dell’80%, con i partecipanti addirittura provenienti da 75 paesi diversi oltre che connessi. Inoltre, lo stesso gruppo di offerenti ha popolato di articoli addirittura per l’87% l’insieme dei lotti disponibili messi all’incanto. Infine, aggiungiamoci che il tasso di vendita di questi articoli ha toccato l’ottima percentuale del 96% per comprendere come Phillips stia lavorando bene in questo ambito e che la crescita sia stata frutto di una scelta giusta.

Tutto quanto grazie all’offerta digitale che, avendo avuto un così ampio successo, ha portato alla definizione di un altro record: il prezzo più alto pagato per un orologio durante un’asta online. Stiamo parlando del Patek Philippe Ref.2499 in oro griffato “Trucchi”, battuto per ben 1,6 milioni di dollari americani!

 

 

Eloquenti a questo punto le dichiarazioni di Aurel Bacs e Livia Russo in una dichiarazione congiunta a Forbes:

 

“In un mondo che cambia, continuiamo a sforzarci di essere innovatori pur rimanendo impegnati nell’offrire orologi di alta qualità oltre che un servizio clienti eccellente all’interno di un panorama in continua evoluzione come quello della raccolta di orologi di pregio. Ci ispiriamo ai modi in cui gli appassionati di orologi gestiscono le proprie collezioni difendendo però anche gli interessi degli orologiai indipendenti.”

 

Attenzione però: questo nuovo impegno di Phillips verso il digitale non diminuisce l’impegno e gli sforzi per attirare nuovi clienti nel modo tradizionale. Intanto è stato dato il via alla Phillips Perpetual, una vera e propria boutique dedicata nella sede di Londra della casa d’asta, una vera e propria novità per l’azienda con annessa una piattaforma web di accompagnamento. L’idea è significativa: fornire un luogo di ritrovo per eventi esclusivi e contemporaneamente offrire agli acquirenti ed ai clienti un luogo accogliente e sicuro dove poter esaminare la merce.

 

Gioielleria Bonanno

Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo 26579 CB

Sin da quando l’uomo ha compreso di voler realizzare e poi costruire un macchinario in grado di tenere sotto controllo l’incessante incedere del tempo, semplice o complesso che esso sia stato, l’evoluzione tecnologica e lo spingersi sempre “oltre” a quanto prodotto nel quotidiano sono spesso state le motivazioni principali che hanno ispirato coloro i quali hanno speso la maggior parte della propria vita nel voler migliorare quanto prodotto nei secoli, sia che si trattasse di grandi aziende o piccoli artigiani.

Per questa ragione, quando ci s’imbatte nell’Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo Referenza 26579 CB, viene subito in mente un trittico di pensieri associati alla voglia dell’uomo di superare da sempre i propri limiti, sebbene da lui stesso creati ma travalicati di volta in volta. E quando ci si riferisce a questo straordinario orologio, tre aggettivi potrebbero racchiuderne questo insieme di sensazioni: evoluzione, bellezza e univocità.

 

 

Era il 2017 quando Audemars Piguet presentò, nella sua interezza, la totalità del proprio spirito innovativo unito alla caratteristica di un orologio unico, presentando al mondo il suo primo orologio in ceramica piena nera, con il bracciale sempre in ceramica nera e con dentro il calendario perpetuo, ovviamente a produzione limitata. Inutile forse dire che già questo orologio fosse nel 2017 una delle edizioni più alla moda della collezione, con il suo look unico ed inimitabile, oltre che al suo movimento complesso.

 

 

Sulla base di questa idea già di per sé estremamente rivoluzionaria, Audemars Piguet introduceva quindi una nuova versione con la produzione di un orologio gemello ma questa volta con un intero involucro e bracciale in ceramica bianca! Un altro prodotto unico nel suo genere e che, come ogni edizione limitata, si è esaurito quasi istantaneamente sul mercato, con liste di attesa che si allungano dal mese fino ad arrivare all’anno! Una richiesta incessante, senza grandi pause.

 

 

Sono due i dettagli che possono colpire avendo al polso un Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo Referenza 26579 CB ed osservandolo con attenzione. Il primo è dato dalla leggerezza del suo peso, niente a che vedere con le produzioni in oro e tantomeno in acciaio. Associarlo ad un ambiente nautico è immediato, quasi naturale.

Il secondo è la qualità eccelsa delle rifiniture. Come per il modello in ceramica nera, l’Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo Referenza 26579 CB stupisce per la ricercatezza e la pulizia delle maglie del bracciale, ad esempio, ma anche per i bordi della cassa. Si pensi che rendere così levigati tali dettagli non è assolutamente facile. Ad un occhio poco allenato, infine, potranno giustamente sfuggire certi particolari che invece sull’orologio nero possono essere più visibili. Per rendere quest’orologio unico nel suo genere, Audemars Piguet ha preso come base i modelli in acciaio o oro 2015 per dare un tono. Poi ha ridefinito il Calendario Perpetuo Royal Oak, distillando l’essenza di due icone del suo marchio (appunto il Royal Oak ed il Calendario Perpetuo), in una nuova prospettiva moderna. Inoltre, per caratterizzarlo ulteriormente al di sopra della media, questo autentico gioiello sembra quasi sia pressofuso in un blocco unico per quanto appaia compatto e di un colore bianco assolutamente puro, regalando a chi lo indossa una sensazione di avere al polso non un orologio bensì un qualcosa d’intangibile ma presente.

 

 

Il quadrante dell’Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo Referenza 26579 CB,poi, è di uno spettacolare color blu “Grande Tapisserie” con sotto-quadranti bianchi, di un blu difficilmente riconducibile ad altre serie AP. A corredo del tutto c’è una spruzzata di grigio color acciaio che rende ancora più brillante un orologio sempre più unico, letteralmente, nel suo genere. Ecco perché viene istintivamente associato ad un clima nautico per essere sfoggiato.

 

 

Anche per il suo movimento, all’interno di questo Calendario Perpetuo Royal Oak in ceramica bianca, è stato mantenuto il calibro 5134 automatico ultrasottile. Basato sull’iconico calibro 2120 (trovato nell’originale Royal Oak del 1972, un tempo prodotto da LeCoultre, ora prodotto internamente), aggiunge perciò un complesso modulo QP in cima con data, giorno, mese, numero della settimana, anno bisestile e fase lunare. Il movimento, infine, rifinito con dettagli di alta orologeria, è visibile attraverso il fondello in zaffiro.

Ci sono comunque nell’Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo Referenza 26579 CB due parti che non sono in ceramica bianca: il fondello e la fibbia pieghevole per il bracciale. Il fondello non deve essere in ceramica allo scopo di saldare bene quest’ultimo alla cassa e quindi rendendo l’orologio robusto e compatto. Per quanto concerne la fibbia, anche dei minuscoli componenti mobili non possono essere realizzati in ceramica, ottenendo così una più facile tenuta completamente impermeabile con un altro metallo. In teoria, la fibbia non dovrebbe causare alcuna significativa usura sul lato inferiore delle maglie del bracciale in ceramica bianca ma non c’è certezza che, tenuto al polso per molto tempo, possa resistere senza rompersi o rovinarsi.

 

 

Cos’altro dire infine? Per Audemars Piguet produrre in ceramica un orologio nel 2017 è stata una novità ma non è stata una novità in senso assoluto in questo mondo, altri produttori lo hanno già fatto. Semmai è stupefacente il risultato ottenuto dalla casa produttrice sia con il modello nero che con questo in bianco, rispettando cioè la base di struttura e di movimento del modello Royal Oak, ricco di complessità nel modello in acciaio. Si pensi, ad esempio, che per un bracciale in ceramica come questo montato sull’Audemars Piguet Royal Oak Calendario perpetuo Referenza 26579 CB ci vogliono 30 ore di lavorazione, circa cioè 5 volte il tempo che occorre per un normale bracciale in acciaio!

Quindi un pezzo pregiato, inequivocabilmente per una ristretta cerchia d’intenditori come solo la Gioielleria Bonanno offre alla propria clientela: per molti, ma non per tutti!

 

Clicca qui e scopri il prodotto sul nostro catalogo.

 

Gioielleria Bonanno

Patek Philippe 5020J

Riprendiamo quanto scritto precedentemente.

Tutto ha inizio nel 1838 con la fondazione di “Patek, Czapek & Cie” a Ginevra da parte dell’imprenditore Antoni Norbert de Patek, immigrato dalla Polonia, e dell’orologiaio François Czapek, immigrato dalla Czekia.
Nel 1844 Antoni Patek, fondatore della Maison, conosce l’orologiaio francese Jean-Adrien Philippe a Parigi, dove quest’ultimo ha presentato il suo avvenieristico e comodo sistema di messa all’ora e carica dell’orologio tramite la corona, che sostituirà l’utilizzo di una chiave separata.
Nel 1845 François Czapek decide di lasciare l’azienda per continuare per conto proprio, e il nome dell’azienda viene cambiato in “Patek & Cie”.

Viene prodotto il primo orologio da tasca per signora: il segnatempo è decorato con la miniatura di una rosa. L’azienda fabbrica il suo primo orologio da tasca con ripetizione minuti e viene conferito il brevetto per l’orologio Patek con meccanismo di carica e messa all’ora mediante la corona.

Nel 1851 Jean-Adrien Philippe entra ufficialmente a far parte dell’azienda, che cambia il nome in “Patek Philippe & Cie.”

Alla Grande Esposizione di Londra, la regina Vittoria è tra le ammiratrici dei primi segnatempo al mondo senza chiave, il cui primo esemplare era stato brevettato da Jean-Adrien Philippe nel 1845. La regina di Gran Bretagna e Irlanda investe in un orologio da tasca in smalto blu polvere con decorazione floreale in diamanti tagliati a rosa.
L’orologio pendente con quadrante a vista e spilla pare fosse appartenuto alla regina Vittoria.

Patek Philippe è tra le prime maison orologiaie ad esportare negli Stati Uniti e stringe una collaborazione, tuttora fiorente, con Tiffany & Co. di New York.
Nel 1881 viene conferito il brevetto per il sistema regolatore di precisione, e nel 1889 Patek Philippe & Co si aggiudica il brevetto per il meccanismo del calendario perpetuo per gli orologi da tasca.

Nel 1932 La “Ancienne Manufacture d’Horlogerie Patek Philippe & Cie, S.A.” viene acquistata dai fratelli Charles e Jean Stern, già proprietari di un’azienda produttrice di quadranti a Ginevra. Da allora “Patek Philippe S.A.” è rimasta un’azienda di proprietà familiare.
Proprio con tale stile di conduzione, “a carattere familiare”, la casa madre continua ad impegnarsi per garantire agli acquirenti un prodotto estremamente affidabile e con una produzione contenuta rivalutabile negli anni.

Un Patek Philippe è per sempre e noi ci troviamo ad esserne custodi e a tramandarlo ai nostri posteri.

Il Patek Philippe 5020 J nasce nel 1995 e, con le sue forme simili ad un televisore degli anni ’60, non viene apprezzato dai collezionisti se non tempo dopo la sua realizzazione.
Secondo una stima sono stati realizzati meno di 300 orologi Patek Philippe 5020 in due anni di produzione. Com’è ormai noto Patek Philippe è sinonimo di affidabilità, ed è rimanendo fedele a tale caratteristica che equipaggia l’orologio sopra descritto con il calibro (base Lemania) 25-70/155. In questo articolo alleghiamo le foto dell’orologio.

È ormai evidente da molti anni come gli orologi prodotti dalla casa Ginevrina abbiano regalato ai possessori, oltre l’utilizzo di un oggetto di estrema affidabilità, un grande investimento.

 

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex Daytona Rainbow

Parliamo di una delle case orologiaie più importanti al mondo, in particolare ci troviamo a descrivere una delle sue ultime produzioni: il Daytona Rainbow.
Questo nome, che tradotto significa arcobaleno, sta ad indicare la ghiera (disco che circonda il quadrante) fornita di 36 zaffiri a taglio baguette di gradazione arcobaleno. Il quadrante è full diamond con 11 indici a zaffiro multicolori taglio baguette e un zaffiro quadrato ore 6.

 

 

La gradualità del colore delle pietre è di difficile reperibilità e proprio per questo l’orologio è limitato nella produzione.
Per completare l’opera estetica , la cassa è incastonata con diamanti di varie misure e il bracciale incastonato nella parte centrale full diamond.

A muovere il Rolex Rainbow, è un meccanismo Calibro automatico 4130, il primo movimento prodotto esclusivamente dalla Maison.
Questo nuovo meccanismo è dotato di un crono con funzione ad innesto verticale, con un’autonomia di 72 ore, caratterizzato dalla sfera del cronografo che non si muove nelle funzioni start stop, inoltre evita che l’oscillazione del bilanciere perda ampiezza mentre il cronografo è in funzione.

 

 

Tutto questo completa il lavoro che la Maison da molti anni sta facendo, dando la possibilità di utilizzare questi meravigliosi orologi che ormai da tempo mostrano importanti rivalutazioni, dimostrandosi quindi anche una vantaggiosa forma di investimento.
Alleghiamo le foto dell’orologio e le quotazioni del mercato.

 

Con un prezzo all’origine dal concessionario di circa € 220.000 ha un valore di mercato di circa € 300.000.
Questo dimostra la grande rivalutazione e quindi grande investimento che questo orologio ha reso.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Patek Philippe 3970R

Ricordiamo cosa avevamo scritto precedentemente per poi fare luce su un’altro meraviglioso oggetto della maison: il sopra citato 3970 R.
Tutto ha inizio nel 1838 con la fondazione di “Patek, Czapek & Cie” a Ginevra da parte dell’imprenditore Antoni Norbert de Patek, immigrato dalla Polonia, e dell’orologiaio François Czapek, immigrato dalla Czekia.

 

 

Nel 1844 Antoni Patek, fondatore della Maison, conosce l’orologiaio francese Jean-Adrien Philippe a Parigi, dove quest’ultimo ha presentato il suo avveniristico e comodo sistema di messa all’ora e carica dell’orologio tramite la corona, che sostituirà l’utilizzo di una chiave separata.
Nel 1845 François Czapek decide di lasciare l’azienda per continuare per conto proprio, e il nome dell’azienda viene cambiato in “Patek & Cie”.
Viene prodotto il primo orologio da tasca per signora: il segnatempo è decorato con la miniatura di una rosa. L’azienda fabbrica il suo primo orologio da tasca con ripetizione minuti e viene conferito il brevetto per l’orologio Patek con meccanismo di carica e messa all’ora mediante la corona.
Nel 1851 Jean-Adrien Philippe entra ufficialmente a far parte dell’azienda, che cambia il nome in “Patek Philippe & Cie.

Alla Grande Esposizione di Londra, la regina Vittoria è tra le ammiratrici dei primi segnatempo al mondo senza chiave, il cui primo esemplare era stato brevettato da Jean-Adrien Philippe nel 1845. La regina di Gran Bretagna e Irlanda investe in un orologio da tasca in smalto blu polvere con decorazione floreale in diamanti tagliati a rosa.
L’orologio pendente con quadrante a vista e spilla pare fosse appartenuto alla regina Vittoria.
Patek Philippe è tra le prime maison orologiaie ad esportare negli Stati Uniti e stringe una collaborazione, tuttora fiorente, con Tiffany & Co. di New York.

 

 

Nel 1881 viene conferito il brevetto per il sistema regolatore di precisione, e nel 1889 Patek Philippe & Co si aggiudica il brevetto per il meccanismo del calendario perpetuo per gli orologi da tasca.
Nel 1932 La “Ancienne Manufacture d’Horlogerie Patek Philippe & Cie, S.A.” viene acquistata dai fratelli Charles e Jean Stern, già proprietari di un’azienda produttrice di quadranti a Ginevra. Da allora “Patek Philippe S.A.” è rimasta un’azienda di proprietà familiare.
Proprio con tale stile di conduzione, “a carattere familiare”, la casa madre continua ad impegnarsi per garantire agli acquirenti un prodotto estremamente affidabile e con una produzione contenuta rivalutabile negli anni.

Un Patek Philippe è per sempre e noi ci troviamo ad esserne custodi e tramandarlo ai nostri posteri.
Torniamo al Patek Philippe 3970 R: siamo negli anni ’80 (l’orologio nasce nel 1986), un’epoca dove i movimenti al quarzo stavano prendendo piede sul mercato, la gente non si preoccupava solo degli orologi complicati: in effetti anche i cronografi non erano popolari.
Nel 1986, anno di produzione del 3970 cronografo calendario perpetuo, per i venditori non era facile muoversi.
Secondo John Reardon, capo orologi di Christie’s, un’autorità su tutto ciò che riguarda Patek Philippe, i rivenditori non volevano prenderli da Patek perché erano troppo difficili da vendere.

Successore del Patek Philippe 2499, in produzione dal 1951 all’86 (e ancor prima di allora del riferimento 1518 che è stato il primo cronografo perpetuo prodotto in serie), il 3970 viene prodotto in oro giallo, bianco, rosa e platino.
La dimensione della cassa con i suoi 36 millimetri, rimane più piccola di 1,5 millimetri rispetto al precedente 2499.
Il Patek in questione, è dotato di un quadrante tradizionale, dove si possono vedere le funzioni di: cronografo secondi minuti ore, calendario perpetuo con indicazione anno bisestile, giorno mese, fasi lunari, in una collocazione estremamente semplice e piacevole da vedere.
Il calibro (meccanismo) che equipaggia questo orologio è il CH 27-70Q, primo movimento Patek non basato su Valjoux, bensì era basato sul Lemania 2310, che era anche la base del movimento calibro 321 usato nei primi Omega Speedmaster.
Questo movimento a carica manuale ha una riserva di carica di 60 ore, ed è stato utilizzato anche nei successivi 5970 e 5004 (questo con funzione sdoppiante aggiunta).
È un movimento bello ed affidabile, con una finitura eccellente, tutto fatto a mano, uno dei migliori meccanismi del mondo al momento della produzione e rappresenta un modo di fare ginevrino.

 

 

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Il tocco di Dicò. Rolex Daytona Ref. 116520 Bonanno Edition

Spesso i progetti più interessanti nascono dalle unioni inaspettate.
Chi mai potrebbe immaginare di trovarsi un giorno di fronte, tra le linee degli splendidi orologi esposti dalla storica Gioielleria Bonanno, a un esemplare come quello pensato dai protagonisti di questo meraviglioso connubio?

 

 

Gli artisti, si sa, spesso vedono oltre. Lo spirito creativo li porta a immaginare cose che per le menti più razionali a volte sono impensabili.
A volte, appunto. Perché se l’artista in questione incontra per la sua strada una mente razionale in grado di comprendere il potenziale di un’idea è molto probabile che ne nasca qualcosa di unico e irripetibile.
È quello che è successo quando Giovanni Bonanno ha incontrato il grande artista romano Dicò.

 

 

L’artista del fuoco, che ha ottenuto la fama mondiale attraverso opere frutto delle più visionarie sperimentazioni che l’hanno portato a raggiungere la sua cifra stilistica identificativa con la combustione del metacrilato, ha deciso in questa occasione di riservare la sua pop art esplosiva a un oggetto considerato dai più intoccabile. Alcuni tra i più rinomati orologi di lusso sono stati ulteriormente impreziositi dall’arte pop contemporanea di questo artista visionario.
E il risultato è sorprendente.

 

 

Il primo della serie è un Rolex Daytona Ref. 116520. Seguiranno altri esemplari, tutti numerati e naturalmente in numero limitato.
Gli orologi, da indossare o semplicemente da ammirare dall’esterno della loro teca, saranno disponibili solo per pochi eletti.

 

 

Nei prossimi mesi, con i tempi dettati dall’estro creativo dell’artista e dai tempi tecnici di esecuzione, gli appassionati di orologi di lusso e di pop art e i tanti fan di Dicò, avranno la possibilità di acquistare questa opera unica. Prodotti in esclusiva per la Gioielleria Bonanno e in edizione limitata.
Chi avrà la possibilità di entrare in possesso di uno di questi esemplari avrà la certezza di indossare un pezzo unico, originale. Di portare al polso la perfetta sintesi della bellezza dei contrasti: tradizione e innovazione, eleganza e originalità, chiari e scuri, razionalità e creatività.
L’orologio per eccellenza diventa al tempo stesso oggetto d’arte.
Imperdibile.

 

 

Gioielleria Bonanno

Rolex 6239 Oro Paul Newman

Ci troviamo a parlare di un’altra delle referenze che la maison Rolex ha equipaggiato con un quadrante tropical o esotico.
L’orologio prende il nome dall’attore Paul Newman, che ha indossato un orologio con questa tipologia di quadranti.

L’Armonia di forme e colori rende il Rolex Paul Newman di estrema leggibilità e semplicità.
La pista, parte della periferia esterna del quadrante, dà la possibilità di essere meglio inquadrata alla vista; i numeri di dimensioni importanti, con forme ben accentuate e gli indici ben visibili, contribuiscono a tutto questo.

 

 

Funzionalità, semplicità e, forse, possiamo dire opera d’arte.
Com’è noto, la maison ha sempre cercato il meglio di quanto potesse offrire, e per il meccanismo che equipaggia questo meraviglioso orologio è stato scelto un movimento della ormai nota casa Valijoux: “Valijoux 722-1”.

Cosa posso dire? Per me, in quanto appassionato di orologi, è un piacere enorme poter trasmettere la mia esperienza, condividendo questo mondo meraviglioso in grado di unirci.

 

 

Alleghiamo la foto dell’orologio e, com’è nostro solito, illustriamo con un grafico l’andamento del valore nei vari anni, riportando il costo che l’oggetto aveva in origine ed il prezzo che corrisponde ad oggi, inoltre facciamo notare quanto negli anni si sia rivalutato.
L’orologio in questione, considerando un modello standard, aveva un costo di circa Lire 320.000 nel 1969/70, corrispondenti al potere di acquisto odierno di € 2901,89. Ad oggi ha raggiunto un valore di € 300.000,00 cifra superiore di circa 103 volte rispetto a quella di partenza. Questo dimostra la grande rivalutazione e quindi il grande investimento che questo orologio ha reso.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex 16528 con quadrante nero, indici in brillanti e quattro scritte.

Richiamiamo alcune notizie dal precedente articolo, per ricordarvi quanto lavoro si nasconde dietro alla realizzazione di questo orologio.

 

La casa madre scelse come calibro (meccanismo) da utilizzare lo “Zenith 400 El Primero”, con 36000 alternanze ed una frequenza di 5 HZ, utilizzando uno speciale lubrificante a secco a base di Bisolfuro di Molibdeno applicato mediante un procedimento di vaporizzazione, che richiedeva attrezzature specifiche ed una manutenzione ogni circa due anni. Il calibro base Zenith El Primero venne poi profondamente elaborato, tant’è che necessitarono 200 modifiche affinché potesse essere equiparato agli standard qualitativi del marchio.

I primi, necessari, interventi vennero eseguiti per ridurre il numero di alternanze (da 36000 a 28000) e diminuire la frequenza da 5 a 4 HZ. Montarono sul movimento un bilanciere più grande che oscillava ad una frequenza più bassa, comune a tutti i calibri Rolex del momento, così da semplificare e migliorare l’affidabilità di tale movimento.
Il bilanciere Rolex ha quattro razze in glucydur con spirale Breguet e sistema di regolazione a microstella. I lubrificanti usati per il 4030 erano quelli fluidi tradizionali, tali modifiche consentano a Rolex di consigliare una revisione ogni 4 anni, tempo quasi doppio rispetto al calibro d’origine.

I movimenti 4030 montati sui Daytona prima serie seriale R ref.16520/3/8 hanno una numerazione compresa tra 10000 e 20000 (numerazione random che tiene conto anche del seriale successivo L). Le prime ghiere (per effettuare misurazioni di velocità) erano a 200.
Uno dei progettisti di questo orologio, recandosi spesso a Parigi con un treno ad alta velocità, passava il tempo divertendosi a misurare la velocità con il suo Daytona 16520 (uno dei prototipi che, in quanto tale, non aveva il seriale e montava quadranti di prova). Il treno viaggiava a molto di più di 200km/h, quindi si rese conto che per il mondo moderno un misuratore con scala a 200 era insufficiente e propose di ridisegnare la scala con un limite più alto (400 uph. La prima venne realizzata con intermedio a 225).

Caratteristica di questo orologio, è il suo quadrante nero con indici in brillanti e quattro scritte, che si pensa sia stato prodotto in circa 5 unità, ed ha quindi un grande valore collezionistico.

Siamo alle origini, i primi orologi prodotti subirono diversi cambiamenti fino ad arrivare alla versione definitiva, che poi vedrà nel tempo solo piccole differenze.

Faccio una riflessione che spero possa essere di auspicio e vi dia la possibilità di scegliere al meglio.
Oggi un quadrante in porcellana per questo tipo di orologi prodotto in circa 200 esemplari ha un valore molto importante: perché, dunque, un quadrante prodotto in circa 5 esemplari non dovrebbe veder riconosciuto il suo merito?
Forse possiamo dire che per la tipologia di questo quadrante 4 scritte nero brillanti, stiamo ancora tutti cercando di capire il vero valore dell’oggetto. Questo meraviglioso orologio ad oggi viene venduto a cifre sempre importanti, ma forse non meritevoli.

Come già descritto precedentemente, il mondo del collezionismo di questi oggetti, ancora neonato rispetto alle opere d’arte, va oltre l’utilizzo del bene ed è probabilmente uno dei migliori modi per investire.

Grazie a questo mondo che per primo ci da la possibilità di stare insieme e condividere questa meravigliosa passione, riportando ai posteri la storia che apprendiamo e ne siamo custodi.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

ROLEX PAUL NEWMAN 6241 JOHN PLAYER SPECIAL

Abbiamo già descritto in altri articoli ciò che il mondo degli orologi ci sta regalando, sottolineando come, al di là dell’utilizzo, l’importante investimento negli anni abbia reso questi segnatempo oggetti di estrema ricercatezza.
Ci troviamo ad illustrare ora uno dei modelli al vertice del collezionismo; l’orologio in questione racchiude, infatti, quanto di meglio ci venga offerto.

Questo Rolex Daytona 6241- 18k è stato prodotto in pochi pezzi e solo pochissimi con quadrante Paul Newman.

Questo quadrante è anche noto come JOHN PLAYER SPECIAL, in riferimento al nome dal produttore di tabacchi che, nel 1972, divenne sponsor ufficiale della Lotus, tre volte vincitrice del Constructor’s Championship attorno al ’70, e del Driver’s Championship proprio nel ‘72.

I colori dell’orologio richiamano la livrea nera e oro che caratterizza l’omonima marca e l’auto, e questo armonioso abbinamento cromatico conferisce al quadrante, oltre ad una grande leggibilità, anche estrema bellezza.

Come già descritto precedentemente, il collezionismo di questi oggetti, ancora neonato rispetto a quello delle opere d’arte, rappresenta probabilmente uno dei migliori modi per investire, e conferisce agli orologi un valore che va oltre l’utilità del bene in sé.
Questo mondo ci dà inoltre la possibilità di stare assieme e condividere questa meravigliosa passione, riportando ai posteri la storia che apprendiamo e di cui siamo custodi.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

ROLEX 6262 18K “NERO” DIAL INCORPORATING CHERRY LOGO

È molto difficile parlare di qualcosa di così speciale.
Ci siamo già trovati precedentemente a descrivere questo mondo che da molti anni ci regala, oltre al piacere di utilizzare questi meravigliosi segnatempo, anche importanti rivalutazioni economiche.
Il Rolex 6262 in oro è l’orologio più raro che sia stato prodotto tra i cronografi con tasti a pompa in oro.

 

 

Si vocifera che la Rolex abbia deciso di commercializzarne circa 35 e si pensa che quelli in circolazione siano veramente pochi, forse 5/10.
Il quadrante montato su questo orologio è sempre di estrema rarità; si pensa ne siano stati prodotti 4, e di certo si parla di pochi pezzi mondo.
In aggiunta le condizioni praticamente eccezionali e, come ciliegina sulla torta, la pubblicazione sul libro di Pucci Papaleo, rendono questo oggetto di estremo valore collezionistico.

 

 

Probabilmente il collezionismo di questi oggetti, mondo ancora neonato rispetto a quello delle opere d’arte, è uno dei migliori modi per investire, oltre ovviamente all’utilizzo del bene.
Questo mondo ci dà la possibilità di stare insieme e condividere questa meravigliosa passione, ma anche di trasmettere ai posteri la storia che apprendiamo e di cui siamo custodi.

 

 

Alleghiamo la foto dell’orologio e, com’è nostro solito, illustriamo con un grafico l’andamento del valore nei vari anni, riportando il costo che l’oggetto aveva all’origine ed il prezzo che corrisponde ad oggi, inoltre facciamo notare quanto negli anni si sia rivalutato.
L’orologio in questione, considerando un modello standard, aveva un costo di circa Lire 320.000 nel 1969 corrispondenti al potere di acquisto odierno di €3.049,44. Ad oggi ha raggiunto un valore di €500.000,00 cifra superiore di circa 164 volte rispetto al valore iniziale. Questo dimostra la grande rivalutazione e quindi il grande investimento che questo orologio ha reso.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

ULTIMATE ROLEX DAYTONA

Ormai sono molti anni che il marchio pentastellato regala a tutti i possessori di un orologio Rolex, oltre un’affidabilità, anche un investimento economico.
Uno degli uomini più conosciuti per la sua passione negli orologi, è il mio amico Pucci Papaleo.
Persona meravigliosa che ha dato la possibilità al mondo intero, di conoscere questi meravigliosi segnatempo, descrivendone e illustrandone in maniera superlativa ogni loro particolarità.
Uno degli ultimi suoi libri sui Rolex Daytona, è proprio:”ULTIMATE ROLEX DAYTONA”.
Per realizzarlo, è stata una vera impresa che si è protratta per più anni, nella ricerca di quanto al meglio si potesse offrire dando la possibilità di vedere l’orologio quasi nella realtà.
In questo libro sono illustrati tra i migliori Rolex Daytona prodotti.

Il 12 Maggio a Ginevra, patria dell’orologeria, si è svolta un’asta di Phillips, intitolata proprio con il nome del libro di Pucci.
Trentadue meravigliosi Rolex Daytona, hanno regalato al mondo una meraviglia, qualcosa che per primo ci fa stare insieme, poi ci da la possibilità di utilizzare una parte di storia che da tempo è anche importante investimento.
Gli orologi sono ancora dei neonati rispetto alle opere d’arte che da molti anni sono fonte di investimento.
I neonati hanno molto da vedere.

Lotto n.17 è un Rolex 6263 Paul Newman. Nel 1970 circa, anno in cui è iniziata la produzione, il suo costo era all’incirca lire 150.000 equivalente ad €75 circa, intorno agli anni novanta aveva un valore di circa lire 11 milioni, equivalente a circa 5500 euro, Ad oggi il valore di mercato è di circa € 200.000/300.000  cifra superiore di circa 2.600/4.000 volte rispetto al costo di partenza.

Grazie al mio amico Pucci Papaleo, grazie a tutti e grazie ancora a questo mondo neonato che tanto ha da regalarci.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Eberhard sdoppiante

Risale al 1887 la fondazione, da parte di Georges Eberhard, della Manufacture
 d’horlogerie 
Eberhard & Co. a La Chaux-de-Fonds.
A partire da questa data la Maison svizzera è stata sinonimo di eccellenza ed innovazione, che trovano espressione in segnatempo dall’elevato contenuto tecnico che hanno segnato importanti tappe evolutive: il cronografo da tasca nel 1919, il primo cronografo da polso nel 1935, arrivando sino al doppio cronometraggio del 1939. Si tratta di una nuova rivoluzione: la Maison crea un cronografo da polso dotato di un innovativo dispositivo rattrappante che permette, appunto, il doppio cronometraggio sdoppiante, con all’interno un meccanismo della casa produttrice Valjoux.

Il calibro Eberhard 1600 (o 16000), prodotto in esclusiva per l’Azienda di Chaux-de-Fonds sulla base del movimento Valjoux 65, nella varietà a pulsante più slitta, presenta un diametro di 36.0 mm, pari a 16”’ linee, carica manuale e registro 30 minuti. L’orologio ha 17 rubini, lo scappamento ad ancora, il bilanciere monometallico con viti, senza antiurto (negli esemplari più recenti è presente), la spirale Breguet (o piana, nei più recenti) 18000 Alt/h con risoluzione ad 1/5 di secondo, e consente la misurazione dei tempi intermedi, con arresto e rimessa in marcia senza azzeramento.

La massima cura per il dettaglio ricercata dalla Eberhard per questo calibro è testimoniata dal lavoro di bisellatura (“anglage”) su leve e ponti, condotto con grande maestria. Ormai molti anni il nome Eberhard è sinonimo di grande affidabilità, continuando ad essere utilizzato da molte persone che con la loro passione tramandano la storia.

Lo sdoppiante che stiamo illustrando è in oro rosa, di estrema rarità, con le sue condizioni di mantenimento eccezionali dopo circa 80 anni, dà la possibilità al possessore di conservare qualcosa di unico.

Alleghiamo la foto dell’orologio e, com’è nostro solito, illustriamo con un grafico l’andamento del valore nei vari anni, riportando il costo che l’oggetto aveva all’origine ed il corrispettivo odierno, facendo inoltre notare quanto negli anni si sia rivalutato.

Un modello standard dell’orologio in questione, con un costo di circa 15.000 Lire nel 1930, corrispondenti al potere di acquisto odierno di €13.745,00, ad oggi ha raggiunto un valore di circa €30.000, circa il doppio rispetto al prezzo di partenza. Questo dimostra la grande rivalutazione e quindi il grande investimento che questo orologio ha reso.

 

 

Articolo di Fabio Michetti

 

Gioielleria Bonanno