Rétromobile chiama, i collezionisti rispondono: appuntamento dal 28 gennaio a Time On Show 2026

Dal 28 gennaio al 1° febbraio, TIME ON SHOW torna nella capitale francese all’interno di Rétromobile, a Expo Porte de Versailles: un format dedicato all’orologeria da collezione che insiste sul dialogo tra meccanica, cultura del tempo e motori classici. L’edizione 2026 porta con sé un dettaglio simbolico: Rétromobile celebra cinquant’anni, e l’appuntamento “orologiero” si inserisce in quel racconto con un’idea precisa di incontro tra dealer internazionali, appassionati e pezzi rari. Nel parterre degli espositori figura Bonanno Watches, presente sin dalla prima edizione: una continuità che, in un mondo spesso affollato di novità, ha il sapore della coerenza. Tra partnership e scenografie, torna anche la Riva Lounge di Riva Classiche con un Riva Super Acquarama, mentre prosegue la collaborazione strategica con Monaco Legend Group.

Paolo Borgomanero, Luca Cordero di Montezemolo, Auro Montanari, Pier Luigi Santi

Parigi, fine gennaio: quando il tempo prende posto tra i classici
C’è un momento dell’anno in cui Parigi smette di fare la capitale “da cartolina” e si concede il lusso più interessante: quello dell’ossessione ben organizzata. Dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026, TIME ON SHOW rientra in scena all’interno di Rétromobile, negli spazi di Expo Porte de Versailles. Non è un semplice “evento nel evento”: è un’idea curatoriale che mette sullo stesso tavolo due tribù che, in fondo, parlano la stessa lingua—quella della meccanica come cultura, del dettaglio come piacere, della storia come chiave d’accesso al presente.
La precedente edizione lo ha fatto capire con chiarezza: qui si viene per incontrare dealer internazionali, per scoprire e acquistare pezzi rari, per parlare con i protagonisti del settore in un contesto che dialoga naturalmente con l’atmosfera di Rétromobile. E se l’orologeria da collezione ama le date e i numeri, questa edizione porta con sé un numero che pesa: cinquant’anni. Perché nel 2026 Rétromobile celebra il suo cinquantenario, e il fatto che TIME ON SHOW continui a vivere dentro quel perimetro racconta un’ambizione precisa: stare dove la memoria meccanica non è nostalgia, ma competenza.

Un hub selettivo, senza fretta: il formato che piace ai collezionisti
Nel lessico degli eventi si abusa della parola “community”. Qui, invece, l’impressione è più concreta: TIME ON SHOW si presenta come un hub dell’orologeria d’eccellenza (senza che la frase debba diventare slogan), un luogo che funziona perché si concentra su una cosa sola: far incontrare domanda e offerta, passione e conoscenza, desiderio e verifiche. L’impianto è dichiarato: il focus è vintage e da collezione, con la possibilità di dialogare, confrontare, capire.
E poi c’è la cornice, che a Parigi non è un dettaglio secondario. Rétromobile è da sempre una liturgia per chi ama i motori storici: oggetti nati per correre che, col tempo, diventano architetture mobili. Inserire lì un format dedicato all’orologeria significa accettare una regola non scritta: non basta “mostrare”, bisogna saper raccontare. Non sorprende, allora, che l’evento sia promosso da BolognaFiere e ideato da Pier Luigi Santi, insieme a Paolo Borgomanero e Auro Montanari (“John Goldberger”), nomi che—nel loro ambito—indicano metodo prima ancora che gusto.

Giovanni Bonanno

Bonanno Watches: la continuità come scelta editoriale
In mezzo a date, partnership e liste di espositori, c’è un dettaglio che merita un capitolo: la presenza di Bonanno Watches, annunciata tra gli espositori della rassegna parigina, con un dato che tu vuoi mettere al centro: c’è sin dalla prima edizione.

Nel mondo del collezionismo la continuità non è un automatismo; è una decisione, quasi una forma di stile. Tornare—anno dopo anno, debutto dopo debutto—significa riconoscere in un format una grammatica condivisa: l’idea che il valore non stia solo nel pezzo raro, ma nel contesto in cui lo si discute. TIME ON SHOW, per sua natura, chiede agli espositori di fare una cosa specifica: non limitarsi all’esposizione, ma praticare la conversazione competente. È lì che la presenza “dalla prima edizione” diventa più di una nota: è un modo di dichiarare appartenenza a un certo tipo di scena, quella che preferisce la verifica all’effetto e l’esperienza all’annuncio.

E c’è un altro aspetto: Parigi, per chi vive di orologi e di storie, è un palcoscenico severo. La città è piena di seduzioni facili; un evento come questo, invece, sembra voler stare dalla parte dell’ossessione ragionata. In questo quadro, una presenza stabile come Bonanno Watches non si legge solo come “partecipazione”: è un segnale di continuità con la cultura del secondo polso da collezione, portata in un contesto che parla internazionale senza bisogno di alzare la voce.

Monaco Legend Group e Riva Classiche: alleanze che fanno sostanza
Il comunicato evidenzia una collaborazione strategica con Monaco Legend Group, casa d’asta specializzata in orologi da collezione, guidata dal presidente e shareholder Davide Parmegiani, indicato come figura di riferimento del mercato globale. È una presenza che sposta l’attenzione su un fatto semplice: oggi il collezionismo vive anche di aste, di risultati, di cataloghi—ma soprattutto di fiducia. E le alleanze, in questo tipo di eventi, servono a ribadire che la filiera del collezionismo non è fatta solo di vetrine: è fatta di competenze, garanzie, relazioni.
Poi c’è la parte più cinematografica—ma non per questo meno coerente: la partnership con Riva Classiche come Main Partner, con la Riva Lounge pensata per ospiMtare espositori, clienti, buyer e appassionati. All’interno, la presenza dell’iconico “Riva Super Acquarama” e di una Riva Boutique con oggetti dedicati. Qui l’orologeria incontra un altro feticcio della meccanica elegante: il motoscafo come idea di tempo libero, di artigianalità, di design funzionale. È il tipo di scenografia che non serve a “decorare” l’evento, ma a rafforzarne il linguaggio: meccanica come stile di vita, non come semplice oggetto.

Un evento locale che parla globale: Emirati e New York sullo sfondo
Dentro il comunicato c’è anche una frase che vale come dichiarazione di intenti: TIME ON SHOW prosegue il percorso di crescita globale e, nel 2026, indica l’avvio del progetto di internazionalizzazione negli Emirati Arabi e a New York City. Parigi, quindi, non è solo una tappa “europea”: è un laboratorio in cui il format continua a misurarsi con pubblici diversi, mantenendo un’identità definita.
La cosa interessante è che questa ambizione non viene raccontata come fuga in avanti, ma come continuità del metodo: portare l’orologeria vintage e da collezione dove esiste un mercato vivo, e dove l’idea di “eccellenza meccanica” può dialogare con altri ecosistemi culturali. In questo senso, l’edizione parigina 2026 si legge come un nodo di rete: abbastanza radicato in un contesto storico (Rétromobile, cinquant’anni) e abbastanza proiettato da immaginare un altrove (Emirati, New York) senza cambiare pelle.

Gli espositori: una mappa di nomi, una promessa di storie
Il parterre indicato nel comunicato è una lista che funziona come mappa: Alessio Zenga, Bonanno Watches, Cacciari Salvati, Caso Watches, De Simone – Watches in Rome, Lema, Monaco Legend Group, Muratori, Nautilus Watches, Tempvs, Vintage Time Collective, Matt spirit, Watches Investments, Watch print. Dentro una lista così, l’appassionato non legge solo “chi c’è”: legge “che conversazioni potrebbero nascere”.

E proprio qui torna utile il dettaglio da cui vuoi partire: la presenza di Bonanno Watches sin dalla prima edizione non è solo una notazione cronologica. È una piccola trama di continuità dentro un ecosistema che, per definizione, vive di varianti, serie, provenienze, ritorni. Se il collezionismo è anche un modo di leggere il tempo—non solo di misurarlo—questa è una di quelle righe che vale la pena sottolineare.

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