A Ginevra il tempo si racconta: Watches and Wonders 2025

Dall’1 al 7 aprile, Watches and Wonders Geneva 2025 trasformerà la città in un palcoscenico per l’orologeria. Sessanta marchi, esperienze su misura e un programma diffuso tra esposizione, tecnologia e cultura: il tempo non sarà più soltanto una misura, ma un racconto da vivere.

C’è un momento, ogni anno, in cui il ticchettio si fa racconto. E succede a Ginevra, dove l’orologeria torna a vestirsi di futuro. Martedì prossimo, le porte del Palexpo si apriranno sulla nuova edizione di Watches and Wonders Geneva, che quest’anno si preannuncia più densa, più aperta, e forse anche più curiosa. Sessanta i marchi attesi, tra cui Bulgari — al suo debutto — e sei nuovi indipendenti. Una geografia del tempo che mescola le architetture solide dei grandi gruppi ai contorni più liquidi dei piccoli atelier, come a suggerire che il ritmo del mondo si disegna oggi su molteplici quadranti.

Per il pubblico, l’appuntamento vero comincia sabato 5 aprile, quando dopo quattro giorni dedicati agli addetti ai lavori, il Salone si offrirà agli appassionati. La parola d’ordine, quest’anno, è personalizzazione. Non si tratta più soltanto di osservare da dietro un vetro, ma di costruirsi un percorso: prenotare una presentazione riservata, partecipare a una visita guidata o semplicemente perdersi tra stand e creazioni. Un invito, più che un itinerario, a lasciarsi sorprendere.

C’è poi il LAB, che sembra uscito da una novella di Jules Verne: uno spazio di sperimentazione dove start-up, maison e scuole dell’orologeria metteranno in mostra progetti e prototipi. Il futuro dell’orologeria — e di chi la costruirà — passa anche da qui, tra stampa 3D, sostenibilità e nuove forme di apprendimento. Accanto, l’Auditorium accoglierà esperti e brand per incontri e conferenze. E per chi cerca coordinate meno convenzionali, ci sarà Longitude Zero, una mostra che invita a viaggiare lungo il Meridiano di Greenwich per scoprire i segni del tempo. Letteralmente.

Ma Watches and Wonders non si ferma ai padiglioni. Con In the City, la rassegna si diffonde nel cuore di Ginevra, tra boutique e spazi pubblici. Un programma gratuito, pensato per avvicinare il pubblico e, forse, per ricordare che l’orologeria — prima di essere tecnica — è cultura. Giovedì sera il momento clou: un concerto a sorpresa, di cui per ora si sa solo che ci sarà.

Chi invece preferisce il dietro le quinte potrà fare un salto al Village Horloger, sul Pont de la Machine, dove apprendisti e maestri artigiani racconteranno i mestieri che tengono in piedi questa industria. Non è una rievocazione nostalgica, ma una realtà viva, che guarda avanti: basti pensare che le qualifiche nazionali SwissSkills per la microtecnica si terranno quest’anno proprio durante il Salone, per la prima volta. Anche questa sarà visibile in diretta dal villaggio.

Infine, a tenere insieme tutto, un filo narrativo che esplora il tempo in modi meno ortodossi: proiezioni, conferenze, letture. La libreria Payot, partner dell’evento, curerà un palinsesto che attraversa la filosofia, la scienza e la letteratura. Perché, come scriveva Italo Calvino, “la fantasia è un posto dove ci piove dentro”. E l’orologeria, nei suoi momenti migliori, sa ancora farci immaginare.

Watches and Wonders non si propone di riscrivere la storia del tempo. Ma a modo suo, ogni primavera, ci ricorda che il tempo — se lo si guarda con attenzione — può ancora meravigliare.

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