Tra passione e mercato: Rutger Kooijman racconta Amsterdam Vintage Watches

Amsterdam Vintage Watches è una realtà in crescita nel panorama dell’orologeria d’epoca, con sede nel cuore di Amsterdam. Nata come impresa di famiglia, vanta oggi una solida reputazione internazionale ed è seguita da migliaia di appassionati sui social media, in particolare su Instagram e YouTube, dove propone contenuti originali e guide dedicate al collezionismo.

Uno dei suoi volti più noti è Rutger Kooijman, responsabile delle attività di sales & buying: appassionato di orologi fin dalla giovane età, si distingue per la sua visione aperta alle nuove tendenze e per la capacità di intercettare i gusti di una clientela sempre più giovane.

Intervista di Paolo Gobbi

Rutger Kooijman ci racconta come Amsterdam Vintage Watches abbia scelto di puntare sulla qualità, sull’educazione del pubblico e su un approccio “fresco” al collezionismo, in una città che è da sempre crocevia di culture e innovazioni. Non mancano curiosità su orologi rari, aneddoti di viaggio (come quello di un Patek Philippe 6098 ritrovato in Italia) e riflessioni su come il mercato olandese si differenzi da quello italiano — e da quello americano o asiatico. Un mix di passione, competenze e sguardo internazionale che rende Amsterdam Vintage Watches un punto di riferimento per collezionisti esperti e neofiti in cerca di orologi davvero speciali.

Cosa cercate quando scegliete un orologio per Amsterdam Vintage Watches?

«A dire il vero, siamo ancora un team abbastanza giovane, per quanto lavoriamo in questo settore già da qualche anno. Ci definiamo un po’ i “nuovi arrivati”, quindi cerchiamo orologi che si distinguano e che possano attrarre una clientela leggermente più giovane.
Molti dealer tradizionali, con decenni di esperienza, sono concentrati sui classici da collezione (Submariner vintage, GMT, Daytona, ecc.). Ci sono già tantissimi professionisti che vendono questo tipo di orologi. A noi, invece, interessa proporre qualcosa di diverso e un po’ meno tradizionale, per intercettare gusti diversi e un nuovo pubblico.»

Puoi parlarci di un orologio raro che avete trovato di recente? Ha una storia particolare?

«Recentemente abbiamo acquistato e venduto un Patek Philippe 6098 in acciaio, un orologio in condizioni strepitose, praticamente come nuovo. Lo abbiamo comprato da un signore in Italia che, insieme a suo padre, gestiva una sorta di banco dei pegni vicino a un casinò.
Ai tempi, chi perdeva grosse somme al casinò andava da loro a vendere o impegnare gli orologi. Succedeva spesso che gli orologi in oro venissero fusi, mentre quelli in acciaio, insieme ai vari pezzi di ricambio, venivano conservati. Con gli anni si è creata una piccola collezione in cassaforte che ora, di tanto in tanto, questo signore decide di vendere. Gli esemplari che ci propone sono sempre in condizioni davvero eccellenti. Per noi è bellissimo poter accedere a un tesoretto del genere.»

Cosa hanno in comune Amsterdam Vintage Watches e Bonano Roma, in quanto leader nei rispettivi mercati?

«Credo che per entrambi sia fondamentale la fiducia conquistata negli anni. Siamo molto visibili sui social media, e ci mettiamo la faccia: gestiamo canali YouTube, Instagram, e lo stesso fanno a Bonano, dove Gianluca e Giovanni compaiono spesso in prima persona. Questo approccio aiuta a instaurare un rapporto di trasparenza con i clienti. Così sanno che, se acquistano da noi o da Bonano, vanno sul sicuro. E se mai dovesse esserci qualche problema, sanno che possono contare su di noi.»

Quali differenze vedi tra il mercato olandese e quello italiano degli orologi vintage?

«L’Italia ha una lunga tradizione di collezionismo, fin dagli anni ’80 e ’90, con grandi estimatori di orologi vintage e referenze importanti, come i Rolex “Paul Newman”. In Olanda, fino a una decina di anni fa, non c’era una vera e propria cultura del collezionismo di orologi vintage.
Noi di Amsterdam Vintage Watches ci siamo impegnati a far crescere questo mercato, attirando un pubblico più giovane. Di conseguenza, da noi non c’è lo stesso “zoccolo duro” di collezionisti tradizionali come in Italia. È un mercato in evoluzione, più legato a tendenze e mode, anche perché spesso si tratta di acquirenti più giovani, con un budget diverso e una propensione all’acquisto più “fresca”.»

Che differenza c’è tra i collezionisti europei rispetto a quelli asiatici o americani?

«Dico la verità: come azienda commerciale, spesso ci fa piacere vendere a collezionisti americani o asiatici, perché tendono a spendere con più facilità. Tuttavia, credo che in Europa ci sia una conoscenza più approfondita del mercato vintage. Parliamo di appassionati più “sofisticati”, forse perché in Europa la cultura dell’orologio da collezione è radicata da più tempo.
Al contrario, in certe zone dell’Asia o degli Stati Uniti è un fenomeno esploso più tardi e può capitare che ci sia meno attenzione ai dettagli di originalità e conservazione, o che si compri più d’impulso. Poi, ovviamente, esistono collezionisti competenti dappertutto, ma a livello statistico ho notato questa differenza.»

Foto © Amsterdam Vintage Watches

Come gestite le esigenze di collezionisti esperti e principianti?

«Uno dei punti di forza di Amsterdam Vintage Watches è la volontà di educare la nostra clientela, specie quella nuova. Sin da quando abbiamo iniziato, abbiamo prodotto video su YouTube, tutorial e contenuti sui social, spiegando le basi ai più giovani, a chi aveva 16-25 anni e cercava magari il suo primo Rolex Datejust. Così, un orologio che costava 3-4 mila euro diventava un acquisto “accessibile” in termini di collezionismo.
Abbiamo puntato su questa strada perché non aveva senso cercare di vendere da subito referenze rarissime a collezionisti navigati; c’erano già dealer ultra-specializzati. Noi invece ci siamo posizionati come “nuova generazione”, puntando sulla passione e sulla divulgazione.»

 

In che modo i tuoi gusti personali influenzano gli acquisti dell’azienda?

«Siamo in tre in azienda: io, Jasper e Ramon. Siamo tutti molto diversi: Jasper è talmente appassionato che, se fosse per lui, compreremmo orologi ogni giorno senza mai rivenderli, perché vorrebbe tenerseli! Io e Ramon, invece, siamo un po’ più commerciali: valutiamo quali siano gli orologi interessanti sul piano del mercato e del marketing.
Alla fine è un buon equilibrio: Jasper pensa come un collezionista puro, io e Ramon facciamo più attenzione al lato economico. Tutto ciò ci permette di bilanciare bene le scelte d’acquisto e di vendita.»

 

Quali tendenze interessanti vedi nel collezionismo di oggi?

«Dopo il boom di qualche anno fa, con listini altissimi e un mercato un po’ “fomentato” da certi modelli, ora vedo un ritorno a orologi più particolari ma ancora accessibili.
Per esempio, stanno tornando in auge referenze con quadranti in pietra, gem-set, bracciali particolari: orologi un po’ “funky” e non necessariamente i soliti Daytona o Submariner in acciaio. Spesso costano meno rispetto ai grandi classici e permettono di distinguersi. Così non capita di entrare in un ristorante e vedere altre dieci persone con lo stesso modello. È una tendenza interessante per i nuovi collezionisti, che trovano prezzi più sostenibili e modelli più unici.»

La sede di Amsterdam Vintage Watches

Collezionare o investire: cosa è più importante per te?

«Personalmente, trovo che la passione venga prima. Se si collezionano orologi di qualità e in buono stato, alla lunga l’investimento si ripaga. Se invece uno pensa solo a guadagnarci, spesso perde di vista i fondamentali: autenticità, condizioni, provenienza.
Capita che si cerchi l’offerta più bassa in rete, per poi scoprire che l’orologio ha parti sostituite o refittate. Così rischi di perdere soldi. Invece, chi compra per amore e sceglie con cura, di solito alla fine fa anche un buon affare.
Come diciamo sempre: il miglior investimento è la gioia di collezionare. Se l’orologio si svaluta, almeno resta il piacere di indossarlo.»

Hai mai tenuto per te un orologio? Collezioni a livello personale?

«Non sono un vero collezionista. Se mi paragoni a Jasper, lui terrebbe tutti gli orologi! Io sono più minimalista e spesso indosso lo stesso orologio per mesi. Vedo tanti orologi ogni giorno per lavoro e, alla lunga, mi “abituo” e mi appassiono meno a possederli stabilmente. Quindi no, non accumulo e non ho una collezione importante.»

Qual è l’orologio che, secondo te, ogni collezionista dovrebbe avere? In Italia quasi tutti iniziano con il Submariner…

«È il classico “primo sportivo” di Rolex. In Olanda è diverso, ma io consiglierei comunque un Rolex Day-Date: un orologio da indossare ogni giorno, disponibile in tante varianti, a un prezzo relativamente accessibile se si confronta con altri segnatempo di fascia altissima. Con 15-25 mila euro si può trovare un Day-Date di gran qualità. Ed è un pezzo che dà un’enorme soddisfazione, senza dover spendere cifre folli.»

Quali sono i futuri obiettivi di Amsterdam Vintage Watches?

«Nel tempo abbiamo cambiato approccio. Prima facevamo molto marketing su YouTube e sui social, puntando su un volume di vendita piuttosto alto (anche oltre 100 pezzi al mese), ma rischiava di diventare difficile mantenere certi standard qualitativi.
Oggi ci concentriamo su un numero di clienti più ristretto, diciamo 15-20 collezionisti “fedeli” con cui collaboriamo per comprare e vendere orologi, quasi come se gestissimo le loro collezioni. È più appagante: trattiamo pezzi rari e lavoriamo con persone super appassionate, con cui c’è un contatto quotidiano. È diverso dal semplice vendere un orologio a chi poi non rivedi mai più.»

Ultima domanda: cosa possono imparare Amsterdam Vintage Watches e Bonano Roma l’uno dall’altro?

«Bonano ha un’esperienza enorme, accumulata in tanti anni di attività, e questo si riflette nella tipologia di clientela, spesso più “storica” o più grande di età. Noi invece ci rivolgiamo spesso a collezionisti tra i 20 e i 30 anni.
Penso che noi possiamo imparare tantissimo dall’esperienza di Bonano nel gestire collezioni prestigiose e un pubblico più tradizionale. D’altra parte, probabilmente noi possiamo insegnare qualcosa a livello di marketing digitale, social media e approccio a un target più giovane.
Se uniamo la loro esperienza e il loro bacino di clienti con la nostra competenza nel marketing e nella comunicazione online, possiamo davvero offrire un servizio completo a ogni tipo di collezionista.»

Grazie mille del tuo tempo, Rutger!

«Grazie a voi! È stato un piacere.»

Foto © Amsterdam Vintage Watches

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