Orologi moderni Orologi vintage

Rolex 6263 Brown

Siamo agli inizi degli anni ‘70 , alla continua ricerca di un miglioramento dal punto di vista dell’impermeabilità.

02

La casa con il marchio pentastellato “ROLEX” introduce alcune modifiche rispetto alle precedenti versioni con pulsanti a pompa, ripristinando l’utilizzo dei pulsanti a vite e di una corona di dimensioni maggiori, già sperimentati sulla precedente ref. 6240 prodotta solo in acciaio.

 

Impermeabilità dichiarata: – 50 mt (165 piedi) fino ai primi anni ’80 c.a.; – 100 mt. (330 piedi) fino a termine produzione, movimento Valjoux, calibro 727.

La ref. sopra citata “6263”, viene prodotta in acciaio, oro 14 k e oro 18 k, con quadrante standard bicolore, caratterizzato dalla presenza della scritta OYSTER a garanzia di impermeabilità. Modelli con quadrante Newman vengono prodotti soltanto nei primi anni. La scritta DAYTONA, introdotta solo sui modelli in acciaio a partire dalla metà degli anni ’70 circa, viene sempre stampata in rosso e posizionata lungo la curvatura del contatore ore.

rolex_6265_-brown_03

fullsizerender-2
fullsizerender

Come voi tutti sapete , ROLEX ci ha sempre regalato, e continua a regalare, tutto questo, avvolto da un mistero che fa sognare.

Ad aggiungersi a quanto descritto, come se la realtà si avvicinasse alla favola in un mondo pieno di colori, appare il quadrante virato brown del 6263 sopra in visione . Non sappiamo cosa sia avvenuto negli anni, possiamo solo contemplare questo esemplare di estrema bellezza e rarità. Alleghiamo un grafico che mostra il valore di un orologio standard ref. 6263 in acciaio , tornando indietro nella storia fino a i giorni nostri.

chart_base

Il prezzo di vendita espresso in euro nel 1974 su modello 6263 standard, è riferito al potere di acquisto dei giorni nostri.
Fonte: Istat.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex Daytona ref.6241

SIAMO NEGLI ANNI 60, DA SEMPRE ROLEX RISERVA GRANDE ATTENZIONE ALLA PROPRIA STRATEGIA PUBBLICITARIA, SAPENDO SCEGLIERE I TESTIMONIALS PIÙ ADATTI PER PROMUOVERE ADEGUATAMENTE I NUOVI MODELLI. 
TUTTAVIA SONO ALCUNI PERSONAGGI FAMOSI COMPARSI IN PUBBLICO INDOSSANDO UN OROLOGIO ROLEX AD AVERE INDIRETTAMENTE GARANTITO UN RITORNO PUBBLICITARIO ANCORA MAGGIORE, PUR NON AVENDO NESSUN LEGAME UFFICIALE CON LA CASA CORONATA.

02

Certamente il binomio più famoso è quello costituito da Paul Newman e dal Rolex Cosmograph Daytona. Tutto ha inizio nel 1969, quando il film Winning, una pellicola dedicata al mondo delle corse automobilistiche, viene proposto anche in Italia con il titolo Indianapolis, pista infernale. 

06

Le specifiche locandine pubblicitarie per il mercato italiano mostrano il famoso attore con al polso un cronografo Rolex ref. 6239 con quadrante exotic, che da lì a poco verrà conseguentemente ribattezzato “Paul Newman” dagli appassionati.  Il Rolex Daytona della foto, ref. 6241 del 1968, rappresenta un’innovazione doppia per la casa pentastellata.

05
04

Con questo orologio si riscontrano duplici funzionalità: lunetta con scala tachimetrica per la misurazione della velocità su un chilometro e pista circolare nell’estremita’ del quadrante, con un colore differente a quest’ultimo, per la visualizzazione del tempo. Questi particolari lo rendono estremamente utile in quegli anni, dove gli strumenti erano ancora non troppo evoluti e così viene utilizzato da molte persone.  Il meccanismo che viene utilizzato dalla casa pentastellata, è Valjoux 722-1, un movimento “calibro ” affidabile, tra i migliori che il mercato proponeva, che viene modificato da Rolex per renderlo consono ai propri canoni.    Questo splendido orologio, sta’ regalando ormai da tanti anni, un crescita del proprio valore, una rivalutazione stabile.
Alleghiamo un grafico che mostra il valore di un orologio standard ref. 6241 in acciaio, tornando indietro nella storia fino a i giorni nostri.

chart_base

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Rolex GMT Master “I Gilt dial”

Verso la metà degli anni ’50 i vertici della “PAN AMERICAN” , allora leader del trasporto aereo mondiale, invitarono la ROLEX S.A. a studiare un modello di orologio adatto a piloti e al personale in volo così da alleviare gli effetti del “jat-lag” e dotarli di uno strumento adatto ad indicare un secondo fuso orario. Da questo studio congiunto nacque il “GMT MASTER”, primo orologio della maison svizzera che riusciva a centrare ,con la semplicità di una sfera fatta a “freccina”, l’obbiettivo preposto.

Era il 1956, il modello aveva referenza 6542, si riconosceva immediatamente per la ghiera rosso blu in ba-chelite ( resina plastica molto fragile) tarata con le 24 ore, e da allora , passando svariate forme di cassa, di quadrante e di sfere, non ha mai più lasciato i listini rolex , lo troviamo infatti ancora ai giorni nostri sempre con la sua solida ghiera graduata, con la sua freccia e col suo fascino immutabile dopo oltre 50 anni.

La freccia con lo stelo rosso è pur cambiata nel tempo, la punta è diventata più grande e alla fine lo stelo è diventato verde; i movimenti si sono via via sempre più affinati e perfezionati; l’inserto ghiera prima
in bachelite è diventato poi in alluminio poi in ceramica; i quadranti che all’inizio erano belli lucidi sono diventati opachi per poi tornare lucidi; casse che prima non avevano protezione della corona di carica e poi l’avevano a punta e alla fine l’avevano stondata; tutto alla fine porta a decine di modelli tutti diversi per piccoli particolari an volte apprezzabili solo dai più esperti.

I più affascinanti, ad esclusione del capostipite 6542 che per forza di cose è il “top” dei gmt rolex, sono i 1675 che nascono nel 1959, lo sostituiscono, e ci accompagnano al polso fino agli inizi degli anni ’80.
Il 1675 è il GMT per eccellenza, e specialmente bellissimo nei primi anni di produzione quando era dotato di quadranti “gilt” (fondo lucido) con scritte oro: pochi fronzoli e molta sostanza, calibri robusti e precisi, cassa in acciaio con gradevolissime spallette di protezione a punta fino alla metà degli anni ’60, freccia GMT con punta piccola (freccino) , una sportività così sobria da poter essere indossato in tutte le occasioni, ed ancora oggi molto fascinoso come vintage da intenditore.

Parlavamo dei quadranti gilt: il sistema di fabbricazione era molto elaborato, la base veniva immersa in un bagno galvanico dorato, poi venivano applicate delle matrici a tampone dove dovevano rimanere le scritte e indici, successivamente altro bagno galvanico per dare il nero poi eliminazione dei tamponi (per questo le scritte e tutti i particolari dorati dei quadranti gilt sembrano tutti infossati) e finale trattamento con vernici lucide e applicazione del materiale luminescente sugli indici. Risultato finale estremamente gradevole e di una profondità ed effetto che difficilmente possono raggiungere addirittura i quadranti odierni. La totale lucentezza dello “zapon” (la vernice lucida di finitura) accostato allo stacco delle scritte dorate quasi incise, e al rilievo degli indici trattati con abbondante trizio, in certe angolazioni di luce, crea un effetto magico ed estremamente raffinato, che specialmente se accostato dalla patina che il tempo ha creato sulla superficie, da’ al collezionista, e non solo a lui, un emozione unica.

Molto varie le tipologie di quadranti gilt che si sono susseguite nei 1675 GMT : all’uscita ,nel 1959-60, troviamo poche centinaia di esemplari con minuteria continua ( così denominati perchè avevano un cerchio a bordo quadrante che congiungeva tutte le estremità degli indici dei secondi) con scritta ad ore 6 , Officialy Certified Chronometer (OCC), praticamente lo stesso tipo che “indossava” il loro “babbo” 6542; seguiran-no fino a circa il 1964 sempre i minuteria continua con diverse grafiche ma con scritta ad ore 6 Superlative Chronometer Officially Certified (SCOC), poi da fine ‘64 a fine produzione gilt ( circa 1967) scompare il cerchio che univa gli indici dei secondi ed appaiono nella produzione Rolex i quadranti detti a “minuteria aperta”. Gradevoli intermezzi si hanno nel ‘63 e ‘64 con quadranti gilt minuteria aperta con una piccola linea (underline o underlined) sotto la scritta SCOC a ore 6, specialmente molto rara ed apprezzata la gra-fica del 1963 underline minuteria aperta indici dei secondi lunghi, che in certi casi aveva la doppia scritta swiss sotto l’indice ad ore 6, queste ultime sembra siano state prodotte per la sola commercializzazione nel mercato d’oltre oceano. Esistono comunque anche underline con minuteria chiusa, anch’essi molto rari. I quadranti underline a detta di molti sembra fossero delle “prove” per vedere l’effetto della futura definitiva eliminazione della minuteria continua dai quadranti gilt , ma col tempo abbiamo imparato che era il segno di uso del trizio in luogo del radio per le parti luminescenti.

La rarità dei GMT con quadranti gilt in ottimo stato è risaputa da tutti: come reperibilità i più difficili sono gli OCC seguiti dagli underline per non parlare poi di quelli personalizzati con scritte o loghi particolari.

l’anno 1964 è la svolta della produzione del 1675; infatti in quell’anno la cassa perde i caratteristici “corni-ni” per fare posto a spallette di protezione più stondate, inoltre a causa della normativa americana sull’uso di materiali radioattivi viene aggiunta alla scritta “swiss” sotto l’indice ad ore 6 la dicitura “T>25” ad indicare l’emissione di radiazione delle parti luminescenti del quadrante. Lo stesso diventerà come detto prima a “mi-nuteria aperta” sempre a finitura lucida e scritte oro fino quasi al 1968, quando farà posto ai classici quadran-ti “matt” (nero opaco) con scritte bianche, ma questo, come direbbero gli scrittori inglesi, è un altro discorso.

capostipite 6542, qui nell’ultima versione del 1958/59
di questo orologio esistono 2 tipi di quadranti preserie (scritte rosse) e 4 tipi normali

01

Qui un 1675 con una pubblicità del 1961.

untitled-1

qui il primo modello 1675 OCC del 1960…. ricordate che solo entro i 600.000 di cassa possiamo rientrare in questa tipologia di quadrante…

04

ecco il primo modello SCOC, sempre primi anni ‘60… riconducibile alla produzione 1960/’61

05

nel 1962 molti quadranti avevano il cosiddetto “punto esclamativo” sotto l’indice rettangolare ad ore 6…..

06

i quadranti minuteria continua continuano fino alla fine produzione cornini nel 1964, ma nel 1963 vengono affiancati dai transizionale con quadrante senza min continua e doppia swiss (esistono anche singola swiss) con underline ( e senza)…. si tratta delle prime prove del successivo definitivo abbandono delle minuterie chiuse nel ‘65 e caratterizzato dal posizionamento degli indici (pallettoni) più vicini al rehaut. io amo chiamare questi quadranti “indici lunghi”….

07

09

anche esempi di minuterie chiuse con underline sempre nel 1963 circa….

10

12

e ora una piccola carrellata di quadranti del 61/62/63/64…
un doppia swiss indici lunghi underline del 1964 personalizzato Serpico y Laino… sembra comunque che questi quadranti ad indici lunghi siano stati prodotti esclusivamente per il mercato americano.

13

indici lunghi underline swiss singola…

15

altro swiss singola underline

16

 

bellissimo esempio di minuteria chiusa del 1961

17

quadrante swiss underline alto

18

Ricordate che sia i min continua che i min aperta swiss sono convissuti negli anni 1963-’64 fino all’entra-ta in vigore delle leggi sulle radiazioni… quindi potete trovare tutte le tipologie di quadrante fino al seriale 1.100.000 circa. altro discorso vale per le casse cornino, che a mio modesto parere sono durate fino a circa 1,2 milioni.
Il freccino comunque e sempre di sicuro su tutti i 6542 e su tutti i 1675 cassa cornino.

19

dal 1965 circa cambia tipo di cassa…. ed i quadranti si unificano tutti con indici corti insieme alla scritta T>25….. tali quadranti saranno montati fino al 1967 sicuro, è possibile anche qualche esemplare del ‘68. quanto al freccino, io tenderei a renderlo “obbligatorio” fino al 1967, ma è una mia ipotesi. praticamente questo modello non ha differenze evidenti negli anni di produzione (1965-1968 circa). qui modello del ‘65 tropicale con freccia grande ( sostituita negli anni) come l’inserto che è notoriamente più recente (inserto nero solo con l’avvento dei 16750 IMHO).

20

e un classico esemplare gilt del 1965/66

21

raro esemplare di quadrante gilt radiale t<25

22

Articolo di:  Marco Di Falco

Gioielleria Bonanno

Rolex 6239 the “Priest”

Rolex 6239
L’evoluzione della referenza 6238 prende il nome di COSMOGRAPH per evocare le imprese spaziali degli anni ‘60, e rappresenta la nuova generazione di cronografi con tasti a pompa, simile ai precedenti modelli, ma con la differenza che per la prima volta viene utilizzata una lunetta graduata per misurare la velocità.
La prima serie di COSMOGRAPH nasce con la referenza 6239, e con numeri di matricola intorno ai 900.000 (1963); per la seconda, invece, questi partono da circa 1 milione (1964 circa).

rolex_6239_priest

Quest’ultima ha, nella maggior parte delle produzioni, una lunetta seconda serie che presenta, come la precedente, una scala a 300 unità per ora, ma con misurazione di intervalli di un’unità fino a 100 e intermedi a 225 e 250.

rolex_6239_priest_01_02

Il quadrante mantiene le scritte ROLEX COSMOGRAPH in alto, sotto la corona Rolex; in basso il quadrante ha la nuova scritta T SWISS T, che rimarrà in uso anche su tutte le successive produzioni di quadranti per DAYTONA fino ad oltre metà degli anni ‘90. Il movimento meccanico viene utilizzato un calibro 722 Valjoux personalizzato.

rolex_6239_priest_01_01_02

rolex_6239_priest_01_03

Questo orologio ormai storico per la sua primogenita caratteristica, già di estrema rarità, viene presentato a voi con un inedito quadrante con grafiche bianche: THE PRIEST.
È proprio questo il nome riportato sul libro di Pucci Papaleo, per via della scritta COSMOGRAPH bianca, ed al momento se ne conosco solo due esemplari.

Il nostro è proprio quello presente nel libro, ha una certificazione dell’autore ed è in condizioni praticamente eccezionali.

rolex_6239_priest_pucci-papaleo

Alleghiamo un grafico dell’andamento ormai consolidato di un modello standard 6239, dove potete vedere la grande rivalutazione negli anni, e cercheremo di continuare a regalarvi nuove notizie, per dare ad ognuno la possibilità di trovarne l’interesse voluto.

chart_base2Il prezzo di vendita espresso in euro nel 1967 , è riferito al potere di acquisto dei giorni nostri.
Fonte : Istat .

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno

Daytona 1987 FLOATING

Nascita del primo Rolex cronografo automatico.
Sarà una data da ricordare come scintilla che dà al marchio pentastellato una grande rivalutazione di tutta la sua produzione. Questo deriva dal fatto che l’ormai consolidata casa, non riuscendo a soddisfare la richiesta del mercato, si trova a dover dare lunghi tempi di attesa con conseguente rialzo del valore, cosa che continua anche nei nostri giorni.
Questo è il motivo che spinge ormai le persone a investire su qualcosa di molto remunerativo, che è ormai consolidato da molti anni.

Parliamo del 16520 (primo cronografo automatico).
La casa madre dopo aver scelto il calibro (meccanismo) da utilizzare, per la precisione lo “Zenith 400 El Primero”, con 36000 alternanze ed una frequenza di 5 HZ, utilizzando uno speciale lubrificante a secco a base di Bisolfuro di Molibdeno applicato mediante un procedimento di vaporizazione, che richiedeva attrezzature specifiche ed una manutenzione ogni circa due anni, decide di elaborare profondamente il calibro base Zenith El Primero, tant’è che necessitarono 200 modifiche affinchè potesse essere equiparato ai propri standard qualitativi.
I primi necessari interventi vennero eseguiti per ridurre il numero di alternanze (da 36000 a 28000) e diminuire la frequenza da 5 a 4 HZ. Montarono sul movimento un bilanciere più grande che oscillava ad una frequenza più bassa, comune a tutti i calibri Rolex del momento. Rolex così ha semplificato e migliorato l’affidabilità di tale movimento.

rolex_porcello_100k_bonanno_1

Il bilanciere Rolex ha quattro razze in glucydur con spirale Breguet e sistema di regolazione a microstella. I lubrificanti usati per il 4030 erano quelli fluidi tradizionali, tali modifiche consentano a Rolex di consigliare una revisione ogni 4 anni, tempo quasi doppio rispetto al calibro d’origine.
I movimenti 4030 montati sui Daytona prima serie seriale R ref.16520/3/8 hanno una numerazione compresa tra 10000 e 20000 (numerazione random che tiene conto anche del seriale successivo L). Le prime ghiere (per effettuare misurazioni di velocità) erano a 200 .
Un progettista di questo orologio, recandosi spesso a Parigi con un treno ad alta velocità, passava il tempo divertendosi a misurare la velocità con il suo Daytona 16520 (divertente il fatto che il suo essendo uno dei prototipi, non aveva il seriale e montava quadranti di prova). Il treno viaggiava a molto di più di 200km/h, quindi si rese conto che per il mondo moderno un misuratore con scala a 200 era insufficiente e propose di ridisegnare la scala con un limite più alto (400 uph la prima venne realizzata con intermedio a 225).
Un’altra interessante caratteristica è il quadrante Floating, si pensa prodotto in cento esemplari per ogni versione (oro, acciaio e oro, e acciaio; questa ultima più rara rispetto alle tipologie acciaio e acciaio e oro uguali come quadranti). Questo procedimento di lavorazione era assai lungo e complesso, con esposizione a forni ad alte temperature e poi l’applicazione delle scritte. Quest’ultima a seconda del livello di essiccazione del quadrante, a quando sono state poste le scritte, ha creato i vari livelli di floating (porcellanati 1/2/3 livello).

38d887f3-b67a-4962-90e1-e9891f5b641701

Oggi questa tipologia di orologio da un valore all’origine di circa €1713 è arriva a circa €50000. Viene chiamato il nuovo Newman e con un numero di pezzi prodotti, ripeto circa 100 per l’acciaio contro i circa 300 di un 6263 Newman acciaio (valore attuale 300000), forse avrà un futuro di grande aumento di valore. Vi invito a riflettere sui vostri investimenti futuri è saremo sempre a massima disposizione per accompagnarvi in questo cammino, con la garanzia della nostra ormai storica serietà.

grsafici-2

 

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno