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Rolex GMT Master “I Gilt dial”

Verso la metà degli anni ’50 i vertici della “PAN AMERICAN” , allora leader del trasporto aereo mondiale, invitarono la ROLEX S.A. a studiare un modello di orologio adatto a piloti e al personale in volo così da alleviare gli effetti del “jat-lag” e dotarli di uno strumento adatto ad indicare un secondo fuso orario. Da questo studio congiunto nacque il “GMT MASTER”, primo orologio della maison svizzera che riusciva a centrare ,con la semplicità di una sfera fatta a “freccina”, l’obbiettivo preposto.

Era il 1956, il modello aveva referenza 6542, si riconosceva immediatamente per la ghiera rosso blu in ba-chelite ( resina plastica molto fragile) tarata con le 24 ore, e da allora , passando svariate forme di cassa, di quadrante e di sfere, non ha mai più lasciato i listini rolex , lo troviamo infatti ancora ai giorni nostri sempre con la sua solida ghiera graduata, con la sua freccia e col suo fascino immutabile dopo oltre 50 anni.

La freccia con lo stelo rosso è pur cambiata nel tempo, la punta è diventata più grande e alla fine lo stelo è diventato verde; i movimenti si sono via via sempre più affinati e perfezionati; l’inserto ghiera prima
in bachelite è diventato poi in alluminio poi in ceramica; i quadranti che all’inizio erano belli lucidi sono diventati opachi per poi tornare lucidi; casse che prima non avevano protezione della corona di carica e poi l’avevano a punta e alla fine l’avevano stondata; tutto alla fine porta a decine di modelli tutti diversi per piccoli particolari an volte apprezzabili solo dai più esperti.

I più affascinanti, ad esclusione del capostipite 6542 che per forza di cose è il “top” dei gmt rolex, sono i 1675 che nascono nel 1959, lo sostituiscono, e ci accompagnano al polso fino agli inizi degli anni ’80.
Il 1675 è il GMT per eccellenza, e specialmente bellissimo nei primi anni di produzione quando era dotato di quadranti “gilt” (fondo lucido) con scritte oro: pochi fronzoli e molta sostanza, calibri robusti e precisi, cassa in acciaio con gradevolissime spallette di protezione a punta fino alla metà degli anni ’60, freccia GMT con punta piccola (freccino) , una sportività così sobria da poter essere indossato in tutte le occasioni, ed ancora oggi molto fascinoso come vintage da intenditore.

Parlavamo dei quadranti gilt: il sistema di fabbricazione era molto elaborato, la base veniva immersa in un bagno galvanico dorato, poi venivano applicate delle matrici a tampone dove dovevano rimanere le scritte e indici, successivamente altro bagno galvanico per dare il nero poi eliminazione dei tamponi (per questo le scritte e tutti i particolari dorati dei quadranti gilt sembrano tutti infossati) e finale trattamento con vernici lucide e applicazione del materiale luminescente sugli indici. Risultato finale estremamente gradevole e di una profondità ed effetto che difficilmente possono raggiungere addirittura i quadranti odierni. La totale lucentezza dello “zapon” (la vernice lucida di finitura) accostato allo stacco delle scritte dorate quasi incise, e al rilievo degli indici trattati con abbondante trizio, in certe angolazioni di luce, crea un effetto magico ed estremamente raffinato, che specialmente se accostato dalla patina che il tempo ha creato sulla superficie, da’ al collezionista, e non solo a lui, un emozione unica.

Molto varie le tipologie di quadranti gilt che si sono susseguite nei 1675 GMT : all’uscita ,nel 1959-60, troviamo poche centinaia di esemplari con minuteria continua ( così denominati perchè avevano un cerchio a bordo quadrante che congiungeva tutte le estremità degli indici dei secondi) con scritta ad ore 6 , Officialy Certified Chronometer (OCC), praticamente lo stesso tipo che “indossava” il loro “babbo” 6542; seguiran-no fino a circa il 1964 sempre i minuteria continua con diverse grafiche ma con scritta ad ore 6 Superlative Chronometer Officially Certified (SCOC), poi da fine ‘64 a fine produzione gilt ( circa 1967) scompare il cerchio che univa gli indici dei secondi ed appaiono nella produzione Rolex i quadranti detti a “minuteria aperta”. Gradevoli intermezzi si hanno nel ‘63 e ‘64 con quadranti gilt minuteria aperta con una piccola linea (underline o underlined) sotto la scritta SCOC a ore 6, specialmente molto rara ed apprezzata la gra-fica del 1963 underline minuteria aperta indici dei secondi lunghi, che in certi casi aveva la doppia scritta swiss sotto l’indice ad ore 6, queste ultime sembra siano state prodotte per la sola commercializzazione nel mercato d’oltre oceano. Esistono comunque anche underline con minuteria chiusa, anch’essi molto rari. I quadranti underline a detta di molti sembra fossero delle “prove” per vedere l’effetto della futura definitiva eliminazione della minuteria continua dai quadranti gilt , ma col tempo abbiamo imparato che era il segno di uso del trizio in luogo del radio per le parti luminescenti.

La rarità dei GMT con quadranti gilt in ottimo stato è risaputa da tutti: come reperibilità i più difficili sono gli OCC seguiti dagli underline per non parlare poi di quelli personalizzati con scritte o loghi particolari.

l’anno 1964 è la svolta della produzione del 1675; infatti in quell’anno la cassa perde i caratteristici “corni-ni” per fare posto a spallette di protezione più stondate, inoltre a causa della normativa americana sull’uso di materiali radioattivi viene aggiunta alla scritta “swiss” sotto l’indice ad ore 6 la dicitura “T>25” ad indicare l’emissione di radiazione delle parti luminescenti del quadrante. Lo stesso diventerà come detto prima a “mi-nuteria aperta” sempre a finitura lucida e scritte oro fino quasi al 1968, quando farà posto ai classici quadran-ti “matt” (nero opaco) con scritte bianche, ma questo, come direbbero gli scrittori inglesi, è un altro discorso.

capostipite 6542, qui nell’ultima versione del 1958/59
di questo orologio esistono 2 tipi di quadranti preserie (scritte rosse) e 4 tipi normali

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Qui un 1675 con una pubblicità del 1961.

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qui il primo modello 1675 OCC del 1960…. ricordate che solo entro i 600.000 di cassa possiamo rientrare in questa tipologia di quadrante…

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ecco il primo modello SCOC, sempre primi anni ‘60… riconducibile alla produzione 1960/’61

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nel 1962 molti quadranti avevano il cosiddetto “punto esclamativo” sotto l’indice rettangolare ad ore 6…..

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i quadranti minuteria continua continuano fino alla fine produzione cornini nel 1964, ma nel 1963 vengono affiancati dai transizionale con quadrante senza min continua e doppia swiss (esistono anche singola swiss) con underline ( e senza)…. si tratta delle prime prove del successivo definitivo abbandono delle minuterie chiuse nel ‘65 e caratterizzato dal posizionamento degli indici (pallettoni) più vicini al rehaut. io amo chiamare questi quadranti “indici lunghi”….

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anche esempi di minuterie chiuse con underline sempre nel 1963 circa….

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e ora una piccola carrellata di quadranti del 61/62/63/64…
un doppia swiss indici lunghi underline del 1964 personalizzato Serpico y Laino… sembra comunque che questi quadranti ad indici lunghi siano stati prodotti esclusivamente per il mercato americano.

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indici lunghi underline swiss singola…

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altro swiss singola underline

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bellissimo esempio di minuteria chiusa del 1961

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quadrante swiss underline alto

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Ricordate che sia i min continua che i min aperta swiss sono convissuti negli anni 1963-’64 fino all’entra-ta in vigore delle leggi sulle radiazioni… quindi potete trovare tutte le tipologie di quadrante fino al seriale 1.100.000 circa. altro discorso vale per le casse cornino, che a mio modesto parere sono durate fino a circa 1,2 milioni.
Il freccino comunque e sempre di sicuro su tutti i 6542 e su tutti i 1675 cassa cornino.

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dal 1965 circa cambia tipo di cassa…. ed i quadranti si unificano tutti con indici corti insieme alla scritta T>25….. tali quadranti saranno montati fino al 1967 sicuro, è possibile anche qualche esemplare del ‘68. quanto al freccino, io tenderei a renderlo “obbligatorio” fino al 1967, ma è una mia ipotesi. praticamente questo modello non ha differenze evidenti negli anni di produzione (1965-1968 circa). qui modello del ‘65 tropicale con freccia grande ( sostituita negli anni) come l’inserto che è notoriamente più recente (inserto nero solo con l’avvento dei 16750 IMHO).

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e un classico esemplare gilt del 1965/66

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raro esemplare di quadrante gilt radiale t<25

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Articolo di:  Marco Di Falco

Gioielleria Bonanno

Perché investire in orologi

Siamo sempre stati abituati ad investire in mattoni o in titoli azionari perché più familiari alle nostre orecchie e più sponsorizzati sul mercato. In realtà un’altra fonte d’investimento poco conosciuta ed in continua espansione è il mercato degli orologi di lusso e dei diamanti.
Questo fenomeno è cresciuto di anno in anno superando addirittura come rendita appunto il mattone e gli investimenti bancari per molteplici motivi, tra i quali uno fondamentale i costi di gestione che rispetto ad esempio ad una casa non esistono.

Essere amanti degli orologi è una passione, ma essere appassionati di orologi di lusso come per la Rolex è una passione anche fruttuosa.

Oggi possedere un orologio Rolex è desiderio comune, non solo perché rappresenta uno status symbol, ma perché nessuno come la casa pentastellata è in grado di offrire materiali di prima qualità, accuratezza dei dettagli coniugati ad ottime prestazioni tecniche, da sempre sinonimi di raffinatezza e di lusso ma soprattutto di ricercatezza. Proprio per queste sue caratteristiche ha conquistato chi è solito distinguersi, farsi notare ed ammirare; non per niente ancora oggi veste i polsi dei più famosi leader al mondo e di altre personalità di spicco.

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Quello che è certo è che l’investimento nell’acquisto di un Rolex rappresenta un doppio affare, poiché l’acquirente avrà la sicurezza di indossare l’accessorio più affidabile e di qualità che sia stato prodotto.
Che si parli di un Rolex nuovo e di primo polso, o un secondo polso ma ben conservato, si sa che avrà vita lunga, proprio perché la casa ginevrina è solita garantire il meglio alla propria clientela.
Ed ecco spiegato perché comprare Rolex è un investimento conveniente sotto tutti i punti di vista. Proprio per questi motivi il Rolex è l’oggetto del desiderio, sia di uomini che di donne, giovani o adulti.

Di seguito troverete dei grafici esemplificativi, che illustrano l’incremento di valore di diversi modelli. Nel caso del Rolex 6263 si evidenzia un incremento del 3.400% tra i 1.000,00 € stimati nel 1980 e i 35.000,00 € del 2016; in soli 6 anni il modello 116520 vede un aumento del 33,33%, mentre la versione 16520 Floating passa dal valore di 8.000 € del 1998 ai 50.000,00 € del 2016, con un picco crescente a partire dal 2008 e un’aumento totale del 525%.

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Ma perché un Rolex usato? Proprio per soddisfare questo desiderio da un po’ di tempo a questa parte è andato crescendo il mercato degli orologi Rolex di “secondo polso”.
Il prodotto che questa vetrina offre è generalmente rivolto a due tipi di acquirenti: il primo, solitamente neofita in materia, è colui che vuole un orologio di marca, di ottima fattura e che richiami alla mente una certa idea di status ed eleganza. Il secondo invece è rappresentato dal collezionista o appassionato, alla ricerca di un articolo unico con un suo stile riconoscibile e distintivo, in grado, perché no, di riportare alla memoria un momento storico o un evento ben preciso.
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IL FILO CONDUTTORE CHE LEGA QUESTI DUE TIPI DI ACQUIRENTI È LA RICERCA DI UN RIVENDITORE CHE INCARNI AFFIDABILITÀ NELLA VENDITA, PARLANDO DI GARANZIA E ATTESTATO DI ORIGINALITÀ, E NEL POST VENDITA OVVERO NELLA REVISIONE, IN MODO TALE DA NON RIMANERE SPIAZZATI DA UN EVENTUALE PROBLEMA.

Un Rolex sarà sempre uno di quelli oggetti evergreen che esprime avanguardia, classe ed eleganza senza seguire la moda ma dettandola. Perché aspettare e non soddisfare il vostro desiderio?

 

Articolo di Giovanni Bonannno

Gioielleria Bonanno

Rolex – CINQUE 
LETTERE GENIALI

1908, Hans Wilsdorf voleva che i suoi segnatempo portassero un nome corto, facile da ricordare e da pronunciare in tutte le lingue, e che potesse essere inserito armoniosamente sui quadranti e sui movimenti.
A proposito della scelta del nome, raccontava: 
”Ho provato a combinare tutte le lettere dell’alfabeto, 
in ogni modo possibile. Avevo così a disposizione qualche centinaio di nomi, ma nessuno mi piaceva. Fino a quando una mattina, mentre viaggiavo sul piano superiore di un omnibus trainato da cavalli, lungo la via Cheapside nella City di Londra, uno spiritello mi ha sussurrato all’orecchio: Rolex”.
Quattro anni più tardi, nel 1914, fu la volta del britannico Kew Observatory, che conferì a un orologio da polso Rolex il certificato di precisione di classe “A”, un privilegio che fino ad allora era rimasto appannaggio esclusivo dei cronometri marini. Da quel momento in poi, gli orologi da polso Rolex divennero sinonimo di precisione.

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Rolex si concentrò innanzitutto sulla qualità del movimento. E l’inesorabile ricerca della precisione cronometrica lo portò in breve tempo al successo. Nel 1910, fu un Rolex il primo orologio da polso a ricevere il certificato svizzero di precisione cronometrica, rilasciato dall’Official Watch Rating Centre di Bienna.
La storia di Rolex è indissolubilmente legata allo spirito pionieristico del suo fondatore, Hans Wilsdorf. Nel 1905, a soli 24 anni, Wilsdorf creò a Londra un’azienda specializzata nella commercializzazione di orologi. Iniziò così ad immaginare un segnatempo che potesse essere portato al polso.
Pur non garantendo gli orologi da polso una precisione molto accurata, Hans Wilsdorf riuscì a renderli non solo eleganti, ma anche affidabili. E per convincere il pubblico che segnatempo tanto innovativi erano anche affidabili, li dotò di movimenti piccoli ma estremamente precisi, prodotti da una ditta orologiera della città svizzera di Bienna.

Successivamente, Rolex si spostò a Ginevra, città internazionalmente nota per la sua tradizione orologiera. La società Montres Rolex S.A. venne registrata a Ginevra nel 1920.
Nel 1926 Rolex creò il primo orologio resistente all’acqua e alla polvere, segnando così un punto di svolta nella storia dell’orologeria. Chiamato Oyster, questo segnatempo era dotato di una cassa sigillata ermeticamente, in grado di offrire una protezione ottimale al movimento.

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Dire che un orologio è impermeabile è una cosa. Dimostrare che lo è davvero è tutta un’altra storia. Nel 1927 un Rolex Oyster attraversò incolume il Canale della Manica al polso di una giovane nuotatrice inglese, Mercedes Gleitze.
La traversata durò oltre 10 ore, durante le quali l’orologio rimase in ottime condizioni. Per celebrare l’impresa dell’attraversamento della Manica, Rolex fece pubblicare sulla prima pagina del quotidiano britannico Daily Mail un’inserzione a tutta pagina che annunciava il successo del suo orologio impermeabile. Nacque così il concetto di testimonial.

Nel 1931 Rolex introdusse e brevettò il primo meccanismo a carica automatica al mondo con rotore Perpetual. Vera e propria opera d’arte, questo dispositivo è il progenitore di tutti gli orologi automatici moderni. Rolex partecipa alla prima spedizione di sorvolo dell’Everest con i suoi orologi Oyster, che fanno parte della dotazione di bordo.
I membri dell’equipaggio si dichiarano altamente soddisfatti delle prestazioni dei segnatempo Rolex.

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Rolex ha saputo individuare in una varietà di contesti un’opportunità unica per testare, perfezionare e mettere in mostra l’Oyster. Il mondo dello sport, l’aviazione, le gare automobilistiche e le spedizioni costituiscono, infatti, veri e propri laboratori a cielo aperto in cui mettere alla prova la ricca gamma di caratteristiche tecniche di ciascun orologio.

Articolo di Fabio Michetti

Gioielleria Bonanno