Straordinario: Royal Oak Calendario Perpetuo Scheletrato Ref. 25829OR

L’Audemars Piguet Royal Oak Calendario Perpetuo ref. 25829OR è un capolavoro di scheletratura, prodotto tra il 1996 e il 2013 in pochissimi esemplari. Realizzato in oro rosa, è in condizioni straordinarie, con un raffinato contrasto tra la cassa e la complessa meccanica traforata e incisa a mano. 

Monta il calibro 2120/2802_SQ, la cui lavorazione ha richiesto oltre 200 ore. Il fondello trasparente e il quadrante in zaffiro esaltano i dettagli, mentre le lancette, prive di materiale luminescente, distinguono le funzioni.

Audemars Piguet Royal Oak calendario perpetuo scheletrato Ref. 25829OR

L’esemplare visibile in foto, Audemars Piguet Royal Oak Calendario Perpetuo ref. 25829OR, è un vero e proprio capolavoro in perfetto stato di conservazione. Uguale alla referenza 25820 ma in versione interamente “scheletrata”, la referenza 25829 è stata prodotta nello stesso periodo (1996-2013) del modello “normale”. Realizzata in 371 esemplari in acciaio, 102 esemplari in oro giallo, 174 in oro rosa, 156 in platino, 25 in acciaio e platino più un altro realizzato nel 2006, 15 esemplari in tantalio e oro giallo, 16 in tantalio e platino e 16 in tantalio e oro rosa.

Il modello che si osserva in foto, con cassa e bracciale in oro rosa (anche se sarebbe più corretto utilizzare la definizione ufficiale “Oro Rosso”), è in uno stato di conservazione straordinario: particolarmente apprezzabile il contrasto dei colori tra la parte esterna e la sofisticata meccanica che, specie nella sua parte posteriore, offre un bellissimo esempio i scheletratura unita all’arabescatura al bulino dell’acciaio. Le sue funzioni sono: calendario perpetuo: giorno, data, mese, fase ed età della luna. La sua data di registrazione è il 7 luglio del 2007, mentre l’estratto ufficiale riporta la data del 15 gennaio 2019.

Sono state necessarie più di 200 ore ai migliori artigiani per traforare e incidere un Calibro 2120/2802_SQ. Se si considera che neanche quattrocento orologi Modello 25829 sono stati prodotti in 17 anni, insieme ad altri orologi traforati, è facile capire che l’officina Audemars Piguet guidata da Régis Meylan aveva molto da fare.

L’appassionato ammirerà in particolar modo l’estrema raffinatezza della massa oscillante, la lavorazione a giorno e l’incisione dei ponti, o la perfetta smussatura di tutte le parti in acciaio. Per rendere visibili questi elementi, il fondello è per la prima volta trasparente e il quadrante è in zaffiro. Quanto alle lancette, seguendo l’esempio degli altri modelli di calendario perpetuo, sono per lo più prive di materiale luminescente e distinguono le funzioni del calendario da quelle delle ore.

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1984. Laboratorio di scheletratura e incisione: Audemars Piguet creò un laboratorio interamente dedicato a quest'arte. Archivi Audemars Piguet.

La Storia

Nel 1984, quando per la prima volta Audemars Piguet monta sul modello Royal Oak il calibro 2120/2800, i maestri orologiai della Maison abbinano due caratteristiche leggenda­rie: l’esclusivo design creato da Gérald Genta lanciato nel 1972 e il calendario perpetuo a carica automatica con rotore centrale più sottile al mondo, introdotto per la prima volta nel 1978.

Nel corso del decennio preso in esame, sono messi in produzione 1630 Royal Oak Calendario Perpetuo: dei 10 modelli, sei referenze sono prodotte in meno di cinque esemplari. La versione iniziale, la referenza 5554, era stata realizzata in soli 279 esemplari, la maggior parte con cassa in oro giallo (279 pezzi), poi acciaio (49 pezzi) e solo uno in platino. La sua produzione inizia nel 1984 e finisce nel 1993, mentre la commercializzazione inizia nel 1985 per finire nel 1993.

Iniziamo il racconto del Calendario Perpetuo montato sul Royal Oak con le versioni prive dell’indicatore dell’anno bisestile. Si tratta di 1.630 pezzi, prodotti all’incirca tra il 1984 e il 1993, con referenza: 5554 (25554), 25636, 25654, 25624 e 25651.

Partiamo dal capostipite: la referenza 5402ST Royal Oak seriale A aveva uno spessore di 7,2 mm con un movimento automatico extrapiatto di soli 3,05 mm. In confronto, il Royal Oak Perpetual Calendar referenza 5554 misurava 9,3 mm di spessore con un movimento di 3,95 mm di spessore (il perpetuo Patek Philippe nella referenza 3448 misurava 11 millimetri) . Si tratta di un risultato importante, che non va pressoché ad alterare la fisicità stessa dell’orologio, che si mantiene godibile anche e soprattutto grazie al diametro, fortunatamente invariato, di soli 39 millimetri

La prima referenza 5554 è stata prodotta in soli 279 esemplari, 229 in oro giallo, 49 in acciaio e solamente uno in platino. I quadranti erano lisci, senza la decorazione tapisserie, con colori non accesi.

La grande bellezza

La seconda serie è considerata dei collezionisti e dagli appassionati di tutto il mondo, come uno dei segnatempo in assoluto più belli mai realizzati: stiamo parlando del 25636 con quadrante scheletrato. Tutti i Royal Oak calendari perpetui scheletrati senza indicatore dell’anno bisestile rientrano in questa referenza, mentre quelli che visualizzano l’anno bisestile hanno il riferimento 25829. Da ricordare che la scheletratura in quell’epoca avveniva sostanzialmente a mano ed era appannaggio solamente degli orologiai più bravi, che sapevano quanta materia “asportare” senza toccare la funzionalità e la resistenza meccanica del movimento. Di questa referenza sono stati realizzati 264 esemplari: 126 in oro giallo, 52 in acciaio, 49 in bicolore, 34 in platino e 3            in oro rosa. 

La “teorica” seconda serie del calendario perpetuo, realizzata dal 1995 al 2015, si caratterizza per il ritorno dell’indicatore dell’anno bisestile. La prima referenza 25810.OR.01 in oro rosa con movimento calibro 2120/2802 vede la luce in concomitanza con il 120° anniversario dell’Audemars Piguet. L’indicazione dell’anno bisestile viene visualizzata con una piccola lancetta coassiale con la lancetta del mese nel quadrante a ore dodici. Per la sua visualizzazione grafica è stato usato lo stesso carattere di quello degli orologi 5516 della seconda serie. 

Intanto nel 1996 arriva la referenza 25686 che non presenta l’indicazione del bisestile. Si tratta probabilmente degli ultimi movimenti prodotti con quella tipologia, che andavano a chiudere la serie. Da mettere in evidenza come la Casa svizzera abbia davvero spaziato nella realizzazione dei quadranti di questa referenza: lisci, guilloché, in smalto, in madreperla colorata. Tante anche le versioni della cassa, dall’acciaio al bicolore platino e acciaio, platino e oro rosa e infine interamente in platino.

Sempre in questi anni il calendario perpetuo Royal Oak si concede una versione dedicata sia al mercato che agli uomini con il polso particolarmente piccolo. Stiamo parlando della referenza 25800 con diametro di soli 33 millimetri, proposta per la prima volta anche in oro bianco.

Il numero perfetto

Torniamo ai nostri amati 39 millimetri con la referenza 25820 con movimento calibro 2120/2802 del 1998. Si tratta di un orologio importante, in quanto è la prima versione con movimento dell’indicatore dell’anno bisestile (che ricordiamo avevamo visto per la prima volta sull’edizione limitata 25810) ad entrare in produzione regolare. Ben cinque le varianti di quadrante in acciaio (

argentato liscio, tapisserie bianca e tre diverse tonalità di blu con tapisserie), due varianti di quadrante in oro giallo, due in platino (la più importante con il quadrante salmone), tre in acciaio inossidabile con platino e una versione tantalio e oro rosa, una in tantalio e oro giallo, e una in tantalio e platino. 

Il ritorno dell’amato scheletrato avviene sempre alla fine degli anni ’90 con la referenza 25829. Veramente tante le varianti di cassa proposte: acciaio, oro giallo e rosa, platino, tantalio con platino, oro rosa e giallo. Sempre in tema di produzioni ridotte, da evidenziare nel 1999 con la referenza 25930PT possiamo osservare uno straordinario calendario perpetuo in platino con lunetta in diamanti e movimento scheletrato.

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1978–1996. Produzione del calendario perpetuo Calibro 2120/2800 e della sua variante scheletrata 2120/2800SQ. Gli anni corrispondono alle date di vendita degli orologi incassati. @ Archivi Audemars Piguet.

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