Destinato negli anni ’50 e ’60 ad un pubblico ristrettissimo di tecnici e ingegneri, il Milgauss è divenuto oggi un vero e proprio fenomeno collezionistico.na lettura ottimale del tempo, fondamentale per la navigazione.
Quasi a voler ribadire ancora una volta il carattere professionale e specialistico della sua modellistica, o almeno di buona parte di essa, Rolex nel 1956 presentò il Milgauss, ovvero il primo orologio al mondo espressamente realizzato per un utilizzo in ambienti con elevati campi magnetici, come centrali elettriche o laboratori di ricerca. Non è certo un caso se i primi a utilizzarlo “sul campo” furono gli scienziati dell’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN) di Ginevra, il più rinomato laboratorio internazionale di fisica nucleare al mondo, celebre per ospitare l’acceleratore di particelle più grande e potente mai esistito.
La protezione ai campi magnetici si realizzava nel Milgauss attraverso due differenti accorgimenti tecnici: l’adozione per il movimento di una componentistica amagnetica per le parti dello stesso più soggette a questo problema (bilanciere, spirale, ancora….); l’utilizzo di un secondo fondello interno in ferro dolce, che la Rolex stessa definisce come una sorta di “campana”. Veniva raggiunta in questa maniera una protezione pari a 1.000 oersted (unità di misura dell’intensità del campo magnetico), laddove un orologio normale inizia a manifestare i primi malfunzionamento già a intensità di gran lunga inferiori. Sarà inoltre proprio questo valore a dare il nome all’orologio: “mile” in francese 1.000; “gauss”, l’unità di misura dell’induzione magnatica, che coincide con l’oersted.