Monaco Legend Auctions: l’esperienza di Andrea Parmegiani

Cresciuto in una famiglia di collezionisti, Andrea Parmegiani sente la responsabilità e la motivazione di continuare a fare sempre meglio nel suo ruolo all’interno di Monaco Legend Group.

Tra le sfide del lavoro e il rapporto con il padre Davide, condivide come la sua giovane età non rappresenti un limite, ma un’opportunità per crescere e imparare. In questa intervista, esploriamo le dinamiche lavorative e non solo, accanto alle motivazioni che spingono un giovane collezionista a raggiungere grandi risultati.

Oggi in sala, un cronografo rattrapante Rolex Ref. 4113 è stato venduto a 3.250.000 euro incluse le commissioni, 2.600.000 euro di martello.

«Sì, al telefono con l’acquirente c’ero io…»

Che effetto fa una vendita così importante?

«È un grande onore vendere un pezzo di storia così importante, tanto più che l’orologio apparteneva ad un amico. Mi rimarrà impresso questo ricordo.»

Probabilmente iniziano ad essere tanti i ricordi…

«Non sono mai troppi, ce li ricorderemo tutti!»

In lavori così impegnativi e con una grande visibilità come il tuo, l’essere una “seconda generazione” lo avverti come un peso oppure una motivazione per fare ancora meglio?

«Ho tanto da guardare in alto, quindi è sicuramente una motivazione a fare meglio.»

Non abbiamo detto l’età.

«Venticinque.»

So che oltre gli orologi, hai anche la passione per le automobili.

«Sì, sempre grazie o per colpa di mio padre.»

Ti divertono di più le auto o le lancette?

«Mi diverto di più con gli orologi, le auto mi danno un po’ di stress.»

I collezionisti di auto sono diversi da quelli delle lancette?

«Sicuramente ci sono delle vicinanze, anche se in teoria potrebbero essere diversi. La realtà è che di base c’è una una grande connessione: sono oggetti d’arte per i quali si provano emozioni e ci si può identificare.»

La tua generazione si sta avvicinando al mondo dell’orologeria.

«Sì, molto.»

Si tratta solamente di asiatici, che a parte la disponibilità economica, iniziano ad essere anche dei cultori del bello, oppure abbiamo anche qualche europeo?

«No, ci sono anche degli europei. Parlo proprio della mia generazione: i ragazzi giovani capiscono il fascino che porta l’orologeria vintage da collezione, piuttosto che l’orologio moderno.»

Domanda retorica, quindi, chiederti se preferisci i vintage oppure i contemporanei…

Sicuramente i vintage.»

Cosa ti piace in un orologio d’epoca: La storia? Le persone che ci sono dietro? L’oggetto di per sé?

«L’oggetto di per sé è quello che mi piace: quando lo indossi, la sensazione di unicità che ogni singolo oggetto porta con sé. Ovviamente la storia contribuisce ad aumentarne il fascino.»

Hai una tua collezione?

«Piccola ma sì.»

Come scegli i tuoi prediletti?

«Sono un appassionato Rolex, specie quelli anni ’60 e ’70, che in questo momento sono i miei preferiti. Arrivo però anche agli anni ’80 e ’90. Mi faccio prendere da quello che nel momento mi piace di più e che voglio indossare al polso. Sono ben cosciente che i gusti cambiano e di conseguenza sono pronto a cambiare anch’io.»

Queste giornate di asta a Monaco, dai racconti di tante persone presenti, vengono percepite in primis come un momento conviviale e di aggregazione, in second’ordine come un lavoro. 

«È una bellissima comunità, fatta da un gruppo di amici che condivide la stessa passione. Mi piace l’ambiente che si crea.»

Sei un giovane venticinquenne, che per preparare i due appuntamenti in primavera e in autunno, si trova a lavorare a ritmi serrati praticamente per tutto l’anno. Non ti senti “limitato” nel non vivere spensierato questi anni?

«La limitazione è solo nel pensiero, nella testa.»

Non ti senti, quindi, un “diverso” rispetto ai tuoi coetanei?

«No, assolutamente. Riesco comunque a fare vita sociale.»

Come sono i rapporti con tuo padre? Non mi dire bellissimi e perfetti perché non ci credo.

«Al momento sono veramente eccezionali. Sinceramente il percorso che ci ha portato a questo punto, soprattutto dal mio punto di vista, non è stato facile, specie all’inizio. C’era molto fraintendimento tra di noi. Poi piano piano, investendo e dedicandoci l’uno nell’altro, si sono capite molte cose.»

Davide da tutti noi viene percepito come una persona “dolce”, delicata in quello che fa e in come si presenta. Rimane il fatto che per aver raggiunto i suoi risultati, deve essere anche una persona estremamente decisa.

«Ha un carattere tosto e come figlio non è stato semplice. Ma ci veniamo incontro e i risultati si vedono.»

UN PO’ DI STORIA

Monaco Legend Group (MLG) è stato fondato nel 2015 dall’imprenditore Claude Cohen, inizialmente focalizzandosi sulle aste di automobili classiche. Successivamente, MLG ha collaborato con una rinomata casa d’aste di orologi di Ginevra, segnando il suo ingresso nel mercato degli orologi. Dopo alcune aste significative, MLG ha attirato l’attenzione di Davide Parmegiani, un noto esperto e rivenditore di orologi vintage.

Nel 2018, Claude Cohen e Davide Parmegiani hanno stretto un legame che ha portato Parmegiani a trasferirsi a Monte-Carlo nel 2019 per sviluppare il business degli orologi di MLG. Oggi, MLG è un appuntamento fisso nel calendario delle aste di orologi, con due eventi annuali che presentano circa 270 orologi ciascuno. Nel luglio del 2024 Corrado Mattarelli è entrato a fare parte del team, assumendo il ruolo di Managing Partner per quanto riguarda la sezione orologeria. 

MLG è riconosciuto per la sua esperienza nel trovare e offrire orologi eccezionali e rari. Il reparto vendite private, guidato da Davide Parmegiani e gestito operativamente da Andrea Parmegiani, offre una selezione curata di orologi vintage e moderni, regolarmente aggiornata sul sito web di MLG.

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