A Ginevra debutta Akhor, nuova maison indipendente che presenta la collezione inaugurale Le Temps en Équilibre. Nata dal progetto personale di Anissa Bader, fondatrice e CEO, la linea introduce un quadrante sospeso, frutto di un sistema brevettato a doppio disco sviluppato con Clamax. A sostenerlo è il calibro AK10, movimento meccanico a carica manuale certificato COSC, rifinito a mano e predisposto per future complicazioni. La cassa coussin in acciaio, i quadranti nelle versioni soleil o nido d’ape, e i cinturini in pelle di alligatore definiscono un’estetica sobria e raffinata. Un nuovo capitolo per l’orologeria indipendente.
Ginevra, 3 settembre: nasce Akhor
Non sono molti i momenti in cui si può dire: ecco, questa è la nascita di qualcosa di diverso. Oggi a Ginevra, durante i Geneva Watch Days, uno di quei momenti si è materializzato sotto gli occhi di collezionisti, giornalisti e appassionati. Si chiama Akhor e già dal nome rivela il suo carattere: radici nell’antico Egitto – akh, la forza immortale dell’anima, e or, un richiamo tanto alla nobiltà dei materiali quanto all’immaginario dell’orologeria – e un cuore ben piantato nella tradizione meccanica svizzera.
Il progetto porta la firma di Anissa Bader, fondatrice e CEO, che ha voluto tradurre in orologeria una passione intima per la cultura classica e per l’idea di tempo come equilibrio, tensione, misura interiore. Non una commissione, non un business plan precotto: Akhor nasce dal desiderio di creare un oggetto personale, meditato, che non si limita a misurare il tempo ma lo interpreta.
L’illusione resa concreta
La collezione inaugurale, dal titolo evocativo “Le Temps en Équilibre”, è un piccolo manifesto estetico. L’idea di partenza sembra quasi impossibile: un quadrante che fluttua nello spazio, senza appoggi visibili, mentre le lancette si muovono leggere attorno a un asse centrale. Non un trompe-l’œil, ma un’architettura reale, resa possibile da un sistema brevettato a doppio disco sviluppato con la ginevrina Clamax, specialista in micromeccanica dal 1988.
Due anni e mezzo di ricerca, dialogo e sperimentazioni hanno permesso di rendere stabile un’illusione: un quadrante sospeso, in grado di resistere anche agli urti, pronto ad accogliere materiali nobili come smalto, platino e pietre preziose. Qui la tecnica non limita la creatività: la amplifica, la mette in scena.
Non è un caso che la scelta estetica parli di leggerezza, purezza costruttiva e tensione visiva. Il tempo, in Akhor, non si mostra come dato oggettivo ma come esperienza: uno spazio sospeso tra passato e futuro.
Il cuore: calibro AK10
Ogni illusione, per funzionare, deve poggiare su una solida realtà. Per Akhor quella realtà è il calibro AK10, un movimento a carica manuale sviluppato interamente in-house e concepito come piattaforma per le complicazioni del futuro. I numeri parlano chiaro: diametro di 31,30 mm, spessore di 3,90 mm, 117 componenti finiti a mano, bilanciere a inerzia variabile con frequenza di 4 Hz e una riserva di carica di oltre 60 ore.
Il tutto con certificazione COSC, garanzia di rigore cronometrico. Ma i numeri, da soli, dicono poco. È nelle finiture – anglage eseguito a mano, lucidature a specchio, Côtes de Genève a raggi di sole, satinature calibrate – che si rivela la volontà di collocarsi subito nel territorio della vera haute horlogerie.
Il calibro, visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro, è già predisposto per ospitare complicazioni come fasi lunari, grande data, tourbillon e indicatore giorno/notte. Una dichiarazione di intenti: Akhor non è una meteora, ma un progetto pensato per crescere.
Una cassa che guarda agli anni Sessanta
La collezione debutta con una cassa in acciaio di forma coussin, un richiamo elegante agli anni Sessanta rivisitato con sensibilità contemporanea. Le dimensioni (39 mm × 31 mm) sono calibrate per adattarsi a un pubblico che cerca sobrietà e portabilità, senza rinunciare al carattere. Le varianti includono lunetta lucida o tempestata da 120 diamanti taglio brillante.
Il quadrante sospeso viene declinato in due texture – soleil e nido d’ape – disponibili in bianco o nero. Le lancette rodiate con punte luminescenti tracciano ore e minuti, mentre la sfera dei secondi, con contrappeso a forma di logo, scandisce la cadenza con discrezione.
Il vetro zaffiro con trattamento antiriflesso e il cinturino in pelle di alligatore cucito a mano completano il quadro. È un lusso discreto, quasi intellettuale, che parla a chi vuole distinguersi senza gridare.
Visione e mani
Dietro ogni maison ci sono sempre visioni e mani. Quelle di Anissa Bader hanno guidato il progetto, ma il risultato è frutto anche di un incontro: Laurent Davoli, designer con oltre trent’anni di esperienza nel lusso, e Daniel Martinez, specialista di complicazioni meccaniche, hanno dato forma e sostanza all’idea iniziale.
A loro si affianca Riccardo Monfardino, artigiano formatosi come gioielliere e poi approdato all’orologeria dopo l’esperienza nei laboratori di Franck Muller. Tre figure che, con competenze complementari, hanno garantito ad Akhor non solo una visione, ma anche la sua concreta realizzazione.
La nuova maison, in questo senso, non nasce come un nome improvvisato: nasce come un laboratorio dove si incontrano savoir-faire, cultura e desiderio di spingersi oltre.
Tempo ed equilibrio
L’orologeria contemporanea oscilla tra due estremi: il culto della tradizione e l’ossessione per l’innovazione. Akhor si colloca in una terza via, meno battuta: quella della riflessione. Il suo esordio non è rumoroso, non è eclatante. È piuttosto un invito alla pausa, a guardare il quadrante sospeso e interrogarsi su che cosa significhi davvero “misurare il tempo”.
In fondo, l’orologio non è che uno strumento. Ma può diventare anche un linguaggio, un simbolo, un’esperienza estetica. Con “Le Temps en Équilibre”, Akhor prova a dirci proprio questo: che il tempo, per essere vissuto, va interpretato.
Biografie
Anissa Bader – Laureata in scienze a Ginevra, dirige dal 2020 Clamax SA, azienda di micromeccanica acquisita dalla sua famiglia. La sua passione per le civiltà antiche ha ispirato nome e visione di Akhor.
Riccardo Monfardino – Gioielliere e maestro artigiano con oltre 35 anni di esperienza, ha lavorato nei laboratori di Franck Muller. Porta in Akhor l’eccellenza della sua manualità.
Laurent Davoli – Designer con tre decenni di esperienza, unisce rigore tecnico e sensibilità estetica. Insegna presso la HEAD di Ginevra.
Daniel Martinez – Orologiaio specializzato in complicazioni, ha fondato una propria società di consulenza dieci anni fa. Collabora con alcune delle più prestigiose manifatture.