Il tempo, si dice, non ha prezzo. Eppure, ogni tanto, qualcuno riesce a dargli un valore. A Monaco, il 26 e 27 aprile 2025, quel valore ha toccato i 16,6 milioni di euro. È successo all’Hôtel Méridien Beach Plaza, durante l’asta Exclusive Timepieces organizzata da Monaco Legend Auctions: un appuntamento che più che un evento sembra un rituale, una liturgia per iniziati, un carosello di cassa lucidata, calibro leggendario e battito lento. La curva del tempo, qui, assume la forma precisa di una Ref. 6062 “Stelline”, di un calendario perpetuo inciso in oro rosa, di una complicazione nata quando ancora l’elettronica era solo un sogno.
È difficile spiegare l’atmosfera di queste due giornate a chi non conosce la febbre da collezione. Perché non si tratta solo di comprare orologi, ma di riconoscere un battito nella cassa, una storia nel quadrante, una porzione di mito nel seriale inciso tra le anse. È l’arte di leggere le lancette come se fossero capitoli di un romanzo. In questa edizione, più che mai, il racconto si è popolato di protagonisti indimenticabili: un Rolex “Super Prince Brancard” in versione bicolore, un Patek Philippe 1526 dal quadrante rosa venduto originariamente a Rio de Janeiro, un’intera serie di Ref. 3970 in quattro declinazioni, una più desiderabile dell’altra. E poi lui, il sovrano dell’asta: un Rolex Ref. 6062 in acciaio con fasi lunari. Aggiudicato per 1.486.000 euro, è più di un record: è un gesto d’amore per ciò che di eterno ancora si può custodire al polso.
Dietro i numeri c’è il lavoro di Davide Parmegiani e del team Monaco Legend: cacciatori di rarità, curatori del tempo, custodi di una grammatica che parla di minuterie coassiali e patine naturali come si parlerebbe di versi di poesia. Loro non vendono semplicemente orologi, ma momenti. Frammenti selezionati di una storia che va avanti da secoli, e che a ogni martelletto battuto scrive un nuovo paragrafo.
Che cosa dice di noi questa ossessione per il passato misurato in secondi? Forse che cerchiamo ancora qualcosa di solido in un mondo liquido. Che ci affascina ciò che ha attraversato decenni senza perdere il ritmo. Che, in fondo, l’eleganza non passa mai di moda. E che il tempo — quando è ben fatto — non si consuma: si colleziona.
Vediamo ora di seguito i pezzi che hanno raggiunto le migliori quotazioni.
1️⃣ Rolex Ref. 6062 in acciaio – € 1.486.000
C’è un motivo per cui il Rolex Ref. 6062 è soprannominato “la regina tra i Rolex”. È uno di quei segnatempo capaci di coniugare la robustezza da tool watch con la sofisticazione delle complicazioni più aristocratiche. Il 6062 è l’unico Rolex automatico della sua epoca a offrire calendario completo e fasi lunari, ed è stato prodotto in quantità davvero esigue: tra il 1950 e il 1953, solo pochissimi esemplari hanno visto la luce, e quelli in acciaio sono i più rari e ambiti.
L’esemplare battuto a Monte-Carlo è un capolavoro assoluto: quadrante argentato con indici “stelline” applicati, cassa Oyster impeccabile e movimento cronometro certificato che ha attraversato oltre settant’anni mantenendo intatta la sua precisione. Ma non è solo la meccanica a incantare: c’è la storia, la leggenda. Il Ref. 6062 è stato al polso di leader e visionari (famigerato quello di Bao Dai, l’ultimo imperatore del Vietnam). Ogni volta che appare in asta, gli occhi dei collezionisti si fanno più luminosi.
Il pezzo aggiudicato per 1.486.000 euro ha colpito per l’originalità e lo stato di conservazione straordinario, qualità rare quando si parla di un orologio così antico. Le anse sono piene, il quadrante mostra una patina uniforme, e ogni dettaglio racconta una storia fatta di viaggi e battiti. In un mondo dove tutto è veloce e spesso effimero, un Rolex Ref. 6062 rappresenta una sfida al tempo stesso: un invito a fermarsi e contemplare cosa significhi davvero possedere un frammento d’eternità.
2️⃣ Patek Philippe Ref. 1526 in oro rosa con quadrante rosa – € 1.066.000
Se il Rolex 6062 è il re delle complicazioni sportive, il Patek Philippe Ref. 1526 rappresenta la quintessenza dell’eleganza classica. Presentato nel 1941, il 1526 è stato il primo calendario perpetuo prodotto in serie da Patek Philippe, e già questo basterebbe a garantirgli un posto nella storia. Ma l’esemplare apparso all’asta di Monaco è qualcosa di ancor più straordinario: cassa in oro rosa, quadrante rosa e una provenienza impeccabile – venduto originariamente da Casa Masson in Brasile, è rimasto invisibile al mercato per ben 35 anni.
Questo orologio non è solo una macchina del tempo, è una macchina dei sogni. Ogni dettaglio grida eccellenza: i numeri arabi applicati, le sfere dauphine, la cassa di 34 mm che oggi potrebbe sembrare minuta ma che all’epoca rappresentava l’apice dell’equilibrio estetico. La complicazione è pura magia meccanica: il calendario perpetuo legge il tempo come farebbe un vecchio astronomo, aggiustando automaticamente i giorni per tenere conto degli anni bisestili.
C’è poesia nel Ref. 1526. Un orologio così non si limita a segnare ore e minuti: custodisce la filosofia del tempo secondo Patek Philippe, quella per cui non si possiede mai davvero un Patek, ma lo si custodisce per la generazione successiva. Il prezzo di 1.066.000 euro è il biglietto per entrare in un club esclusivo fatto di intenditori e sognatori, dove il tempo non passa mai davvero.
3️⃣ Rolex Ref. 6098 Ovettone “Drago” – € 858.000
Quando si tratta di orologi Rolex con quadranti in smalto cloisonné, pochissimi esemplari possono essere paragonati all’attuale segnatempo in termini di rarità e importanza storica.
Questa referenza 6098, realizzata in oro giallo massiccio, è un vero capolavoro sia di arte orologiera che di design. Per farla breve, è uno dei quadranti Rolex più rari e straordinari mai creati. Secondo gli archivi, solo due esemplari del quadrante cloisonné Rolex sono stati realizzati con la grande cassa da 36 mm, il che rende questo orologio un’eccezionale rarità, poiché i quadranti in smalto venivano solitamente prodotti in casse più piccole da 32 mm o 34 mm.
Il quadrante, raffigurante un maestoso drago, simbolo di forza, saggezza e prosperità, è stato probabilmente prodotto in meno di otto esemplari, e questo particolare esemplare è probabilmente l’unico esemplare di grandi dimensioni a essere rimasto in condizioni così impeccabili.
Il quadrante in smalto di grandi dimensioni è completato perfettamente da un anello delle ore in oro, numeri arabi a ore 3, 6 e 9 e dalla corona Rolex a ore 12, tutti realizzati in oro giallo. L’equilibrio di questi elementi esalta i colori del quadrante, rendendolo uno dei quadranti più accattivanti e di grande impatto visivo mai realizzati da Rolex.
4️⃣ Patek Philippe Ref. 5711/1P – € 591.500
Pochi orologi nella storia hanno raggiunto il significato culturale del Nautilus. Rappresenta l’essenza stessa del lusso, del glamour, dell’esclusività e dell’accessibilità, assicurandosi il posto tra i tre modelli più iconici mai creati nel mondo dell’orologeria.
Tuttavia, tra tutti i modelli Nautilus mai prodotti, esiste una versione particolare che si distingue da tutte le altre: un orologio così raro che pochissimi hanno avuto il privilegio di possederlo. Questo è uno di quei segnatempo eccezionali. Conquistando immediatamente il cuore dei collezionisti più esigenti fin dal suo lancio nel 2006, il 5711 è diventato un’icona indiscussa dell’orologeria contemporanea, con una domanda che ha raggiunto livelli senza precedenti. Ad ogni modo, nel 2011, il signor Ike Honigstock, uno dei collezionisti di orologi più rinomati al mondo e un cliente molto fedele di Patek, ha avanzato una richiesta speciale e innovativa per proporre direttamente il signor Stern.
Dopo aver posseduto un Nautilus 3700 vintage originale in platino, Honigstock concepì l’idea di far realizzare a Stern e Patek Philippe un 5711 interamente in platino e senza diamanti. Stern, comprendendo l’importanza di una tale richiesta, accettò di produrlo, ma solo a condizione che non si trattasse di un pezzo unico. Avrebbero invece creato una serie limitatissima di soli 12 pezzi circa, riservata esclusivamente ai clienti VIP, garantendo così che l’orologio rimanesse incredibilmente esclusivo. Datato ottobre 2012, l’attuale 5711-1P-010 è uno dei precursori di quelli in platino mai realizzati.
Mentre la variante “normale” in platino presenta una vivida tonalità di blu, questo quadrante mostra una tonalità di blu piuttosto più brillante, rendendolo davvero eccezionale e mozzafiato. La cassa e il bracciale si distinguono ulteriormente con smussi più pronunciati, che esaltano il fascino architettonico dell’orologio. Come ultimo segno distintivo di esclusività, Patek Philippe rimane fedele alla sua tradizione di contrassegnare tutti gli orologi in platino con un discreto diamante a ore 6, un simbolo di prestigio discreto ma inconfondibile.
5️⃣ Cartier Ref. WGCH0034 “Crash Watch” – € 377.000
Per oltre un secolo, Cartier ha regnato sovrana come indiscussa maestra della forma, scolpendo alcune delle silhouette più immediatamente riconoscibili nel mondo dell’orologeria. Eppure, tra tutte le sue creazioni leggendarie, una forma si distingue: l’inconfondibile e audace Crash. Più di un semplice segnatempo, è un manifesto di ribellione artistica, un’audace rivisitazione di ciò che un orologio può essere. Sfidando le convenzioni con i suoi contorni surreali e fluidi, il Crash incarna l’audace innovazione di Cartier, assicurandosi un posto come vera icona nella leggendaria tradizione della maison. Dal suo audace debutto nel 1967 alle ambite riedizioni del XXI secolo, il Cartier Crash è rimasto un’icona indiscussa: la sua forma fluida, quasi surreale, è una testimonianza della sconfinata creatività e della magistrale maestria artigianale della maison.
Nel corso dei decenni, si sono susseguiti miti sulle sue origini: alcuni attribuivano erroneamente i suoi contorni fusi alla Persistenza della Memoria di Salvador Dalí, mentre altri sussurravano storie di un Maxi Baignoire Allongée distorto, deformato in un incidente d’auto prima di essere restituito a Cartier per la riparazione. La verità, tuttavia, è altrettanto avvincente: il Crash fu la creazione visionaria di Jean-Jacques Cartier e del designer Rupert Emmerson, un segnatempo che infrangeva i codici del design tradizionale ed era diventato una delle forme più leggendarie dell’orologeria. Sicuramente frutto di una speciale commissione richiesta da un illustre cliente Cartier, l’attuale NSO o “New Special Order”, il Cartier Crash del 2021 è un vero gioiello estetico.
Enigmatico, sfuggente ed eccezionale sotto molti aspetti, l’attuale segnatempo è racchiuso in oro bianco ed è abbinato a un quadrante salmone ancora più eccezionale e splendidamente scelto con numeri romani neri, che gli conferisce un fascino unico. Probabilmente tra gli orologi da polso più accattivanti realizzati nel corso del XX secolo, l’attuale segnatempo è ulteriormente conservato in condizioni eccellenti ed è accompagnato dal suo set completo di accessori, pronto per essere apprezzato da un nuovo collezionista.
Davide Parmegiani, Co-Presidente di Monaco Legend Group, ha commentato:
«Ancora una volta, la nostra asta dimostra che la domanda di orologi rari e importanti non solo è sana, ma è in continua crescita. I collezionisti sono più selettivi che mai e riconoscono il vero valore dell’autenticità, della provenienza e della rarità. Siamo orgogliosi di aver presentato un’asta che riflette il meglio del mondo degli orologi d’epoca e da collezione. I risultati parlano da soli: gli orologi eccezionali troveranno sempre un pubblico entusiasta.»
Claude Cohen, Presidente del Monaco Legend Group, ha aggiunto:
«I risultati di questo fine settimana sottolineano non solo la straordinaria qualità degli orologi che ci sono stati affidati, ma anche l’eccellente lavoro di tutto il team di Monaco Legend. Siamo grati ai nostri committenti e acquirenti per la loro fiducia e il loro entusiasmo. Il nostro obiettivo rimane semplice: offrire il miglior servizio e i migliori orologi, con passione, competenza e integrità. Con la continua espansione del nostro team e della nostra piattaforma, questo è solo l’inizio di ciò che possiamo realizzare insieme.»