Il mercato degli orologi di secondo polso: tra consolidamento e nuove opportunità

Il mercato degli orologi di secondo polso, dopo l’inarrestabile corsa al rialzo durante la pandemia e la successiva contrazione iniziata nel 2022, sembra avviarsi verso una nuova fase di maturazione. Secondo l’ultimo report pubblicato da Robb Report, che analizza dati forniti da WatchCharts, The RealReal e Chrono24, il 2024 si apre con segnali di stabilizzazione ma anche con un cambio strutturale nel comportamento degli acquirenti.

Prezzi alle volte in calo in calo, ma più realistici

Dal picco massimo raggiunto nel secondo trimestre del 2022, l’indice dei prezzi aggregati degli orologi di secondo polso è sceso di circa il 40%. Modelli una volta inflazionati come il Rolex Daytona in acciaio, l’Audemars Piguet Royal Oak Jumbo e il Patek Philippe Nautilus 5711 sono tornati su quotazioni più vicine al listino retail, ponendo fine alla bolla speculativa.

Questo calo, spiegano gli esperti, non è necessariamente negativo. “Il mercato sta tornando su basi più sane e sostenibili”, afferma WatchCharts. I collezionisti e gli appassionati, più che i flippers, stanno tornando protagonisti della scena.

La fiducia si ricostruisce passo dopo passo

Anche se i prezzi si stanno stabilizzando, il percorso verso una piena fiducia del pubblico è ancora in divenire. Secondo WatchPro, molti clienti mostrano ancora un atteggiamento cauto, soprattutto dopo le fluttuazioni estreme degli ultimi anni. Non si tratta tanto di diffidenza, quanto di una nuova consapevolezza: gli acquirenti sono più attenti, più informati e più esigenti.

Questo ha portato le piattaforme di rivendita e i retailer a rafforzare le politiche di autenticazione, certificazione e garanzia. Servizi come i controlli tecnici interni, i resi semplificati e le garanzie di autenticità stanno diventando lo standard, contribuendo progressivamente a ricostruire un rapporto di fiducia tra venditori e acquirenti.

In questo contesto, i collezionisti e gli appassionati più esperti continuano a riporre fiducia nei reseller storici, specialmente quelli di grandi dimensioni e presenti sul mercato da lungo tempo. Questi operatori, forti di una reputazione consolidata, offrono non solo un elevato grado di affidabilità e trasparenza, ma anche una velocità negli scambi e – elemento sempre più apprezzato – la possibilità concreta di riacquisto futuro.

Sono stati proprio questi attori ad accompagnare la costruzione delle collezioni più importanti degli ultimi vent’anni, fungendo da riferimento per valutazioni, autenticazioni e orientamenti di mercato. Ancora oggi, sono loro a determinare le quotazioni più attendibili e a identificare i “plus” collezionistici che guidano la domanda. La loro competenza rimane un punto fermo, soprattutto in un mercato che sta cercando di ritrovare equilibrio dopo una fase di forte speculazione.

Le piattaforme online: salita o discesa?

Chrono24, The RealReal e Watchfinder (di proprietà del gruppo Richemont) hanno investito pesantemente in sistemi di autenticazione, garanzie e logistica per aumentare la fiducia dei clienti. “Ogni orologio che entra nei nostri centri viene verificato da tecnici esperti e accompagnato da una garanzia di 24 mesi”, ha dichiarato Matt Bowling, CEO di Watchfinder, a Hodinkee.

Anche Rolex ha lanciato nel 2022 il programma “Certified Pre-Owned”, distribuendo orologi usati con certificazione ufficiale presso i propri rivenditori autorizzati. Il programma ha guadagnato terreno nel 2023 e continua ad espandersi nel 2024, rafforzando l’idea che il secondo polso possa diventare una parte strutturata e rispettabile del mercato.

I modelli più richiesti: diversificazione in atto

Un’altra tendenza segnalata da Watchfinder è la diversificazione della domanda. Se un tempo i riflettori erano puntati quasi esclusivamente su Rolex, Patek Philippe e Audemars Piguet, oggi si nota un crescente interesse per marchi come Cartier, Omega, IWC, Grand Seiko e orologeria indipendente (F.P. Journe, H. Moser & Cie., Laurent Ferrier).

Anche i modelli vintage stanno vivendo un momento favorevole, trainati dal fascino dell’unicità e della storia. Gli acquirenti, spesso giovani collezionisti, cercano orologi che raccontino qualcosa, piuttosto che semplici “status symbol”.

Gli underperformer del mercato

Tra i dati più interessanti del report 2024, emerge un quadro chiaro di quali modelli abbiano sofferto di più durante il periodo di aggiustamento. In cima alla lista degli underperformer ci sono gli orologi che avevano raggiunto valutazioni eccessive durante il boom pandemico e che oggi stanno subendo il ritorno alla realtà.

Secondo WatchCharts, il Patek Philippe Nautilus 5711 in acciaio con quadrante blu è sceso di oltre il 40% rispetto al picco del 2022, mentre l’Audemars Piguet Royal Oak “Jumbo” Extra-Thin Ref. 15202ST ha perso più del 35%. Anche il Rolex Daytona Ref. 116500LN in acciaio ha registrato una contrazione significativa, scendendo intorno al 30% rispetto ai valori di picco, che comunque  già allora apparivano sovrastimati.

Meno prevedibile, invece, il rallentamento di alcuni modelli più giovani di marchi indipendenti, che avevano cavalcato l’ondata di hype ma faticano ora a mantenere quei livelli di appeal sul mercato secondario. In particolare, alcuni segnatempo in edizione limitata senza una solida “legacy” alle spalle stanno soffrendo di più.

Prospettive per il 2025

Secondo le previsioni condivise da Robb Report, il 2024 sarà un anno di consolidamento. I prezzi si manterranno stabili, ma con possibili rialzi selettivi per modelli rari e di qualità eccezionale. La trasparenza, la certificazione e la digitalizzazione dell’esperienza d’acquisto saranno fattori chiave per il futuro.

Il mercato del secondo polso è ormai una realtà imprescindibile, con un volume d’affari stimato oltre i 20 miliardi di dollari. Non più solo un rifugio per collezionisti esperti, ma una porta d’ingresso accessibile – e sempre più regolata – per chi vuole avvicinarsi al mondo dell’alta orologeria.

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