Alla Geneva Watch Auction: XXI, un raro Tourbillon Souverain con quadrante in ruby heart è stato venduto per 1,63 milioni di franchi svizzeri. Un risultato che conferma la crescente rilevanza di F.P. Journe nel collezionismo contemporaneo.
A Ginevra, il tempo ha scandito un altro passaggio decisivo nella geografia del collezionismo. In una sala silenziosa e affollata, sotto il martello esperto della Phillips Watch Department, un Tourbillon Souverain con quadrante in ruby heart firmato F.P. Journe è stato aggiudicato per 1.633.000 franchi svizzeri.
È una cifra che, più che stupire, racconta. Racconta il valore crescente di una nuova generazione di orologeria indipendente, il culto sempre più radicato per le opere di François-Paul Journe e la forza visiva di un quadrante che sembra uscito da una leggenda mineraria.
Prodotto esclusivamente nel 2019 e 2020 in soli 20 esemplari trova uno di suoi punti di interesse in uno di particolari costruttivi per certi versi unico: il quadrante del Tourbillon Souverain Cœur de Rubis è realizzato in ruby heart dai quadrantisti interni di F.P.Journe, “Les Cadraniers de Genève”. Essendo ottenuto da una pietra naturale, ogni esemplare di questa già esclusiva produzione è di fatto un pezzo unico, poiché nessun quadrante è identico all’altro. Si tratta di uno dei quadranti più complessi che i nostri artigiani abbiano mai realizzato, a causa dell’estrema sottigliezza del materiale. Le due sezioni di ruby heart che compongono il quadrante hanno uno spessore di 0,45 mm e sono applicate su una base in ottone rodiato.
Il Tourbillon Souverain rappresenta l’alfa dell’universo Journe: lanciato nel 1999, è stato il primo modello della maison e ancora oggi ne incarna i principi fondanti. Dal 2004, con l’introduzione del “Remontoire d’Égalité avec Seconde Morte”, il movimento è stato arricchito con due complicazioni tanto rare quanto raffinate.
Il sistema a forza costante garantisce una distribuzione regolare dell’energia al bilanciere, mentre la “seconde morte” consente alla lancetta dei secondi di muoversi a scatti esatti, uno per ogni secondo trascorso. Una piccola coreografia meccanica che traduce in precisione l’ossessione per la misura assoluta.
La cassa in platino da 40 millimetri, con fondello in zaffiro, custodisce questo cuore tecnico e lo accompagna con un’estetica calibrata nei dettagli: cerchi d’acciaio avvitati sul quadrante, contatori argentati con trattamento al rutenio, la visualizzazione della riserva di carica a ore 12 e la complicazione dei secondi morti a ore 6. È una firma visiva che non ha bisogno di gridare per farsi riconoscere.
L’orologio venduto all’asta era accompagnato da tutti i suoi accessori originali e si presentava in condizioni pressoché perfette. Un oggetto che non cerca compromessi, e che più che indossato, si contempla. La cifra di aggiudicazione non è solo il riflesso di un mercato in salute, ma la conferma che alcune creazioni, per quanto recenti, riescono già a scavalcare le categorie di “moderno” o “vintage”, affermandosi semplicemente come “essenziali”.
Nel panorama frammentato dell’alta orologeria contemporanea, F.P. Journe si sta ritagliando un posto che è insieme centrale e trasversale: non appartiene al sistema delle grandi maison, ma neppure vuole restare ai margini… come questo ruby heart, che non è rosso per vezzo, ma per natura.