A Watches and Wonders 2026 la collezione simbolo della Maison romana cambia scala senza cambiare identità: 37 mm, nuovo calibro in-house, quattro interpretazioni e una nuova idea di eleganza quotidiana
Ci sono orologi che cambiano per inseguire il mercato, e altri che cambiano per restare fedeli a sé stessi. Il nuovo Bvlgari Octo Finissimo 37, tra le novità più rilevanti di Watches and Wonders 2026, appartiene con decisione alla seconda categoria. La notizia, in apparenza, è tutta nella misura: 37 mm invece dei 40 che hanno definito il linguaggio contemporaneo dell’Octo Finissimo dal 2014. Ma ridurre, in questo caso, non significa semplificare. Significa ripensare.
È un passaggio che racconta bene la maturità di una collezione diventata ormai uno dei grandi classici del design orologiero del XXI secolo. L’architettura sfaccettata della cassa, con quel dialogo continuo tra superfici piane, angoli e curvature, rimane immediatamente riconoscibile. Eppure, nel nuovo formato, tutto sembra più calibrato, quasi più sartoriale. Come un abito costruito su una spalla diversa, mantiene il taglio ma cambia il modo in cui vive sul corpo.
La geometria romana, ora in una nuova proporzione
Fin dal debutto del primo Octo Finissimo, la forza del progetto è stata quella di tradurre Roma in un oggetto da polso. Non in modo didascalico, ma attraverso una grammatica di volumi che richiama cupole, colonne, pietra, prospettive urbane. In questa nuova versione da 37 mm, quella grammatica non viene alterata: viene affinata.
Il risultato è forse l’Octo più “italiano” di sempre, non tanto per dichiarazione, quanto per attitudine. Qui emerge con chiarezza quella cultura della proporzione che appartiene tanto all’architettura quanto alla sartoria. Ogni linea sembra pensata per sparire sotto il polsino con naturalezza, senza perdere presenza.
Non è un caso che il concetto evocato dalla Maison sia quello di sprezzatura: un’eleganza non ostentata, apparentemente spontanea, ma costruita con disciplina assoluta. È proprio questo che il 37 mm porta nella collezione: una nuova leggibilità lifestyle, più vicina alla vita reale, ai ritmi di chi desidera un orologio importante ma non ingombrante.
Il vero lavoro è dentro: miniaturizzare senza perdere sostanza
La vera notizia, però, è tecnica. Per arrivare a questa nuova dimensione, Bulgari non si è limitata a ridurre la cassa: ha riprogettato il cuore dell’orologio. Nasce così il nuovo calibro automatico di manifattura BVF 100, sviluppato in-house in tre anni di lavoro nei laboratori svizzeri della Maison.
Lo spessore è di appena 2,35 mm, con un diametro di 31 mm e una riserva di carica di 72 ore. Numeri che, nel contesto di un micro-rotore automatico, assumono un significato preciso: efficienza energetica, stabilità cronometrica e soprattutto una straordinaria capacità di concentrare prestazioni in un volume ridotto.
Il dato più interessante è forse quello invisibile: nonostante il movimento sia appena 0,12 mm più spesso rispetto alla soluzione impiegata nel 40 mm, il volume complessivo è stato ridotto del 20%. È qui che si percepisce la continuità industriale di Bulgari, capace di trasferire l’esperienza maturata sui movimenti femminili Piccolissimo e Solotempo di Serpenti in un progetto dall’identità completamente diversa.
Il risultato si sente al polso: appena 65 grammi. Un peso che, più che un dato, diventa esperienza.
Bracciale, chiusura, viti: la maturità del dettaglio
Uno degli aspetti più interessanti di questo nuovo Octo Finissimo 37 è che la riduzione della misura diventa occasione per intervenire anche su elementi spesso trascurati nel racconto, ma fondamentali nell’uso quotidiano.
Il bracciale introduce una nuova chiusura pieghevole integrata a pulsanti, studiata per migliorare ergonomia e continuità visiva. Ancora più raffinato è il lavoro sulla giunzione tra cassa e bracciale, ora affidata a un sistema di fissaggio a vite integrato con maggiore armonia nel disegno generale.
È un dettaglio coerente con quanto ci eravamo già detti sul percorso di evoluzione dell’Octo: non una rivoluzione, ma una serie di micro-correzioni intelligenti che portano il progetto verso una forma sempre più compiuta.
Anche il linguaggio estetico delle viti ottagonali viene aggiornato, mentre sul movimento compaiono Côtes de Genève radianti, soluzione più complessa e meno convenzionale rispetto alle classiche finiture lineari. Una scelta che rafforza la dimensione di alta manifattura senza tradire la pulizia visiva del modello.
Quattro versioni, quattro personalità
Il lancio ginevrino porta con sé quattro interpretazioni molto diverse.
La più coerente con il DNA storico della linea è quella in titanio, materiale che ha trasformato Octo Finissimo in una piattaforma di record e sperimentazione. Qui torna in doppia veste: sabbiata, più tecnica e monocromatica, oppure satinata-lucida, capace di enfatizzare il gioco di spigoli della cassa.
Molto interessante la variante in oro giallo 18 carati, che restituisce alla geometria dell’Octo una sensualità quasi romana, più calda, più gioielliera, in perfetta sintonia con la storia della Maison fondata nel 1884.
Infine, per chi legge l’Octo soprattutto attraverso il prisma della complicazione, arriva la versione Minute Repeater in titanio sabbiato con calibro BVL 362. È la declinazione che ricorda come questa collezione non sia solo design, ma uno dei laboratori più fertili dell’orologeria contemporanea.
L’orologio della maturità
Se il 40 mm rimane la dichiarazione tecnica, il nuovo 37 mm è la misura della consapevolezza. Non rinuncia a nulla dell’identità Octo Finissimo, ma la porta in una dimensione più versatile, più urbana, più internazionale.
È forse questo il punto più interessante della novità presentata a Ginevra: non l’ennesima corsa al record, ma la scelta di lavorare sulla qualità dell’esperienza. Comfort, proporzione, fluidità d’uso, eleganza silenziosa.
In un salone dove molte Maison hanno scelto di raccontare la complessità, Bulgari risponde con la sofisticazione della sottrazione. E il nuovo Octo Finissimo 37 sembra dire una cosa molto semplice: la storia continua, sì, ma oggi parla il linguaggio della precisione assoluta nelle proporzioni.