In questa conversazione Emmanuel Breguet, responsabile del Patrimonio, racconta come l’orologio Souscription del 1796 nasca dall’esilio svizzero di Abraham-Louis Breguet e unisca tecnica e intuizione commerciale. Il sistema di “souscription” — acconto di un quarto all’ordine — finanzia artigiani e organizza la produzione, mentre un volantino pubblicitario parla direttamente ai clienti. Il museo conserva diversi esemplari storici, con numeri d’archivio e soluzioni come rubini ottimizzati, pare-chute, firma segreta. Dalla stessa architettura derivano gli orologi a tatto e la tradizione delle numerazioni 250-5250. Un pantografo proveniente dalle collezioni di George Daniels permette oggi di ripetere quel gesto sui modelli contemporanei.
Se oggi un marchio lancia un’edizione limitata con pre-ordine, acconto e storytelling, nessuno si stupisce. Nel 1796, però, Abraham-Louis Breguet lo fece quando l’Europa aveva ancora la polvere della Rivoluzione nelle pieghe dei cappotti. L’orologio Souscription, nato durante il suo soggiorno forzato in Svizzera, sembra quasi un oggetto “semplice”: una lettura chiara, un impianto razionale, niente fronzoli. Eppure dietro quella sobrietà c’è un’idea che parla al presente: vendere il tempo come si finanzia un progetto, chiedendo ai clienti un quarto del prezzo al momento dell’ordine per pagare in anticipo gli artigiani e pianificare la produzione. Persino il volantino pubblicitario — un antenato delle brochure moderne — diventa parte dell’invenzione.
In questa intervista Emmanuel Breguet, ricostruisce quel passaggio con lo sguardo di chi frequenta archivi e casseforti. Racconta gli esemplari Souscription conservati dalla Maison, numeri alla mano, e le soluzioni tecniche nascoste sotto il quadrante: rubini ripensati per la lubrificazione, il “pare-chute”, la firma segreta. Poi segue la genealogia verso gli orologi a tatto, pensati per leggere l’ora al buio o con discrezione, fino al pezzo acquistato da Joséphine de Beauharnais. E, tra strumenti e cifre incise, spiega perché Breguet continua a numerare i suoi orologi dal 250 al 5250: una piccola ossessione d’ordine, nata per difendersi dalle copie. A completare il quadro c’è il pantografo: la macchina con punta di diamante usata per incidere la firma invisibile. Proveniva dalle collezioni di George Daniels, devoto di Breguet, e oggi consente di ripetere la stessa traccia sui Souscription contemporanei.
Souscription presentato nel 1796 conferma lo spirito d’avanguardia di A.-L. Breguet?
L’orologio Souscription illustra brillantemente il senso dell’innovazione di A.-L. Breguet, il cui genio si esprimeva tanto nella tecnica orologiera quanto nell’audacia commerciale. Concepito durante il suo soggiorno forzato in Svizzera durante la Rivoluzione francese, questo orologio apparentemente semplice era accompagnato da un metodo di commercializzazione rivoluzionario: la Souscription. Pagando un quarto del prezzo al momento dell’ordine, i clienti consentivano a Breguet di organizzare la produzione e di pagare a monte i suoi artigiani: una visione inedita nel mondo dell’orologeria. E non è tutto: l’orologio era oggetto di un volantino pubblicitario, una vera innovazione per l’epoca! Con questo nuovo approccio, Breguet si rivolge direttamente ai suoi potenziali clienti e dà prova di grande insegnamento. Non solo reinventa l’orologio, ma anche il modo di venderlo, confermando ancora una volta il suo status di pioniere. Inutile dire che l’orologio Souscription fu un grande successo commerciale e una pietra miliare nel- la carriera di Breguet.
Breguet possiede orologi Souscription storici nelle sue collezioni?
Sì, la Maison Breguet ha avuto il privilegio di arricchire le sue collezioni con diversi orologi Souscription storici, acquistati nel corso degli anni all’asta. Il Museo Breguet possiede diversi modelli, in argento e in oro, e di diverse dimensioni. Essi illustrano questo capitolo della storia di Breguet. Tra questi tesori ci sono gli orologi n. 246, n. 324, n. 383, n. 1576 e n. 3424, straordinariamente ben conservati. Essi testimoniano la visione del loro creatore e il posto singolare che questo modello occupa nella storia dell’orologeria. Ognuno di questi pezzi, a suo modo, racconta l’audace modernità, il genio del design e la fantasia commerciale di Breguet. E non dimentichiamo che, sotto la sua semplice apparenza, Breguet ha introdotto diverse innovazioni nell’orologio Souscription: una nuova dimensione del rubino per ottimizzare la lubrificazione, la forma definitiva del sistema anti-shock “Parechute”, una firma segreta e una disposizione del movimento che facilita la riparazione.
Qual è il legame tra gli orologi Souscription e gli orologi a tatto?
Gli orologi a tatto sono i diretti discendenti degli orologi Souscription; utilizzano la stessa architettura del movimento ma aggiungono un’innovazione notevole: la lettura dell’ora al tatto. Una freccia esterna riproduce la posizione della lancetta delle ore, consentendo di leggere l’ora senza aprire l’orologio, e dodici indici sono posizionati sulla carrure (punti d’oro, perle, diamanti piccoli o grandi). Conosciuti anche come “orologi per non vedenti”, questi orologi sono particolarmente utili per leggere l’ora al buio o, semplicemente, in modo discreto: è questo il senso del tatto! Queste raffinatissime creazioni sono state indossate da personaggi famosi. Tra i pezzi conservati dal Museo Breguet c’è l’orologio tattile n. 611, acquistato nel 1800 da Joséphine de Beauharnais, moglie di Napoleone Bonaparte e futura imperatrice. Sua figlia Hortense ereditò questo gioiello arricchito di smalto blu e diamanti e a sua volta fece aggiungere una H in pietre preziose, continuando così il destino di questo segnatempo imperiale.
Ci può parlare del pantografo?
Il pantografo è lo strumento che A.-L. Breguet utilizzava per incidere la sua firma segreta sul quadrante dei suoi orologi. Discreta nelle dimensioni e praticamente invisibile a occhio nudo, questa firma autentica le sue creazioni. Era anche un mezzo efficace per combattere la contraffazione, che già all’epoca era molto diffusa. Recentemente la Maison Breguet ha avuto la fortuna di acquisire un antico pantografo proveniente dalle collezioni del grande orologiaio George Daniels, appassionato ammiratore di Breguet. Questo strumento, dotato di una punta di diamante, ci permette ora di riprodurre questa firma segreta sugli orologi Souscription contemporanei, perpetuando così un gesto storico.
Gli orologi Breguet sono numerati singolarmente con cifre che vanno da 250 a 5250. Qual è la ragione storica di questa scelta?
La numerazione individuale degli attuali orologi Breguet trae origine da una prat- ica che risale agli albori dell’azienda. Già nel 1780 gli orologi Breguet erano nu- merati secondo un sistema che consentiva di datarli con precisione. Nel 1787, una nuova serie iniziò con il numero 1. Nel 1791 inizia una nuova serie, anch’essa nu- merata a partire da 1, che prosegue fino al numero 5121. Di fronte al proliferare delle contraffazioni, Breguet adotta un principio di precauzione: ogni serie viene limitata a circa 5.000 pezzi. Alla metà del XIX secolo, la tradizione di produrre le serie dal numero 250 al 5250 si era consolidata all’interno dell’azienda e continua ancora oggi. Ogni orologio Breguet porta un numero unico, accuratamente regis- trato negli archivi e inciso sulla cassa, sul movimento o sul quadrante, a garanzia della sua autenticità e del suo posto in questa storica stirpe.