Emma Dalla Libera: uno sguardo sul Collezionismo Italiano e Internazionale

Il panorama del collezionismo italiano abbraccia arte, automotive, orologeria e gioielleria, riflettendo la passione innata per l’eccellenza e il “bello”. Uno dei protagonisti di questo mondo è Emma Dalla Libera, da anni alla guida di Bonhams Italia e ancora prima in Art Consultant e in Christie’s: la sua capacità di coniugare la tradizione collezionistica italiana con una prospettiva internazionale la rende una voce autorevole e interessante. 

In questa intervista, realizzata a Bologna durante lo scorso Time On Show 2024, esplora l’evoluzione del mercato in uno scenario economico complesso, soffermandosi su temi quali il valore dell’heritage, il crescente interesse per l’orologeria femminile e il ruolo della passione rispetto all’investimento.

Come valuti l’andamento del mercato del collezionismo a 360 gradi – dall’arte all’automotive, fino all’orologeria e alla gioielleria – considerando le attuali sfide dell’economia globale?

«In generale, posso dire che il mondo del collezionismo rimane estremamente vivace, nonostante le incertezze e le difficoltà di quest’ultimo periodo. L’esperienza che vivo ogni giorno con Bonhams, interagendo con i nostri specialisti e con i clienti italiani, mi fa vedere quanto sia ancora forte l’entusiasmo per l’arte, per gli orologi, per le automobili e per tutte le forme di collezionismo di pregio.

Per chiarire, io non mi occupo direttamente né del comparto orologeria né del comparto automotive. Il mio ruolo consiste nell’assistere i clienti italiani e nel fare da ponte con i diversi reparti specialistici di Bonhams, che si trovano in varie sedi internazionali. Tutti questi reparti – dai dipartimenti di arte moderna e contemporanea a quelli di gioielleria, orologi e motori d’epoca – collaborano strettamente e, quando c’è un oggetto di particolare interesse qui in Italia, vengono nel nostro Paese per valutarlo personalmente.»

Innegabile che dal tuo ruolo si possa avere una visione globale di questo mondo.

«Nonostante io non sia specializzata in orologi o automobili, amo molto questi mondi perché accomunano persone che condividono una passione profondissima. E questa, a mio avviso, è la vera forza di qualsiasi settore da collezione: la capacità di riunire comunità reali, in cui ci si incontra, si discute e si cresce insieme. In particolare, l’ambiente degli orologi e delle motociclette mi affascina proprio perché legato a un fortissimo spirito di solidarietà e di appartenenza.»

Un forte spirito di community, quindi. Vediamo in effetti molti gruppi, anche online, di appassionati che organizzano raduni e si confrontano su forum o social. E l’Italia, si sa, è la patria del bello. Secondo te, questo gusto estetico naturale favorisce la nascita di collezionisti in più ambiti?

«Assolutamente sì. L’Italia è conosciuta nel mondo per il suo patrimonio artistico, culturale, nonché per la sua tradizione manifatturiera. Non dimentichiamo che il design italiano, la moda, l’artigianato e l’alta gioielleria sono rinomati a livello globale. Questa propensione al “bello” e alla cura del dettaglio si riflette anche nel collezionismo.

Che si tratti di auto d’epoca, opere d’arte, orologi o gioielli, l’italiano medio tende a scegliere oggetti che rispecchino il proprio stile e la propria personalità. Anche nell’orologio, ad esempio, confluisce un modo di essere, un gusto che si riflette poi nell’abbigliamento o nel proprio stile di vita. Ecco perché è un settore che non smette di crescere: ogni pezzo diventa un modo per raccontarsi.

Rolex Daytona "Paul Newman" ref, 6241 del 1968. Foto © Bonhams

A proposito di stile, hai accennato più volte all’eleganza. Se guardiamo all’universo degli orologi, notiamo che molte donne scelgono modelli maschili, spesso più grandi e appariscenti. Esiste dunque un vero e proprio “collezionismo al femminile” nel settore dell’orologeria, o è ancora di nicchia?

«Le donne si interessano agli orologi, certo, e alcune collezionano anche pezzi di grande valore. Tuttavia, numericamente sono ancora meno numerose rispetto agli uomini. Si è diffusa la tendenza, come dicevi, per molte donne di indossare orologi maschili, con cassa più grande e design più “deciso”. Questo ha ridotto il mercato dei modelli pensati appositamente per un pubblico femminile, spesso più minuti e dettagliati, magari con quadranti gioiello o casse più piccole.»

Soluzione possibile?

«Secondo me, è un peccato non dare risalto all’orologeria femminile classica. L’orologio di una donna può essere un accessorio di fortissimo impatto, un dettaglio capace di esprimere personalità e raffinatezza. Spero che in futuro si rivaluti il fascino dei modelli pensati specificamente per il polso femminile, riportando in auge quell’eleganza in grado di fare la differenza.»

Parliamo di gioielli. Un tempo si considerava la gioielleria quasi esclusivamente come “roba da donne”, ma oggi vediamo molti uomini indossare collane, bracciali e anelli. D’altro canto, rimane vero che la maggior parte dei gioielli in asta sembra avere come pubblico principale le donne. Qual è la tua esperienza in merito?

«Il gioiello in sé può essere molto maschile o molto femminile, a seconda di stile e design. Detto questo, nella mia esperienza professionale, la maggior parte dei clienti che ci porta gioielli da valutare o mettere in asta è composta da donne. Spesso si tratta di pezzi ereditati, magari da una zia o una nonna, oppure gioielli acquistati decenni fa e dimenticati in un cassetto.

Il bello di organizzare giornate di valutazione è l’effetto “apertura di un cofanetto misterioso”: anche se il gioiello non è di immenso valore economico, spesso custodisce una storia, un’emozione. E quando un gioiello è amato e portato con piacere, acquista un significato che va ben oltre il suo prezzo. Ci sono clienti che arrivano decise a vendere, altre che cambiano idea, riscoprendo il pezzo e magari decidendo di indossarlo di nuovo, oppure di modificarlo per adattarlo a uno stile più contemporaneo.»

Il risultato di questi incontri?

«Questo momento di confronto, anche con gli specialisti di Bonhams, ci permette di spiegare quali sono le caratteristiche più importanti di un determinato gioiello, di raccontare la storia di un marchio, una tecnica di lavorazione, o un periodo storico. Spesso la cliente o il cliente si appassiona proprio grazie a questi dettagli.»

Molti collezionisti si avvicinano all’arte, ai gioielli, agli orologi o alle auto anche come forma di investimento, sperando di veder lievitare il valore dei propri acquisti. È un fenomeno crescente?

«Sicuramente sì, oggi più che mai si parla di “investimento” in orologi, in arte, in auto classiche e persino in borse di lusso. La componente economica non si può negare, ma, dal mio punto di vista, il vero collezionismo nasce dalla passione. Quando si costruisce una collezione, infatti, si entra in un mondo fatto di studio, di ricerche, di confronto con altri appassionati. Una persona può decidere di concentrarsi su un determinato periodo storico, su uno stile artistico preciso o su determinate referenze in ambito orologiero. Tutto ciò alimenta la conoscenza e il piacere personale, che vanno ben oltre l’idea di guadagnare tra qualche anno. Certo, è una bellissima sorpresa scoprire che un oggetto acquistato per passione, poi, abbia raddoppiato il suo valore sul mercato. Ma ritengo che, senza la passione, manchi l’elemento fondamentale che rende il collezionismo un percorso di arricchimento culturale e umano.»

1967 Lamborghini Miura P400 Coupe Chassis no. 3057 Engine no. 1190. Foto © Bonhams

Prima il cuore, poi il borsellino?

«È sorprendente quanto siano variegati i profili dei collezionisti: c’è chi si avvicina per la prima volta a un oggetto perché lo ha ereditato, chi invece ha una lunga tradizione familiare di collezionismo e porta avanti una sorta di “testimone” generazionale. Ci sono anche collezionisti che partono da una piccola passione giovanile e poi, col tempo, approfondiscono, studiano, e arrivano a possedere pezzi incredibili.»

Hai qualche aneddoto curioso sui collezionisti?

«Ricordo una cliente che portò in visione alcuni gioielli della nonna: erano gioielli vintage di buona fattura, ma lei non li indossava perché li considerava “troppo vecchi e fuori moda”. Dopo avere ascoltato la storia di quegli oggetti – che noi specialisti abbiamo ricostruito in parte, datando la manifattura e descrivendo l’evoluzione stilistica – si è letteralmente innamorata di quei pezzi. Alla fine non li ha venduti, anzi li ha fatti riadattare per poterli indossare. Ha scoperto una passione per il gioiello vintage e oggi è diventata una nostra cliente affezionata.»

È bello vedere come il tuo lavoro tocchi aspetti non solo finanziari, ma anche emotivi e culturali del collezionismo. C’è qualcosa che vorresti aggiungere o consigliare a chi ci legge, magari qualcuno che è incuriosito dal mondo delle aste e vorrebbe “fare il salto”?

«Il mio consiglio è di lasciarsi guidare dalla curiosità e di non aver timore di chiedere informazioni. Le case d’asta, Bonhams compresa, organizzano spesso giornate di valutazione e presentazioni aperte al pubblico, proprio per avvicinare le persone a questi mondi. Chiunque, anche senza essere un collezionista incallito, può portare un oggetto, farlo valutare e ascoltare il parere di uno specialista. È un’occasione non solo per scoprire il valore economico di un oggetto, ma anche per comprenderne la storia, la particolarità, la manifattura.

Un buon inizio

«E se poi nasce la voglia di collezionare, la miglior strada è sempre quella di informarsi, di leggere, di frequentare mostre, musei e aste, di conoscere le community di appassionati. Il collezionismo è un viaggio che arricchisce il bagaglio culturale e umano, regalando momenti di meraviglia e di condivisione. Per me è questo lo spirito migliore con cui avvicinarsi a qualsiasi forma d’arte o di oggetto prezioso.»

Grazie per aver condiviso il tuo punto di vista e la tua esperienza con noi

«È sempre un piacere poter parlare di questi temi e, spero, trasmettere un po’ della mia passione a chi ci ascolta o ci legge. Buon collezionismo a tutti!»

 

Richard Mille, Rafael Nadal Ref. RM27-01 ANCA - Foto © Bonhams

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