Monaco Legend Auctions: l’esperienza di Carlotta Parmegiani

Classe 1995, ventotto anni, Carlotta Parmegiani è una giovane professionista che ha già fatto una carriera importante nel mondo delle aste di alta orologeria. In questa intervista, condivide le sue esperienze, le sfide e le soddisfazioni del suo lavoro, rivelando il dietro le quinte di un settore affascinante e complesso. 

Con una passione innata per gli orologi e un background nella comunicazione, ci racconta come il mondo delle aste si stia evolvendo, l’importanza della creazione di una comunità e il valore dello storytelling. 

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Dalla sua visione personale emerge un ritratto autentico e coinvolgente di una professionista che ha trovato la sua strada e il suo posto nel dinamico universo dell’alta orologeria. L’abbiamo incontrata a Monaco, dopo la prima sessione della vendita Exclusive Timepieces del 20/21 aprile 2024, conclusasi con due eccellenti vendite in chiave “rattrapante”, una Rolex e l’altra Patek Philippe.  

Come ci si sente dopo una giornata d’aste così piena di persone, di idee, di emozioni, come quella che abbiamo vissuto oggi? «È stata una giornata potentissima, veramente piena di emozioni e di energia, ma anche un po’ stressante, perché insieme alle cose belle viene sempre anche quello. Da qualche minuto ci concediamo un po’ di relax… non troppo perché domani ci aspetta un’altra giornata. Adesso però mi voglio godere quello che è successo, i risultati raggiunti che spesso hanno superato le nostre previsioni.»  

Quanto lavoro c’è dietro un’asta? «Dentro i due giorni dell’asta si concentrano circa sei mesi di lavoro: da quando iniziamo a cercare i primi lotti a quando chiudiamo il catalogo e finalizziamo tutto l’evento. Alle volte iniziamo a prendere i pezzi che venderemo ancora prima che l’asta stessa sia in programma.»

Patek Philippe ef. 7J, importante ed estremamente raro, cronografo rattrapante monopulsante in oro giallo, contatori verticali, ex proprietà di Sir Henry Segrave

Avete già iniziato a lavorare all’asta di ottobre?

«Sì, ci stiamo già lavorando da tempo. I due appuntamenti annuali che proponiamo racchiudono tutto il nostro lavoro. È bella l’adrenalina che arriva da ogni weekend di vendita, ma è indispensabile assaporarla e poi ripartire immediatamente.»   Tra tanti impegni così complessi, riesci ad avere comunque una “tua” vita?

«Sì, riesco a conservare una vita “mia”. Devo dire che rispetto a Davide e André sono più fortunata, in quanto il mio lavoro è differente dal loro, che consiste nella selezione dei pezzi da mandare in asta.»

Non è così semplice capire cosa mettere in vendita.

«La ricerca degli orologi è un’operazione complessa. Nella loro selezione bisogna tenere conto del momento storico e dell’andamento del mercato. Io mi occupo dell’organizzazione dell’asta stessa, degli eventi correlati, delle pubbliche relazioni e della comunicazione.»  

Il tuo background ti ha visto impegnata proprio nella comunicazione, quindi a chi meglio di te chiedere cosa pensi di questo mondo delle aste, che alle volte sembra non accorgersi che “fuori” tutto sta cambiando, che i sistemi in voga fino a qualche anno fa non sono più attuali.

«Io posso parlare solamente per noi, per Monaco Legend.»  

Certo, il vostro punto di vista.

«Secondo me il mondo delle aste è cambiato. È cambiato il modo in cui cerchiamo di coinvolgere i nostri clienti, che va molto oltre il semplice momento della vendita. Cerchiamo di creare una vera e propria comunità, un gruppo di persone che hanno il piacere di ritrovarsi ogni volta che organizziamo i nostri eventi. Questo perché di base condividono una grandissima passione per gli orologi. Per rendere i momenti comuni il più piacevoli possibile, organizziamo aperitivi, pranzi, momenti conviviali dove la community possa ritrovarsi e vivere nella maniera più piacevole possibile la sua passione per le lancette.»

Rolex ref. 4113, mai apparso all'asta, eccezionale ed estremamente raro, cronografo da polso oversize rattrappante in acciaio, proprietà di John Goldberger, pubblicato su "100 Superlative Rolex Watches"

Quello che si percepisce frequentando una vostra asta, è proprio la piacevole sensazione di un gruppo di amici che aspetta queste giornate per reincontrarsi e vivere assieme per tre giorni una passione bella come quella per l’orologeria.

«Vero, le nostre aste sono diventate così, ma non è un caso. Sin dalla prima sessione nel 2019, Davide e Claude Cohen fecero questa scelta e da quel momento in poi è stata tutta una continua crescita. La cosa che ancora oggi mi affascina è che qui a Monaco si ritrovano persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate in questa maniera conviviale, si stringono relazioni e amicizie tra culture e nazioni diverse. In comune c’è la passione.»  

Se vogliamo coglierne l’essenza, il collezionismo dell’alta orologeria è fatto da persone che si conoscono, si incontrano e si scambiano idee ma anche orologi, coinvolgendo sempre nuove persone. Di conseguenza, la parte economica, che per molti sembra un tabù innominabile, in realtà è parte integrante di questo collezionismo.

«Certo, fa parte del gioco.»  

Un’altra caratteristica distintiva di Monaco Legend, è la descrizione particolarmente curata che voi fornite di ogni pezzo messo in vendita. Non è il solito elenco asettico.

«Cerchiamo di dargli un po’ di vita, di valorizzarli nella maniera migliore possibile, alle volte semplicemente descrivendoli senza per forza usare solamente qualche bell’aggettivo. L’obiettivo è quello di rendere partecipe il cliente di tutto quello che c’è realmente dietro la storia di ogni orologio.»

Non è sempre facile.

«Oggi, ad esempio, abbiamo messo in vendita uno Split-Second di Patek Philippe. Come si fa a raccontare una storia del genere? Come si fa a trasmettere tutto quello che ha vissuto un orologio importante come questo? È veramente complicato. Nei nostri testi facciamo del nostro meglio per rendere l’idea della ricchezza che c’è nella storia di ogni singolo pezzo e tutto quello che è stato prima di arrivare in asta.

Prima hai citato gli aggettivi, in realtà nei cataloghi siamo abituati da sempre a leggerne a profusione: bello, rarissimo, emozionante, mai toccato…

«Anche noi li usiamo, ma non ci fermiamo solo a questo.»

Trasportare questo lavoro di storytelling anche durante le aste sarebbe troppo complicato?

«È un problema di tempi, che inevitabilmente si allungherebbero troppo. Alle volte notiamo che alcuni lotti “durano” fin troppo, considerando che una sessione come quella appena terminata ha superato le quattro ore per cento lotti, che sono tanti anche per l’acquirente.»

Anche per il battitore, che ha resistito senza mostrare il minimo tentennamento.

«Claude è bravissimo, anche noi ogni volta ci meravigliamo di come possa essere attento, reattivo e propositivo dal primo all’ultimo orologio venduto, senza mai un secondo di pausa.»

Anche se sei arrivata sostanzialmente da poco, c’è comunque una parte di te in Monaco Legend?

«Sì. Ad esempio sono contenta che in quest’asta sia stata riconosciuta una mia “presenza”. Sono appassionata di orologi da donna, di orologi gioiello e cerco di costruire una mia specializzazione all’interno di quest’ambito. Si tratta di una tipologia un po’ più nascosta rispetto ai modelli maschili, troppo spesso ingiustamente messi nel dimenticatoio. Invece meritano attenzione tanto quanto tanti altri segnatempo.»

Per alcuni modelli da donna, assistiamo a un fatto poco comprensibile: nel mondo del collezionismo le loro quotazioni spesso sfiorano il peso dell’oro, mentre gli stessi, quando vengono “riprodotti” dalle varie maison blasonate, vengono venduti a prezzi esorbitanti.

«Abbiamo fatto recentemente un giro a Watches & Wonders a Ginevra, notando tanta ispirazione dai modelli del passato. Questo perché sono orologi con un’eleganza, con un fascino unico, che nel moderno ricrei forzatamente in una maniera diversa. Mi piacciono gli orologi contemporanei, ma il vintage ha una storia che va oltre.»

Patek Philippe ref. 4238/1, una configurazione forse unica, orologio da polso da donna con bracciale in oro giallo, ornato con cabochon turchesi

C’è un collezionismo femminile?

«Secondo me sì. Bisogna un po’ svilupparlo.»

In che senso?

«È un settore che va coltivato, perché ci sono tantissime donne collezioniste. Un tempo avrei pensato il contrario.»

Da dove prendi questa certezza?

«Sei mesi fa ho aperto la mia pagina “carlottaswrist”, scoprendo che c’è una community davvero importante di donne dietro a questo mondo, appassionate e collezioniste. Bisogna soltanto cercare di mettersi insieme per valorizzare tutti quelli che sono considerati “orologini da donna”, che per troppo tempo sono stati dimenticati e messi    in un angolo. Sappiamo che invece valgono: la community c’è, il potenziale c’è, ne sono certa.»  

Un’ultima cosa: il tuo progetto di vita “ormai” è in Monaco Legend.

«Sì, decisamente e sono molto felice. Non è stata una scelta facile quella di raggiungere lavorativamente Davide e Andrea. A me piaceva, e molto, il mio lavoro “di prima”. Lavoravo nella moda, a Milano, facevo una vita diversa. Adesso mi sento di stare nel luogo dove appartengo. Ho tanta strada da fare perché è un mondo dove non finisci mai di imparare e io ho tanto da studiare con la consapevolezza di essere in buone mani. Sì, mi sento nel posto giusto.»

 
Chopard, orologio da polso da donna con bracciale traforato, in oro giallo, quadrante in onice, ref. 2027-1

UN PO’ DI STORIA

Monaco Legend Group (MLG) è stato fondato nel 2015 dall’imprenditore Claude Cohen, inizialmente focalizzandosi sulle aste di automobili classiche. Successivamente, MLG ha collaborato con una rinomata casa d’aste di orologi di Ginevra, segnando il suo ingresso nel mercato degli orologi. Dopo alcune aste significative, MLG ha attirato l’attenzione di Davide Parmegiani, un noto esperto e rivenditore di orologi vintage.

Nel 2018, Claude Cohen e Davide Parmegiani hanno stretto un legame che ha portato Parmegiani a trasferirsi a Monte-Carlo nel 2019 per sviluppare il business degli orologi di MLG. Oggi, MLG è un appuntamento fisso nel calendario delle aste di orologi, con due eventi annuali che presentano circa 270 orologi ciascuno.

MLG è riconosciuto per la sua esperienza nel trovare e offrire orologi eccezionali e rari. Il reparto vendite private, guidato da Davide Parmegiani e gestito operativamente da Andrea Parmegiani, offre una selezione curata di orologi vintage e moderni, regolarmente aggiornata sul sito web di MLG.

Patek Philippe, configurazione eccezionale e probabilmente unica, orologio da polso asimmetrico in oro giallo, realizzato da Gilbert Albert con incisione a finitura geometrica a corteccia, riferimento 3270.

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