Dietro ogni grande asta c’è un piccolo universo di storie, passione e scoperte che si intrecciano. C’è l’adrenalina della gara, la gioia di trovare un pezzo unico e il piacere di condividere un momento con vecchi amici e nuovi collezionisti.
È in questo scenario vivace e in costante movimento che Monaco Legend sta ridefinendo il concetto stesso di asta, trasformandola in un evento culturale e sociale.
Ma cosa significa davvero vivere l’alta orologeria vintage “dall’altra parte della barricata”? Per scoprirlo, siamo entrati nel mondo di Corrado Mattarelli, collezionista, mercante e ora Deputy Chairman & Senior Watch Specialist di una delle realtà più dinamiche del settore.
Ti abbiamo lasciato tranquillo per qualche mese, ma adesso è davvero arrivato il momento di raccontarci la tua nuova avventura in Monaco Legend.
«In questo periodo ho partecipato alla mia prima asta in veste di staff e co-proprietario della Monaco Legend. È stata un’asta entusiasmante, con risultati eccellenti, in alcuni casi persino sorprendenti. C’era moltissimo interesse, tanti collezionisti – anche nuovi – e tanti clienti appassionati. È stato bello vivere l’asta dall’interno invece di parteciparvi come semplice acquirente: vedi il pubblico, gli amici che comprano, conosci chi vende e chi acquista, e alla fine tutti erano soddisfatti.»
Curioso vedere come l’asta renda contenti sia il venditore che l’acquirente…
«È vero. Quando ero commerciante, dicevo che un buon affare è tale quando entrambe le parti sono un po’ insoddisfatte, perché si tratta di un compromesso. Invece in asta è diverso: un buon affare lascia entrambe le parti soddisfatte. Il compratore si aggiudica l’orologio dopo una competizione anche intensa, a volte risparmia qualche migliaio di euro, altre volte paga ben oltre la stima. Succede spesso che ci si renda conto di avere di fronte un pezzo unico, che magari ricapiterà soltanto tra cinque o dieci anni. Quindi, se lo si desidera davvero, si coglie l’occasione.»
Come ti trovi nel nuovo ruolo?
«Passare dall’altra parte della barricata è stato molto divertente e sono estremamente soddisfatto. Ovviamente, il lavoro ti porta spesso in giro; negli ultimi tempi torno a casa di rado, perché l’asta è molto impegnativa: si sta in sala tutto il giorno, poi magari si va a cena con clienti e amici… ma questi eventi ogni sei mesi sono diventati un piacevole appuntamento, un momento di ritrovo.»
Con Monaco Legend avete trasformato l’asta in un evento, quasi in una festa che diventa anche un momento di cultura, di amicizia e di condivisione. È questa la vostra chiave di successo?
«Sì, è questa la chiave del nostro successo. Mi permetto di parlare anche a nome dei miei soci: per noi, questo è l’unico modo di vivere il lavoro. Certo, comprare e vendere serve a guadagnare, a mantenere la famiglia, a togliersi qualche sfizio; ma la componente di entertainment è fondamentale. È ciò che davvero ci motiva, perché rivedere gli amici e i colleghi che conosci da venti o trent’anni è fantastico. Anche prima, quando non ero parte di Monaco Legend ma vendevo all’estero, per me l’appuntamento dell’asta era un’occasione unica. Ci si ritrova con persone che magari vedi solo ogni sei mesi e si crea un clima più goliardico, meno teso rispetto alle aste di Ginevra, dove si concentra tutto in pochi giorni in un’atmosfera puramente business.»
Il mondo delle aste vive un momento piuttosto particolare. Leggiamo di difficoltà per le grandi case d’asta internazionali, soprattutto nel Regno Unito.
«Le grandi case d’asta hanno problemi strutturali ed economici che non so analizzare nel dettaglio. Posso dire che il nostro modello piccolo ma combattivo funziona: non abbiamo investitori da accontentare, facciamo semplicemente il nostro lavoro al meglio delle nostre possibilità e, finora, ci dà grandi soddisfazioni.»
Negli ultimi tempi, la spinta speculativa degli orologi moderni è calata. Eppure, il collezionismo di orologi vintage – pezzi rari o di pregio storico – sembra tenere benissimo, addirittura con quotazioni che sorprendono. È così?
«È assolutamente così. Gli orologi da collezione, e in generale gli oggetti rari, non hanno subito flessioni, anzi vanno in controtendenza. In asta abbiamo visto segnatempo che hanno raggiunto cifre davvero impensabili. Sapevamo che le nostre stime fossero conservative, in alcuni casi anche un po’ provocatorie, ma i risultati finali ci hanno stupiti.
Le grandi case d’asta non hanno reagito bene.
«Il problema delle grandi case d’asta è che devono mantenere volumi di fatturato elevati in un momento in cui il valore medio degli orologi moderni è calato anche del 50-60%. Se un orologio valeva 120.000 euro e ora ne vale 60.000, è chiaro che il catalogo ha un valore dimezzato. Per colmare il gap, si devono mettere più orologi, ma questo aumenta la pressione su chi acquista. Non credo sia un bene per il mercato: è un’economia spinta al massimo, quindi a rischio.»
Visto “dal di fuori”, immagino che la parte più divertente del tuo lavoro sia proprio la ricerca dei pezzi da mettere all’asta. Come funziona?
«È affascinante proprio perché adesso i miei colleghi, che prima mi vedevano come un concorrente, mi considerano una potenziale opportunità. Mi chiedono consigli, mi mandano foto, mi mostrano pezzi incredibili. È stupendo, perché a me piace davvero visionare, valutare e studiare gli orologi. Abbiamo già una selezione splendida per la prossima asta, con modelli per tutte le tasche e i gusti.»
Siete voi a cercare i committenti o sono loro a proporvi gli orologi?
«Mi piace molto anche l’idea di fare da facilitatore, accompagnare le persone a valutare la vendita di un orologio. Abbiamo anche un dipartimento di Private Sale, per chi non vuole correre i rischi dell’asta. Perché, si sa, l’asta è anche una scommessa: se va bene, si ottengono risultati oltre ogni aspettativa; ma devi essere disposto ad accettare una gara vera e propria, senza certezze.»
Quando acquisite un orologio per l’asta, siete già abbastanza sicuri che raggiungerà la cifra desiderata dal committente?
«Cerchiamo di esserlo il più possibile. Se valutiamo che le aspettative del cliente siano irrealistiche, sconsigliamo di procedere con l’asta. Come dicevo, esiste la vendita privata: a volte è la soluzione migliore, soprattutto se non si vuole correre rischi. Però quando un venditore si fida e accetta la nostra stima, può succedere che un orologio stimato, ad esempio, 30-40.000 euro superi i 100.000.»
Cosa succede quando questo accade?
«In quei casi, la scommessa è vinta e l’entusiasmo è alle stelle. In generale, teniamo il catalogo curato e ci proponiamo di evitare gli invenduti, perché un orologio non venduto rimane marchiato e la gente può pensare ci fosse qualche problema. Preferiamo accettare solo ciò che sappiamo di poter valorizzare al meglio.
Monaco Legend Auctions: Dove l’Eccellenza incontra la Passione
Nel cuore pulsante di Monte Carlo, Monaco Legend Auctions si è affermata come una delle case d’aste più prestigiose al mondo, dedicata agli amanti dell’alta orologeria, gioielli unici e oggetti da collezione di straordinario valore. Fondata su un mix di tradizione e innovazione, questa boutique dell’eccellenza si distingue per la sua capacità di unire il fascino delle aste dal vivo con un approccio curato e personale.
Ogni asta è un evento irripetibile, dove pezzi iconici – da rari orologi vintage firmati Patek Philippe e Rolex, a gemme senza tempo – raccontano storie di artigianalità e prestigio. La filosofia di Monaco Legend non si limita a vendere oggetti: il loro team di esperti mette al centro l’emozione, guidando i collezionisti in un’esperienza indimenticabile che celebra il lusso autentico.
Con una reputazione costruita su trasparenza e passione, Monaco Legend Auctions non è solo una casa d’aste, ma una finestra su un mondo esclusivo, dove ogni martellata fa battere il cuore degli intenditori. Monte Carlo non sarebbe la stessa senza il loro tocco di magia.