Decade One: a Ginevra l’asta che ha riscritto le regole (e i record)

È finita con un “white glove” e un totale monstre: la vendita Decade One di Phillips a Ginevra ha incassato 66,8 milioni di franchi, con il Patek Philippe 1518 in acciaio a 14,19 milioni. Ma, più che i numeri, ha contato l’aria: comunità, fiducia, nuove leve e vecchi maestri, tutti allo stesso tavolo.

Aurel Bacs © Phillips - Joy Corthesy

Il paradosso delle grandi aste è che i numeri — giganteschi, rumorosi — raccontano solo metà della storia. L’altra metà è il respiro della sala, quella vibrazione sottile che si avverte quando la comunità dei collezionisti capisce di star assistendo a un passaggio d’epoca. È successo l’8 e il 9 novembre all’Hotel President di Ginevra, con Decade One (2015–2025): 207 lotti, 207 lotti venduti, 100% di sell-through e un totale di CHF 66.815.725 (circa US$ 83 milioni / €71,75 milioni), la cifra più alta mai registrata in un’asta di orologi. Phillips, di conseguenza, ora firma le tre aste di orologi più ricche di sempre. Eppure sarebbe riduttivo fermarsi qui. Perché questa vendita è stata, prima di tutto, un rito collettivo: 1.886 bidder registrati da 72 Paesi (1.718 online), quasi 800 persone in sala, un’energia da prima assoluta.

© Phillips - Joy Corthesy

“Negli anni siamo diventati non solo una piattaforma d’asta, ma un vero hub dove conoscenza e storie passano di mano come i lotti”, hanno commentato Alexandre Ghotbi e Tiffany To. Una frase semplice, ma che spiega molto di quanto si è visto: specialisti e bidder a scambiarsi sguardi complici, dealers che sussurrano stime e ripensamenti, giovani collezionisti con l’ansia buona del primo grande rilancio. È la sociologia del collezionismo contemporaneo: informata, liquida, transnazionale — e visibilmente a suo agio a Ginevra.

Patek Philippe Stainless-Steel Ref. 1518

Il pezzo-simbolo di questa aria nuova è, paradossalmente, un’icona antica: il Patek Philippe Ref. 1518 in acciaio del 1943, il più classico dei classici, capace però di rinnovarsi a ogni apparizione. La gara è durata nove minuti e ventotto secondi, con cinque contendenti fra sala e telefoni, e si è chiusa a CHF 14.190.000, nuovo primato per un Patek vintage da polso e ben oltre i CHF 11.002.000 segnati nel 2016. La storia non si ripete: si supera.

Patek Philippe Perpetual Calendar Chronograph Ref. 1518 ‘Pink on Pink’ in 18k Pink Gold -3,832,749 euro

A proposito di firme: la Ernst Schuster Collection, sedici Patek selezionati con gusto da insider, ha totalizzato CHF 3.373.930, quasi quattro volte la stima bassa. Top lot, un Ref. 2499/100 del 1983 in oro giallo con firma “Gübelin”, a CHF 1.330.500; highlight da manuale di storia del design, il Ref. 3424/1 del 1961 in platino con bezél incastonato di diamanti disegnato da Gilbert Albert, finito a CHF 812.800: record per un orologio da polso firmato Gilbert Albert.

LOT 34 - Rolex Cosmograph Daytona ‘Paul Newma

Anche Rolex ha giocato in attacco. Il Daytona Ref. 6239 “Golden Pagoda” (circa 1967), in oro giallo con quadrante champagne, ha stabilito il record per la configurazione a CHF 1.079.500; il Ref. 6263 “Paul Newman, Oyster Sotto” in acciaio è salito a CHF 1.391.000; mentre il capitolo provenienze reali ha segnato due colpi in rosso: il Day-Date 18059 “Red Khanjar” (metà anni ’80), originale per il Sultano Qaboos, e il Daytona 6269 con fondello inciso “Red Khanjar”, entrambi poco sotto CHF 1,4 milioni. Il fil rouge? Conservazione, rarità, storie forti.

Lot 182 - F.P.Journe Chronomètre à Résonance ‘Souscription No. 2’

Se il vintage rassicura, gli indipendenti entusiasmano. Il F.P.Journe Chronomètre à Résonance Souscription No. 2 del 2000 ha raggiunto CHF 3.327.000; il Tourbillon Souverain TN “Régence Circulaire” del 2019 in oro rosa ha fissato il record per il modello a CHF 1.693.500. E poi il capitolo più poetico della serata: la Ferdinand Berthoud “Naissance d’Une Montre 3” (pezzo unico) a CHF 1.270.000, record per il marchio e sigillo di un progetto educativo dedicato alla trasmissione delle tecniche tradizionali — con una parte del ricavato destinata a una fondazione che tutela il savoir-faire. Quando il martello tiene assieme artigianato, scuola e futuro, il mercato ascolta.

Lot 97 - F.P.Journe Tourbillon Souverain TN ‘Régence Circulaire’

Gli amanti delle strade meno battute hanno trovato soddisfazione nel Christian Klings Tourbillon No. 7 (circa 2006) a CHF 889.000, record per l’orologiaio; in un Urban Jürgensen calendario perpetuo, ripetizione minuti e tourbillon pezzo unico a CHF 635.000, record per il marchio; e — vera chicca da laboratorio anni ’90 — nel prototipo Vacheron Constantin Saltarello Ref. 43041 a CHF 120.650, consignato dall’orologiaio che ne seguì lo sviluppo. Sul fronte “Japan matters”, un Seiko Astronomical Observatory Chronometer Ref. 4520-8020 (circa 1970) ha superato i CHF 100.000: la conferma che il canone del collezionismo globale si allarga senza perdere profondità.

© Phillips - Joy Corthesy

In controluce resta la statistica-simbolo di questa due giorni: valore medio per lotto CHF 322.000 e 12 orologi oltre il milione. Numeri che parlano di un mercato maturo e capace di selezionare, dove l’euforia convive con l’analisi e il pedigree è valuta forte. “Che modo incredibile di celebrare il nostro decimo anniversario”, hanno detto Aurel Bacs e Livia Russo, ringraziando una comunità che — parole loro — sanno di poter “accogliere ed abbracciare” ogni volta. La traiettoria è chiara: scholarship, community, records. In quest’ordine.

Aurel Bacs - © Phillips - Joy Corthesy

A margine, un dettaglio che dettaglio non è: Phillips ora detiene il podio assoluto delle aste di orologi per totale. Che cosa significa? Che la casa — e il suo modello culturale, fatto di narrazioni curate, know-how accessibile e selezione radicale — ha conquistato lo spazio centrale del collezionismo contemporaneo. Non un “boom” effimero, ma un ecosistema che si autoalimenta con nuove competenze, nuove provenienze, nuove domande. Ginevra resta il suo cuore, certo. Ma, a giudicare dalla platea e dai bidder connessi, batte ormai al ritmo del mondo.

© Phillips - Joy Corthesy

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