L’esperienza, la passione per l’indipendenza orologiera, il rifiuto della speculazione cieca. In questa intervista Corrado Mattarelli, oggi partner di Monaco Legend Group, ci porta dentro il lavoro di costruzione di un’asta, il valore della lentezza, e la gioia di trovare – finalmente – il proprio George Daniels.
C’è chi parla di orologi e chi li vive. Corrado Mattarelli appartiene alla seconda categoria: collezionista appassionato, conoscitore attento, e oggi partner di Monaco Legend Group. Incontrarlo alla vigilia di un’asta è un po’ come sedersi accanto a un maestro d’orchestra poco prima del concerto: l’energia è palpabile, le emozioni si mescolano all’esperienza. Ma la musica, in questo caso, è fatta di meccanismi, quadranti, storie.
Dopo una lunga esperienza nel mondo del collezionismo, Mattarelli ha scelto di mettersi in gioco accanto a Davide Parmegiani, Claude Cohen e al team della casa d’aste monegasca. “L’asta è una macchina che lavora 365 giorni all’anno”, racconta, sottolineando l’impegno dietro ogni catalogo, ogni expertise, ogni racconto. Ma c’è anche spazio per la poesia: il sogno realizzato di acquistare un George Daniels Millenary, la scoperta di giovani talenti indipendenti, la nostalgia per un collezionismo fatto più di passione che di ROI (è l’acronimo di Return on Investment, cioè ritorno sull’investimento).
Questa intervista è un viaggio nel cuore pulsante del mercato degli orologi da collezione. Con una voce sincera e diretta, Mattarelli ci parla di stile, scelte difficili, consigli ai giovani collezionisti e – soprattutto – del piacere di fare le cose per amore. Anche quando si parla di milioni.
Corrado, dopo tanti anni nel mondo delle aste, si può dire che ci si abitua o ogni volta è un’esperienza diversa?
Ogni asta è completamente diversa: cambiano gli orologi, i clienti, le difficoltà. Certo, l’esperienza aiuta, ma ogni volta è una nuova sfida. Quando sono entrato in Monaco Legend, a luglio, l’asta di ottobre era già in preparazione, quindi ho avuto un primo assaggio da spettatore. Questa invece è la mia prima vera asta da partner, e la vivo dall’interno.
Quanto dura il lavoro per preparare un’asta?
365 giorni. Mentre parliamo, ho appena fatto una valutazione per l’asta di ottobre. Il lavoro non si ferma mai. Finita un’asta, devi curare il post-vendita e nel frattempo stai già chiudendo il catalogo successivo.
In un mondo “tutto e subito”, questo tempo lungo è ancora accettato dai collezionisti?
In un mondo “tutto e subito”, questo tempo lungo è ancora accettato dai collezionisti?
È essenziale. Serve tempo per studiare, fare ricerca, garantire qualità. Non è come comprare un oggetto online. Poi quando siamo “sul campo” bisogna essere reattivi: per un orologio del 1950, prodotto in 30 esemplari, del quale oggi se ne conoscono forse la metà e solamente due sono belli… la chance è adesso o mai più.
C’è un orologio che hai aspettato tutta la vita?
Sì, un George Daniels Millenary. Un solo tempo, base Omega, con calibro coassiale: l’opera di un maestro. L’ho comprato qualche mese fa, dopo averlo inseguito per anni.
Gli indipendenti hanno ancora un ruolo forte nel collezionismo?
Assolutamente sì. Mi auguro che la passione superi la speculazione. Ci sono giovani talenti incredibili, come il francese Theo Auffret: ci ha messo 4 anni per consegnarmi un orologio fatto interamente a mano.
Come vedi il mercato oggi?
Molto solido e stabile. Abbiamo diversi F.P. Journe, anche un Holland & Holland incredibile. Il catalogo è bellissimo, realizzato con tanto amore. È uno storytelling pazzesco, quasi un libro.
I giovani collezionisti: passione o investimento?
Entrambe le cose. L’orologio è un investimento, ma anche un oggetto da godere. Io ho orologi comprati negli anni ’90 che oggi valgono molto. Ma il consiglio che do è semplice: compra quello che ti piace.
Se un orologio non ti piace? Lo tratti lo stesso?
Faccio un po’ fatica, sì. Il nostro lavoro è anche consigliare chi compra, e per farlo bene devo credere davvero nell’orologio che propongo. Se un pezzo non mi convince fino in fondo, preferisco essere cauto: non potrei mai avallare qualcosa che non ritengo valido.
C’è un orologio che ti è rimasto nel cuore?
Ne ho tanti che vorrei aggiungere alla mia collezione, ma non saprei sceglierne uno solo. Sarebbe un torto agli altri.
Infine: che tipo di collezionista sei?
Uno che compra solo quello che gli piace. Anche nell’arte, nel design: compro per goderne. Se non facessi questo lavoro, mi comprerei un orologio e lo terrei lì, come un bel quadro a casa.