Dodici orologi per dodici costellazioni: Vacheron Constantin presenta la nuova collezione Métiers d’Art Tributo alla Volta Celeste, dove l’arte del guillochage si fonde con i mestieri d’arte e la raffinatezza orologiera.
Una serie che celebra il legame tra tecnica e bellezza, tra orologeria e mitologia, tra il tempo e l’infinito notturno del cielo. Ogni pezzo, un racconto. Ogni segno zodiacale, una costellazione incisa a mano e illuminata da diamanti.
Il blu profondo dei quadranti si fonde con il bagliore degli zaffiri, mentre al centro di tutto vibra il calibro ultra-piatto con tourbillon. Un’opera collettiva d’alto artigianato, nata per raccontare l’universo attraverso l’orologeria.
L’orologeria che guarda in alto
Da oltre due secoli e mezzo Vacheron Constantin coltiva l’arte di costruire orologi che siano più che strumenti per misurare il tempo: espressioni di cultura, simboli di un’estetica che abbraccia la tecnica e il mito. Con la nuova collezione Métiers d’Art Tributo alla Volta Celeste, la Maison ginevrina torna a volgere lo sguardo verso l’alto, in un progetto che unisce astronomia, astrologia e artigianato. Dodici orologi, ciascuno dedicato a un segno zodiacale, raffigurano le rispettive costellazioni con straordinario rigore formale e suggestione poetica. Ogni elemento – dalla cassa in oro bianco alla lunetta decorata con zaffiri blu taglio baguette – partecipa a un disegno coerente e raffinato, concepito per evocare la vastità del cielo notturno. Si tratta di una serie limitata, destinata esclusivamente alle boutique della Maison, ma soprattutto a chi cerca nell’orologeria un’esperienza che sappia unire contemplazione e perfezione meccanica.
Un quadrante per ogni segno
La bellezza di ogni esemplare della collezione si manifesta innanzitutto nel quadrante, autentica opera d’arte incisa a mano. Su una base in oro viene prima tracciata la mappa della costellazione, poi si interviene con una satinatura soleil, la posa di dettagli opalini per i segni antropomorfi, quindi il guillochage figurativo – tecnica sviluppata internamente da Vacheron Constantin – che sostituisce ai motivi geometrici le illustrazioni zodiacali. Le stelle principali sono evidenziate con diamanti taglio brillante incastonati secondo geometrie precise, in grado di evocare la brillantezza del cielo invernale. Per completare un quadrante sono necessarie più di 16 ore di lavoro continuo, e il risultato è un dialogo tra luce, materia e simbolo. La lunetta, decorata con zaffiri incastonati a canale, amplifica questo effetto, creando un anello sospeso di bagliore blu intorno al cielo zodiaco inciso nel metallo.
Il cuore segreto del cielo
A sostenere questa costruzione celeste c’è il Calibro 2160, movimento tourbillon ultra-piatto sviluppato e prodotto in-house. Spesso appena 5,65 mm, nonostante i suoi 188 componenti, il movimento unisce eleganza e rigore meccanico. La massa oscillante periferica in oro consente di liberare la vista sul retro del movimento, finemente decorato con Côtes de Genève, viti lucidate, ponti smussati e ruote con perlage. Sul lato quadrante, la gabbia del tourbillon diventa un elemento visivo centrale, impreziosito da una Croce di Malta lucidata a mano. La frequenza di 2,5 Hz e la riserva di carica di 80 ore ne fanno un movimento non solo bello da osservare, ma anche performante. Come in ogni creazione firmata Vacheron Constantin, la tecnica si piega alla volontà di creare un’esperienza estetica completa, certificata dal prestigioso Poinçon de Genève.
Astronomia e astrologia, storie intrecciate
L’idea di raccontare le costellazioni attraverso l’orologeria affonda le radici in una doppia tradizione: quella scientifica e quella simbolica. Le costellazioni zodiacali, oggi definite come 12, erano già presenti nella cultura babilonese 5000 anni fa. Le civiltà greca e romana le reinterpretarono in chiave mitologica, e lo stesso fecero le culture cinesi, indiane, amerindie. Lo zodiaco occidentale, fondato sul passaggio del Sole lungo l’eclittica, lega le stagioni ai segni, il tempo all’osservazione celeste. È significativo che, fino all’epoca moderna, astronomia e astrologia fossero un’unica disciplina: Galileo Galilei e Johannes Kepler praticavano entrambe. Questo doppio registro – razionale e poetico – è alla base della collezione Tributo alla Volta Celeste, che non vuole scegliere tra precisione e ispirazione, ma unirle in una rappresentazione orologiera del cosmo.
La materia come linguaggio
Nulla è lasciato al caso nella costruzione degli orologi di questa serie. Ogni elemento, dal metallo alle pietre, ha una funzione estetica e simbolica. La cassa da 39 mm è scolpita in oro bianco, le anse e la corona sono ornate da zaffiri, mentre il fondello in vetro zaffiro rivela la meccanica interna. Gli indici e le lancette sono in oro bianco a doppia sfaccettatura, come a rifrangere ancora la luce celeste. Il cinturino in pelle di alligatore blu scuro completa l’insieme, mentre sulla fibbia sono incastonati altri 16 zaffiri. Il risultato non è un semplice oggetto prezioso, ma un manifesto di coerenza formale: tutto, in questi orologi, contribuisce a evocare la volta celeste. La scelta della tecnica d’incastonatura – a grani per i diamanti, a canale per gli zaffiri – rafforza questa impressione di continuità luminosa, come un cielo senza nubi.
L’eredità in movimento
Ogni creazione di questa collezione porta con sé una storia: quella di un atelier dove il tempo non è solo misurato, ma tramandato. Nell’intervista rilasciata da Sandrine Donguy, Product & Innovation Director, emerge con chiarezza la volontà della Maison di preservare e innovare allo stesso tempo. Il guillochage figurativo è il frutto di questa tensione: nasce da un sapere antico ma si rinnova in ogni progetto. Lo stesso vale per l’incastonatura e per la miniaturizzazione meccanica. Questi Métiers d’Art Tributo alla Volta Celeste non sono solo un esercizio di stile: sono la dimostrazione che l’orologeria può farsi racconto, che la tecnica può farsi linguaggio, e che anche oggi – in un mondo iper-digitale – c’è spazio per contemplare, in un quadrante blu zaffiro, il disegno invisibile delle stelle.