Christian Selmoni racconta The Berkley Grand Complication

Gli orologi Reference 57260 e Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication hanno preso forma nella mente del committente, un uomo d’affari e filantropo americano che possiede una prestigiosa collezione di orologi da tasca costruita pazientemente negli ultimi 50 anni. Alla loro realizzazione hanno lavorato per anni, tre maestri orologiai Vacheron Constantin tra i più bravi al mondo. La veste estetica è invece a cura di Christian Selmoni, direttore Style & Heritage. Straordinario il racconto di come è stato raggiunto questo risultato record.

Christian Selmoni, classe 1959, proviene da una famiglia svizzera di orologiai della Vallée de Joux, luogo storicamente legato alla tradizione orologiera. Il suo percorso professionale in Vacheron Constantin inizia nel 1990, ricoprendo inizialmente il ruolo di responsabile dell’Amministrazione Vendite, per poi passare a gestire gli acquisti e la produzione. Dal 2001, Selmoni si è occupato dell’integrazione di tutte le fasi della creazione del prodotto, dalla concezione al lancio sul mercato. Nel 2010, è stato nominato Direttore Artistico, un incarico che includeva la definizione a lungo termine dei prodotti e lo sviluppo degli atelier dei Métiers d’Art, specializzati in arti come l’incisione, la smaltatura, l’incastonatura e il guilloché. Questi laboratori sono fondamentali nella realizzazione di orologi su misura.

Nel 2017, Selmoni è diventato il Direttore del reparto Stile e Patrimonio, ruolo che gli permette di esplorare e reintegrare elementi storici nel design contemporaneo di Vacheron Constantin, assicurando così un equilibrio tra tradizione e innovazione. La sua profonda conoscenza della storia della Maison è cruciale nella ricerca e autenticazione di pezzi vintage. Sotto la sua guida, Vacheron Constantin ha continuato a superare i limiti dell’orologeria, creando pezzi complessi e significativi come il Tour de l’Ile e il Celestia. 

Selmoni valorizza l’abilità della Maison di innovare mantenendo un forte legame con la propria eredità, un equilibrio che attrae tanto i collezionisti quanto i nuovi clienti.

Durante la sua carriera, Selmoni ha dimostrato un impegno eccezionale nel preservare il patrimonio di Vacheron Constantin, guidando al contempo il suo futuro creativo, il che lo rende una figura centrale nell’industria dell’orologeria di lusso. A lui si deve un importante la voro anche sul più complicato orologio al mondo, realizzato ancora una volta dalla Casa ginevrina: Les Cabinotiers – The Berkley Grand Complication, che con le sue 63 complicazioni orologiere, supera il record già detenuto dalla Maison con la Reference 57260. Questi due segnatempo celano una straordinaria avventura umana che vede protagonisti un collezionista appassionato delle straordinarie imprese dell’orologeria tradizionale e tre orologiai del dipartimento Les Cabinotiers di Vacheron Constantin. 

Intervista a Christian Selmoni, direttore Style & Heritage in Vacheron Constantin

Qual è la sua impressione generale di questo segnatempo?

«Ho un’ammirazione sconfinata per la sua complessità, che si esprime attraverso 63 complicazioni, il livello delle finiture e la sua precisione. È la quintessenza dell’iper-orologeria, frutto di anni di impegno e di ingegno. Si poteva pensare che la Reference 57260 rappresentasse il traguardo finale nel settore. Invece vediamo che è possibile soddisfare richieste ancora più complesse, realizzando ciò che nessuno è riuscito a fare prima, ossia un calendario perpetuo cinese senza alcuna correzione fino al 2200.»

Può fornirci maggiori dettagli su questo calendario?

«I tre orologiai del nostro reparto Les Cabinotiers – che hanno lavorato per 11 anni a questo segnatempo – sono riusciti a realizzare un calendario molto complesso, trasformandolo e trascrivendolo in algoritmi applicabili meccanicamente. In termini concreti, ci sono tre meccanismi – che i nostri orologiai chiamano “cervelli” – che controllano le diverse variabili del calendario: il ciclo metonico di 19 anni (n.d.r. Il ciclo metonico o ciclo di Metone – dal nome dell’astronomo greco – è un ciclo di 19 anni, basato sull’osservazione che 19 anni solari corrispondono (quasi) esattamente a 235 mesi lunari e a 6940 giorni. Sul ciclo metonico si basano i calendari lunisolari aritmetici); le date del capodanno; il ciclo sessagesimale di 60 combinazioni; il ciclo agricolo solare di un anno tropicale. La combinazione di questi elementi dà origine a un calendario perpetuo cinese la cui difficoltà, oltre che all’irregolarità, è legata ai diversi cicli. Un autentico capolavoro di innovazione.»

Quali sono le soluzioni tecniche che meritano di essere evidenziate?

«Una è senz’altro la lancetta dei secondi retrograda di tipo regolatore: i segnatempo la presentano di rado e gli orologiai del reparto Les Cabinotiers volevano che fosse il più precisa possibile. Occorreva compensare il tempo impiegato dalla lancetta per tornare alla posizione iniziale. A tal fine, gli orologiai hanno aggiunto due camme supplementari al meccanismo. La funzione “Note” della Grande Sonnerie è un’altra soluzione tecnica straordinaria, perché – caratteristica inedita – disattiva la sveglia per un periodo di tempo scelto del cliente. Merita una menzione speciale anche il tourbillon armillare a tre assi. Sebbene fosse già presente nella Reference 57260, rappresenta comunque un capolavoro meccanico perfetto per gli orologi da tasca, che si indossano in una posizione fissa.»

Ha parlato delle finiture applicate al calibro. Può spiegarci meglio?

«La finitura manuale dei componenti del movimento è una delle caratteristiche tipiche dell’alta orologeria e di Vacheron Constantin in particolare, con tecniche adattate a tuti i tipi di superficie: smussatura, arrotondamento, perlage, trafilatura, ecc. Sono operazioni che richiedono una padronanza perfetta in un movimento di 150 componenti: possiamo immaginare quanta ne serva quando i componenti sono 2.877! Si tratta di un lavoro invisibile, perché, tranne l’apertura del tourbillon, questo orologio a due facce non presenta scheletrature sul movimento. Solo aprendo l’orologio ci si rende conto della portata del lavoro. Inoltre, i tre orologiai che hanno realizzato questo segnatempo e la maggior parte delle decorazioni non hanno scelto la via più facile. Il calibro, infatti, ha una finitura sabbiata e satinata che non ammette errori, poiché qualsiasi alterazione lascia tracce indelebili. È quindi facile capire perché è servito un anno intero per assemblare questo segnatempo.»

La precisone in un segnatempo così complesso?

«Questo orologio non ha la pretesa di essere un cronometro, poiché non è stato testato dall’Istituto ufficiale svizzero di cronometria (COSC). Tuttavia, i test interni hanno dimostrato che, Les Cabinotiers – The Berkley Gårand Complication è perfettamente compatibile con i criteri di precisione del COSC, la cui tolleranza media è compresa tra -4 e +6 secondi al giorno. Ricordiamo che questo segnatempo reca il Punzone di Ginevra, garanzia di provenienza, artigianalità, affidabilità, competenza e precisione. I criteri del Punzone stabiliscono che la velocità di marcia dell’orologio non può variare di più di un minuto in sete giorni: il nostro modello è molto al di sotto di questo limite, il che è notevole, data la sua complessità.»

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