Casa Bonanno, un anno dopo: la conferma di un progetto vincente

A dodici mesi dall’apertura nella nuova sede di via Bocca di Leone, a Roma, Giovanni Bonanno racconta cosa è cambiato nel rapporto con il cliente, la sorpresa di una clientela internazionale di altissimo profilo, la crescita del team fino a quasi 30 persone e l’idea di “esperienza” come misura quotidiana del lavoro: dalla ricerca dell’oggetto esclusivo alla soddisfazione più grande, vedere qualcuno uscire con un sorriso e la sensazione di aver coronato un sogno.

Roma ha indirizzi che funzionano come una stretta di mano: ti dicono subito con chi hai a che fare. Via Bocca di Leone è uno di quelli. E “Casa Bonanno”, a dodici mesi dall’apertura, ha già smesso di comportarsi da semplice negozio: somiglia più a un salotto operativo, a un luogo dove il tempo non è soltanto quello segnato dalle lancette ma anche quello delle conversazioni, dei gesti, delle attese giuste.

Giovanni Bonanno la mette in modo diretto: la nuova sede ha dato soddisfazioni, sì, ma soprattutto ha cambiato il modo di lavorare. Non è una questione di metri quadri: è una questione di relazione. Il risultato, dice, si vede da chi entra e da come entra. Perché in questo primo anno la sorpresa è arrivata da fuori, letteralmente: una clientela internazionale, straniera, “di altissimo livello”, con presenze importanti anche sul piano imprenditoriale e politico. Prima era più difficile: gli spazi erano altri, più ridotti. Oggi la scena è diversa, e con lei cambia l’energia dello scambio. Più fluidità, più calma, più attenzione: chi varca la soglia “si sente più coccolato”.

Dietro, però, non c’è il colpo di fortuna di una stagione. C’è un’idea coltivata a lungo: anni passati a cercare la location giusta per mettere tutto “sotto un’unica casa”, organizzando una filiera interna capace di dare continuità al servizio. Intanto l’azienda cresce: quasi 30 persone, una presenza costante tra aste e fiere, e un online che collega Roma al resto del mondo senza chiedere permesso. E poi c’è l’immagine che Bonanno usa per raccontare le sue mattine: un box di Formula 1. Squadra, motori, ritmo, integrazione. Con un’unica misura finale: la soddisfazione del cliente. E quel “profumo piacevole” che resta nell’aria quando la giornata, semplicemente, è andata come doveva.

Giovanni Bonanno intervistato da Paolo Gobbi

A un anno dall’apertura di Casa Bonanno in via Bocca di Leone, a Roma: cosa ha funzionato e che cosa ti ha sorpreso, in questo anno di novità e di apertura?
«Una location come questa ci ha dato tante soddisfazioni e ci ha gratificato soprattutto nel modo di lavorare. Quello che mi ha sorpreso è che siamo riusciti finalmente a portare una clientela internazionale, straniera, di altissimo livello. Abbiamo avuto personaggi importanti sia a livello imprenditoriale sia a livello politico. E questo ci ha dato davvero la soddisfazione più grande: dall’altra parte non potevamo, perché avevamo spazi completamente diversi, più ridotti. È proprio cambiato il rapporto con il cliente rispetto a prima.»

Il rapporto col cliente è cambiato?
«Assolutamente sì. Riusciamo ad avere più fluidità anche nel lavoro e, ovviamente, chi entra in un ambiente come questo entra e si sente più coccolato. Riusciamo a far vivere un’esperienza diversa a chi entra, e questo ci dà grande soddisfazione.»

Casa Bonanno non è un luogo qualsiasi: nasce da un’idea e, ancora prima, da un sogno. Immaginavi che sarebbe venuta così quando, due o tre anni fa, pensavi: “Lo facciamo, ci impegniamo”?
«Ho impiegato anni per trovare una location come questa: il mio obiettivo era riuscire a realizzare qualcosa sostanzialmente simile a ciò che oggi possiamo vedere. Volevo che tutto potesse essere raggruppato sotto un’unica “casa”.»

 

Ci siete riusciti?
«Sì. Abbiamo creato una vera e propria catena di montaggio all’interno della nostra azienda, che ci consente di dare un servizio direi di buon livello — non spetta a me dirlo, ma oggettivamente è di buon livello — e di soddisfare coloro che sono diventati nuovi clienti. Perché stiamo parlando di un’azienda che, ormai è inutile negarlo, si pone a livello internazionale.»

Quante persone lavorano in Casa Bonanno?
«Oggi abbiamo raggiunto quasi le 30 unità. Quindi cominciamo a essere un’azienda tra le più importanti nel nostro settore. Anche a livello internazionale ci stiamo muovendo direi abbastanza bene. Siamo presenti quasi in tutte le aste che avvengono, andiamo in moltissime fiere: la nostra presenza è continua e costante. L’online ci permette di essere presenti in tutto il mondo e anche su questo fronte stiamo avendo grosse soddisfazioni.»

Se dovessi raccontare una giornata tipica a Bocca di Leone, che immagine sceglieresti?
«A me sembra ogni mattina di entrare in un box di Formula 1. Perché ognuno ha la sua storia e la propria esperienza, ma c’è un’auto che deve scendere in pista, un motore che deve funzionare alla perfezione. Entrare qui con l’obiettivo di integrare il gruppo, di renderlo omogeneo e soprattutto di creare un lavoro che poi ci porti al risultato finale… che per noi, credimi, è soddisfare il cliente. Poi tutto il resto viene di conseguenza.»

Quell’idea di esperienza è centrale.
«Sì, perché di fatto chi compra un oggetto del genere deve vivere un’esperienza. Ed è bello: l’esperienza che vive lui la viviamo anche noi. La percezione della soddisfazione di chi entra e vive un bel momento è una cosa molto gratificante. I nostri oggetti sono oggetti di piacere e devono essere vissuti in questo modo.»

Quali caratteristiche deve possedere un orologio per entrare nella vetrina di Casa Bonanno?
«Per noi è fondamentale l’oggetto esclusivo. Abbiamo lavorato negli ultimi anni alla ricerca, davvero in giro per il mondo, dell’oggetto particolare che possa distinguerci dai nostri concorrenti. E devo dirti la verità: ci siamo riusciti, perché all’interno del nostro negozio abbiamo cose davvero molto rare. Questo ci ha consentito anche di allargare il cerchio della nostra clientela, che è ancora più esclusiva di un tempo.»

Quando un cliente esce da Casa Bonanno, che cosa pensi dovrebbe portare con sé?
«Come prima cosa, il piacere del tutto personale di aver coronato un sogno. Chiunque viene qui arriva con l’enfasi e con la volontà di poter andare via con qualcosa che poi lo gratificherà, perché parliamo di cose belle, non comuni. Di conseguenza, la mia maggiore soddisfazione è proprio di vederlo uscire dal negozio con il sorriso.»

Se dovessi scegliere un momento particolare?

«Non ti nascondo che la soddisfazione che conta di più, per me, è quando riesco a rendere felice quel ragazzo o quella persona che finalmente compra l’orologio che desiderava da tanto tempo, coronando un sogno costruito anche con molti sacrifici. È questo che mi dà energia e mi fa amare ancora di più questo lavoro.»

Cosa pensa Giovanni quando esce da Casa Bonanno dopo una giornata di lavoro?
«Esco con la soddisfazione di aver fatto bene quello che stiamo facendo, di avere un gruppo armonico e di sapere che, comunque, stiamo lasciando nell’aria un profumo piacevole, qualcosa di buono.»

È quello che si avverte quando si è all’interno di Casa Bonanno. Grazie Giovanni.
«Grazie, grazie di tutto. Buon lavoro.»

 

Valutiamo e compriamo il tuo orologio

Hai bisogno di una quotazione affidabile per il tuo orologio di lusso? I nostri esperti orologiai sono a tua disposizione per offrirti una valutazione professionale e trasparente su Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e altre marche prestigiose.

Visita Ora

La boutique di Roma

Via Bocca di Leone, 59