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Daytona 1987 FLOATING

di Gioielleria Bonanno

Daytona 1987 FLOATING

Nascita del primo Rolex cronografo automatico.
Sarà una data da ricordare come scintilla che dà al marchio pentastellato una grande rivalutazione di tutta la sua produzione. Questo deriva dal fatto che l’ormai consolidata casa, non riuscendo a soddisfare la richiesta del mercato, si trova a dover dare lunghi tempi di attesa con conseguente rialzo del valore, cosa che continua anche nei nostri giorni.
Questo è il motivo che spinge ormai le persone a investire su qualcosa di molto remunerativo, che è ormai consolidato da molti anni.

Parliamo del 16520 (primo cronografo automatico).
La casa madre dopo aver scelto il calibro (meccanismo) da utilizzare, per la precisione lo “Zenith 400 El Primero”, con 36000 alternanze ed una frequenza di 5 HZ, utilizzando uno speciale lubrificante a secco a base di Bisolfuro di Molibdeno applicato mediante un procedimento di vaporizazione, che richiedeva attrezzature specifiche ed una manutenzione ogni circa due anni, decide di elaborare profondamente il calibro base Zenith El Primero, tant’è che necessitarono 200 modifiche affinchè potesse essere equiparato ai propri standard qualitativi.
I primi necessari interventi vennero eseguiti per ridurre il numero di alternanze (da 36000 a 28000) e diminuire la frequenza da 5 a 4 HZ. Montarono sul movimento un bilanciere più grande che oscillava ad una frequenza più bassa, comune a tutti i calibri Rolex del momento. Rolex così ha semplificato e migliorato l’affidabilità di tale movimento.

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Il bilanciere Rolex ha quattro razze in glucydur con spirale Breguet e sistema di regolazione a microstella. I lubrificanti usati per il 4030 erano quelli fluidi tradizionali, tali modifiche consentano a Rolex di consigliare una revisione ogni 4 anni, tempo quasi doppio rispetto al calibro d’origine.
I movimenti 4030 montati sui Daytona prima serie seriale R ref.16520/3/8 hanno una numerazione compresa tra 10000 e 20000 (numerazione random che tiene conto anche del seriale successivo L). Le prime ghiere (per effettuare misurazioni di velocità) erano a 200 .
Un progettista di questo orologio, recandosi spesso a Parigi con un treno ad alta velocità, passava il tempo divertendosi a misurare la velocità con il suo Daytona 16520 (divertente il fatto che il suo essendo uno dei prototipi, non aveva il seriale e montava quadranti di prova). Il treno viaggiava a molto di più di 200km/h, quindi si rese conto che per il mondo moderno un misuratore con scala a 200 era insufficiente e propose di ridisegnare la scala con un limite più alto (400 uph la prima venne realizzata con intermedio a 225).
Un’altra interessante caratteristica è il quadrante Floating, si pensa prodotto in cento esemplari per ogni versione (oro, acciaio e oro, e acciaio; questa ultima più rara rispetto alle tipologie acciaio e acciaio e oro uguali come quadranti). Questo procedimento di lavorazione era assai lungo e complesso, con esposizione a forni ad alte temperature e poi l’applicazione delle scritte. Quest’ultima a seconda del livello di essiccazione del quadrante, a quando sono state poste le scritte, ha creato i vari livelli di floating (porcellanati 1/2/3 livello).

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Oggi questa tipologia di orologio da un valore all’origine di circa €1713 è arriva a circa €50000. Viene chiamato il nuovo Newman e con un numero di pezzi prodotti, ripeto circa 100 per l’acciaio contro i circa 300 di un 6263 Newman acciaio (valore attuale 300000), forse avrà un futuro di grande aumento di valore. Vi invito a riflettere sui vostri investimenti futuri è saremo sempre a massima disposizione per accompagnarvi in questo cammino, con la garanzia della nostra ormai storica serietà.

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Articolo di Fabio Michetti

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