Bernard Arnault acquisisce una partecipazione personale in Richemont

Il presidente e CEO di LVMH, Bernard Arnault, ha recentemente acquisito una piccola partecipazione personale nella società svizzera di lusso Richemont, proprietaria di marchi come Cartier, Van Cleef & Arpels, Vacheron Constanti, Panerai, IWC, Jaeger-leCoultre… 

Questa mossa ha suscitato un notevole interesse tra gli osservatori del settore. A gennaio, Arnault aveva elogiato pubblicamente il presidente di Richemont, Johann Rupert, definendolo un leader straordinario e promettendo il suo sostegno per mantenere l’indipendenza della società.

Secondo Bloomberg, la partecipazione di Arnault in Richemont è di entità ridotta e fa parte di una serie di investimenti simili che il CEO di LVMH ha intenzione di detenere solo come investimenti. Entrambe le società hanno rifiutato di commentare ulteriormente la questione. Tuttavia, l’articolo di Bloomberg ha provocato un aumento del 3% delle azioni di Richemont nelle ore successive alla pubblicazione.

L’acquisizione di Richemont da parte di LVMH rivoluzionerebbe il panorama dell’industria del lusso. In particolare, l‘integrazione dei gioielli di Richemont, come Cartier e Van Cleef & Arpels, con i marchi di LVMH, Tiffany e Bulgari, creerebbe un colosso del lusso. A ciò si aggiungerebbero i marchi Louis Vuitton e Dior, rendendo Arnault ancora più dominante. Il costo di un’eventuale acquisizione, tenendo conto di un premio standard del 30%, si aggirerebbe intorno ai 111 miliardi di franchi svizzeri, ma potrebbe salire fino a 130 miliardi di franchi con un premio del 50%. Anche per una società come LVMH, con un valore di mercato di circa 400 miliardi di dollari, un pagamento interamente in contanti sarebbe difficile, ma potrebbe optare per una combinazione di contanti e azioni.

Tuttavia, il principale ostacolo a una fusione tra LVMH e Richemont sarebbe rappresentato da Rupert, che detiene circa il 10% del capitale di Richemont e il 51% dei diritti di voto. Rupert ha sempre insistito sul fatto che la società non è in vendita, come dimostrato dalla sua decisione di rifiutare un accordo con Kering nel 2021. Inoltre, ha recentemente nominato Nicolas Bos, capo di Van Cleef, come nuovo CEO di Richemont, mantenendo però il ruolo di presidente esecutivo. Questa mossa suggerisce un piano di successione che potrebbe vedere Bos succedere a Rupert come presidente, mentre Anton Rupert, figlio di Johann, potrebbe assumere un ruolo di presidente non esecutivo.Nel frattempo, le azioni di Richemont sono aumentate di circa un quarto quest’anno, mentre quelle di LVMH sono rimaste stabili. Questo riflette una preferenza degli investitori per l’esposizione ai gioielli rispetto agli articoli in pelle in un mercato del lusso incerto. In tempi difficili, i gioielli offrono un miglior rapporto qualità-prezzo rispetto alle borse di lusso, i cui prezzi sono saliti vertiginosamente negli ultimi anni.

La performance di Richemont è stata solida, con un aumento delle vendite dell’8% su base annua a tassi di cambio costanti per l’anno fiscale terminato il 31 marzo 2024. Sebbene vi siano speculazioni su un’eventuale acquisizione, analisti come Neil Saunders di Globaldata avvertono che la partecipazione personale di Arnault potrebbe non indicare necessariamente un imminente takeover. Tuttavia, LVMH potrebbe essere interessata ad acquisire selettivamente alcuni marchi di Richemont, come Cartier, se se ne presentasse l’opportunità.

 

In conclusione, se Arnault ha acquisito la partecipazione in Richemont solo come investimento, si tratta di una mossa accorta. Ma se “Wolf in Cashmere”, come è stato soprannominato Arnault, sta mirando a un accordo, avrà bisogno della cooperazione del grande Capo di Cartier.

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