Stuart Hennell: «Rolex deve aprirsi ai rivenditori indipendenti?»

Il mercato degli orologi di lusso usati sta vivendo una trasformazione significativa con l’introduzione del programma Certified Pre-Owned (CPO) di Rolex. Tuttavia, secondo Stuart Hennell, fondatore di Watchfinder, la strategia di Rolex potrebbe distorcere il mercato, limitando la vendita dei suoi orologi certificati solo ai rivenditori autorizzati.

Hennell, oggi investitore nel mercato secondario, sostiene che la certificazione dovrebbe essere aperta ai principali operatori indipendenti per garantire una meritocrazia e trasparenza nel settore. In questo articolo seguito da un’intervista, pubblicata originariamente su WatchPro, Hennell ripercorre l’evoluzione del mercato dell’usato, le strategie dei marchi e il futuro della compravendita di orologi pre-owned, evidenziando criticità e opportunità per collezionisti e investitori.

Stuart Hennell, co-fondatore di Watchfinder

Il mercato degli orologi usati: Rolex e il Controllo della Certificazione Pre-Owned

Negli ultimi anni, il settore degli orologi di lusso ha subito profonde trasformazioni, con un’enfasi crescente sul mercato secondario. Uno dei protagonisti di questa evoluzione è Stuart Hennell, fondatore di Watchfinder, azienda che ha rivoluzionato la compravendita di orologi usati, rendendola un’opzione affidabile per collezionisti e appassionati.

Oggi, Rolex ha deciso di entrare nel mercato dell’usato con il proprio Certified Pre-Owned Programme (CPO), un’iniziativa che permette solo ai rivenditori autorizzati di vendere orologi di seconda mano certificati dal marchio. Secondo Hennell, questa politica rischia di distorcere il mercato e penalizzare gli specialisti del settore.

La Visione di Stuart Hennell: Un Mercato Più Aperto e Meritocratico

Hennell, che nel 2018 ha venduto Watchfinder al gruppo Richemont per una cifra stimata di 250 milioni di sterline, è oggi un investitore e consulente per Subdial, un altro specialista del mercato secondario.

Secondo lui, la strategia di Rolex è problematica perché esclude i principali operatori indipendenti, limitando il CPO solo ai rivenditori autorizzati. Questo modello, sostiene Hennell, non premia necessariamente la qualità del servizio o l’esperienza nel settore, ma piuttosto rafforza il controllo di Rolex sulla distribuzione e sui prezzi.

«Rolex CPO è un’idea fantastica, ma non mi piace il modo in cui è stato implementato. È un modello che sembra forzato: avrei preferito un approccio più aperto e basato sul merito, coinvolgendo sia i rivenditori ufficiali che gli specialisti del mercato secondario.»

L’influenza del CPO sul mercato e sui prezzi

L’introduzione del programma Certified Pre-Owned ha avuto un impatto significativo sui prezzi degli orologi usati. Tradizionalmente, il mercato secondario opera seguendo dinamiche di domanda e offerta più fluide, ma con il CPO di Rolex, i rivenditori autorizzati applicano prezzi superiori rispetto al mercato indipendente.

«Sembra strano comprare un orologio di seconda mano da un rivenditore Rolex a un prezzo più alto di quello di un modello nuovo», osserva Hennell. Infatti, gli AD (Authorized Dealers) applicano spesso un sovrapprezzo del 20-30% rispetto ai prezzi del mercato secondario, specialmente per modelli iconici come il Daytona, il Submariner e il GMT Master.

Questa strategia, secondo Hennell, può creare confusione tra i consumatori e rischia di minare la fiducia nei prezzi di mercato, poiché il valore reale di un orologio può variare notevolmente a seconda del canale di vendita.

Rolex CPOo Program. Foto Luxury Watches USA

Dalla diffidenza all’adozione: l’atteggiamento dei marchi verso il mercato secondario

Hennell ricorda come, all’inizio degli anni 2000, il mercato dell’usato fosse considerato con sospetto dai grandi marchi, che vedevano nei rivenditori indipendenti una minaccia.

«Quando abbiamo fondato Watchfinder, il mercato degli orologi di seconda mano era percepito come poco affidabile. I marchi ci vedevano come il nemico e cercavano di ostacolare il nostro lavoro.”»

Tuttavia, negli ultimi anni l’atteggiamento è cambiato, con molti brand che hanno iniziato a collaborare con aziende specializzate nel settore pre-owned.

«Ora tutti hanno capito che il nuovo e l’usato fanno parte dello stesso ecosistema. Watchfinder ha dimostrato ai marchi che possiamo fornire dati preziosi sul mercato, aiutandoli a prendere decisioni migliori.»

Questo cambio di prospettiva ha portato alla nascita di vari programmi CPO, tra cui quello di Audemars Piguet, Vacheron Constantin e ora Rolex, che puntano a controllare il mercato dell’usato e fidelizzare i clienti.

L’Importanza della fiducia e della qualità nel mercato secondario

Uno dei problemi principali per i nuovi operatori del settore è costruire la fiducia con i clienti. Watchfinder ha raggiunto il successo grazie alla qualità del servizio e alla capacità di garantire transazioni sicure.

«Molti pensano che si possa entrare in questo mercato e guadagnare rapidamente, ma la realtà è diversa. Noi abbiamo impiegato 20 anni per creare una base di clienti fidelizzati, acquistando e vendendo costantemente con loro.»

Secondo Ross Crane e Christy Davis, cofondatori di Subdial, una delle chiavi per avere successo nel settore è offrire un servizio completo, che includa certificazioni, revisioni e garanzie di qualità.

«I marketplace come Chrono24 non acquistano stock, quindi non possono creare relazioni durature con i clienti. Al contrario, un’azienda come la nostra, che compra e vende direttamente, può costruire un rapporto di fiducia e offrire prezzi competitivi.»

Stuart Hennell, Ross Crane and Christy Davis.

Il futuro del CPO e del mercato secondario

Secondo Hennell, il futuro del mercato secondario dipenderà dalla capacità dei marchi di trovare un equilibrio tra il controllo dei prezzi e la collaborazione con gli specialisti indipendenti.

«Se Rolex cercasse di escludere completamente gli operatori indipendenti, si troverebbe ad affrontare un problema: chi vende gli orologi? I collezionisti preferiscono spesso affidarsi a specialisti con cui hanno costruito un rapporto di fiducia.»

Crane aggiunge che molti acquirenti esperti non sono disposti a pagare il sovrapprezzo imposto dai rivenditori ufficiali e preferiscono rivolgersi al mercato secondario.

«Solo il 10% dei clienti accetta di pagare il premium per un CPO da un rivenditore Rolex. Il restante 90% preferisce il prezzo di mercato.»

Questo dimostra che, nonostante i tentativi di Rolex di controllare il mercato, gli specialisti indipendenti continueranno a giocare un ruolo chiave nell’industria dell’orologeria di lusso.

Conclusione

Il programma CPO di Rolex rappresenta una svolta nel settore dell’orologeria di lusso, ma solleva importanti questioni sulla concorrenza e sulla trasparenza del mercato. Stuart Hennell e altri esperti del settore ritengono che il futuro del mercato secondario debba essere più aperto e meritocratico, con una collaborazione tra marchi, rivenditori ufficiali e specialisti indipendenti per garantire ai clienti il miglior servizio possibile.

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